Interviste Scomode – Le radici del populismo con Pier Giorgio Ardeni
Nuovo appuntamento con la rubirca “Interviste Scomode” di RadioGrad. Ospite Pier Giorgio Ardeni, che affronta le radici del fenomeno populista.
Nuovo appuntamento con la rubirca “Interviste Scomode” di RadioGrad. Ospite Pier Giorgio Ardeni, che affronta le radici del fenomeno populista.
Conflitti interni, calo delle vendite e scelte strategiche controverse segnano la fine prematura del mandato di Carlos Tavares. Il gruppo affronta una crisi profonda tra investimenti insufficienti nell’elettrico e crescenti tensioni nei mercati chiave.
La Siria è al centro di un’escalation geopolitica che intreccia interessi di USA, NATO, Turchia, Russia e Iran. L’attacco qaedista ad Aleppo, sostenuto da Ankara, rivela una strategia regionale complessa, aggravata dai bombardamenti israeliani e dalle tensioni con Hezbollah.
Riducendo i coefficienti di calcolo si abbassa l’importo dell’assegno previdenziale. L’articolo di Federico Giusti.
Lo sciopero generale del 29 novembre evidenzia contraddizioni profonde nel sindacalismo italiano: tra adesioni limitate, scetticismo crescente e norme restrittive, emerge l’urgenza di recuperare credibilità, rilanciare il conflitto di classe e costruire strategie incisive contro le politiche governative.
In presa diretta raccontiamo lo sciopero generale a Pisa, attraverso le voci dei lavoratori e delle lavoratrici scesi in piazza.
Il governo Meloni respinge patrimoniale e salario minimo, privilegiando la detassazione. La manovra di bilancio introduce nuove aliquote IRPEF e tagli al cuneo fiscale, ma suscita critiche per l’aumento delle disuguaglianze e la mancata riforma della progressività fiscale.
La BCE avverte i Paesi dell’eurozona contro aumenti salariali eccessivi, mentre la crisi economica colpisce l’industria europea. Germania e Italia affrontano difficoltà nel settore meccanico, tra tagli occupazionali e ristrutturazioni, in un contesto di stagnazione e perdita del potere d’acquisto.
La crescita economica globale nel 2024 delude le aspettative, tra guerre e instabilità finanziaria. L’UE affronta stagnazione e debolezze strutturali, mentre la speculazione finanziaria pesa su famiglie e imprese. Crescono dubbi su previsioni ottimistiche e sostenibilità economica futura.
Se il dibattito è stagnante, anche le prospettive conflittuali perdono efficacia. L’articolo di Federico Giusti.