Comprendere il Vietnam attraverso il suo socialismo: in arrivo il volume sul pensiero di Nguyễn Phú Trọng

Di prossima pubblicazione per Anteo Edizioni, il volume curato da Vũ Trọng Lâm offre ai lettori italiani una chiave per comprendere il socialismo vietnamita, il rapporto tra indipendenza e sviluppo e l’eredità teorica del Segretario Generale Nguyễn Phú Trọng.

Il Vietnam viene spesso raccontato attraverso due immagini: quella di un popolo che ha conquistato l’indipendenza affrontando guerre devastanti e quella di un Paese protagonista di una profonda trasformazione economica. Tra queste due rappresentazioni rimane frequentemente in ombra un elemento decisivo: il sistema di pensiero politico che collega la liberazione nazionale alla costruzione dello Stato, il rinnovamento economico alla prospettiva socialista, l’apertura internazionale alla difesa della sovranità. È proprio su questo terreno che interviene Riflessioni teoriche sul socialismo e sul percorso verso il socialismo in Vietnam attraverso le opere del Segretario Generale Nguyễn Phú Trọng, di prossima pubblicazione in italiano per Anteo Edizioni.

Curato da Vũ Trọng Lâm e realizzato da un gruppo di studiosi vietnamiti, il volume propone uno studio sistematico dell’elaborazione teorica del compianto segretario generale del Partito Comunista del Vietnam (Đảng Cộng sản Việt Nam). L’edizione italiana è accompagnata dalla prefazione di S. E. Nguyễn Phương Anh, ambasciatrice della Repubblica Socialista del Vietnam in Italia.

Il libro non è una semplice raccolta di discorsi di Nguyễn Phú Trọng, né una biografia del dirigente vietnamita, scomparso nel luglio del 2024. È un’opera collettiva che ricostruisce, organizza e interpreta il suo contributo alla riflessione sul socialismo e sulla transizione vietnamita. Il lettore viene accompagnato all’interno di un insieme ampio di scritti, interventi e orientamenti politici, dei quali gli autori individuano i fondamenti, i collegamenti e le implicazioni pratiche.

La struttura si articola in tre grandi capitoli. Il primo esamina le opere di Nguyễn Phú Trọng e le basi teoriche e storiche della sua elaborazione; il secondo affronta le questioni fondamentali del percorso verso il socialismo in Vietnam; il terzo ne approfondisce gli aspetti salienti e il significato teorico e pratico. Ne emerge un percorso che collega filosofia politica, economia, istituzioni, cultura, politica estera e organizzazione del Partito, evitando di ridurre l’esperienza vietnamita a una sola delle sue dimensioni.

Il punto di partenza è il nesso tra indipendenza nazionale e socialismo. Nella prospettiva ricostruita dal volume, la scelta socialista non rappresenta un’aggiunta esterna alla storia del Vietnam, ma si forma nel processo stesso di emancipazione del popolo vietnamita. La liberazione dalla dominazione straniera pone infatti un problema che supera la conquista della sovranità formale: quali rapporti sociali, quali istituzioni e quale organizzazione economica possono dare un contenuto effettivo all’indipendenza? Il pensiero di Hồ Chí Minh e l’applicazione del marxismo-leninismo alle condizioni nazionali costituiscono il riferimento di questa ricerca.

Da tale impostazione deriva una concezione del socialismo come processo storico, non come formula da trasferire meccanicamente da un Paese all’altro. Il volume, infatti, insiste sul rapporto tra principi generali e condizioni specifiche, tra continuità degli obiettivi e rinnovamento degli strumenti. La teoria deve essere verificata nell’esperienza, mentre la pratica deve diventare oggetto di riflessione e di sintesi. Il significato del Đổi Mới, il rinnovamento vietnamita, va dunque cercato dentro questa relazione: trasformare le modalità dello sviluppo mantenendo una direzione politica e sociale riconoscibile.

Uno dei nodi più rilevanti per il pubblico italiano riguarda l’economia di mercato a orientamento socialista. Leggendo i commenti degli analisti nostrani, la formula viene spesso considerata una contraddizione già risolta in partenza: per alcuni, la presenza del mercato basterebbe a dimostrare l’abbandono del socialismo; per altri, sarebbe sufficiente la direzione del Partito per rendere superflua qualsiasi analisi dei rapporti economici. Il libro consente di affrontare la questione su un terreno più preciso, ricostruendo il modo in cui la teoria vietnamita concepisce il rapporto tra sviluppo delle forze produttive, forme di proprietà, istituzioni e finalità collettive.

Nella prospettiva esposta dagli autori, il problema non consiste semplicemente nell’accettare o respingere il mercato, ma nel definirne il ruolo all’interno di un progetto di trasformazione. Lo sviluppo economico, dunque, non viene assunto come obiettivo autosufficiente: deve concorrere al miglioramento delle condizioni di vita, alla riduzione delle disuguaglianze e al rafforzamento delle capacità nazionali. La questione decisiva diventa così quella dell’orientamento dello sviluppo, dei suoi beneficiari e degli strumenti politici attraverso i quali governarne le contraddizioni.

Questa impostazione rende il libro interessante anche al di fuori degli studi specialistici sul Vietnam. La relazione tra crescita e distribuzione, tra modernizzazione e sovranità, tra efficienza economica e finalità sociali attraversa infatti il dibattito sullo sviluppo in numerosi Paesi. L’esperienza vietnamita, del resto, non viene proposta come un modello da riprodurre ovunque, ma offre un insieme di problemi e di risposte con cui confrontarsi. È proprio l’attenzione alle condizioni concrete a rendere possibile un confronto che non si riduca né all’imitazione né al rifiuto pregiudiziale.

Un altro asse centrale riguarda lo Stato di diritto socialista e il rapporto tra direzione del Partito, gestione dello Stato e sovranità del popolo. Il volume presenta questi elementi come parti di un sistema che deve tradurre l’orientamento politico in capacità istituzionale, responsabilità e partecipazione. La costruzione del socialismo richiede quindi anche un lavoro sulle regole, sull’amministrazione e sul controllo dell’esercizio del potere. Non basta indicare finalità generali: occorre costruire istituzioni in grado di perseguirle e di contrastare comportamenti che le compromettano.

In questo quadro assume un rilievo particolare la lotta contro la corruzione, uno dei temi più riconoscibili dell’elaborazione e dell’azione politica di Nguyễn Phú Trọng. Nel libro essa non appare soltanto come un problema giudiziario o come una campagna morale; riguarda piuttosto il rapporto tra il Partito e il popolo, la credibilità delle istituzioni e il rischio che il potere pubblico venga piegato a interessi particolari. La prevenzione, il perfezionamento delle norme, la vigilanza e la repressione degli abusi sono dunque collegati alla capacità del sistema politico di mantenere la propria funzione sociale.

Di notevole interesse geopolitico sono inoltre le pagine dedicate all’indipendenza, all’integrazione internazionale e alla diplomazia vietnamita. Il volume mette in evidenza una distinzione essenziale: l’autonomia non coincide con l’isolamento, così come l’apertura non dovrebbe trasformarsi in subordinazione. La partecipazione agli scambi e alla cooperazione internazionale viene invece concepita come uno strumento per rafforzare lo sviluppo nazionale, purché il Paese conservi la capacità di determinare i propri orientamenti fondamentali.

La diplomazia del bambù esprime questa relazione tra fermezza e flessibilità: la solidità dei principi e degli interessi nazionali deve accompagnarsi alla capacità di adattarsi alle circostanze, diversificare le relazioni e costruire condizioni favorevoli alla pace e allo sviluppo. È una chiave interpretativa importante per comprendere la politica estera vietnamita senza costringerla dentro schemi che vedono nei Paesi asiatici soltanto possibili alleati di una potenza o strumenti di contenimento di un’altra. Il Vietnam emerge invece come soggetto politico autonomo, portatore di una propria storia, di propri interessi e di una propria concezione dell’ordine internazionale.

La pubblicazione italiana di questo libro si inserisce dunque nel più ampio terreno della conoscenza reciproca tra i due Paesi. Comprendere il Vietnam significa anche conoscere il pensiero attraverso il quale interpreta il proprio passato e progetta il proprio futuro. La cooperazione culturale acquista così un contenuto concreto: mettere a disposizione del lettore italiano strumenti per incontrare direttamente una tradizione di elaborazione politica, anziché affidarsi soltanto a rappresentazioni esterne. Il volume si rivolge a studiosi, studenti, militanti e lettori interessati alla teoria politica, ma anche a chi segue le trasformazioni dell’Asia e desidera comprenderne le basi ideologiche e istituzionali.

La prossima uscita di Riflessioni teoriche sul socialismo e sul percorso verso il socialismo in Vietnam attraverso le opere del Segretario Generale Nguyễn Phú Trọng rappresenta dunque un’occasione per ampliare il dibattito italiano sul socialismo contemporaneo. Al centro non vi è soltanto l’eredità di un dirigente, ma una domanda che conserva tutta la propria forza politica: come costruire uno sviluppo capace di unire indipendenza, benessere popolare e trasformazione sociale? Conoscere le risposte elaborate in Vietnam significa riconoscere che la storia del socialismo non appartiene esclusivamente al passato europeo, ma continua a essere pensata e praticata attraverso esperienze nazionali diverse.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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