Dalla rivolta alla resa – Il punto del segretario generale Alberto Lombardo

Senza una direzione politica capace di trasformare la protesta in rivendicazione generale, anche il conflitto sociale più duro rischia di essere neutralizzato. Il caso dei camionisti mostra i limiti dei sussidi temporanei e la necessità di collegare la crisi economica alla questione della guerra.

Cosa succede quando il movimento di protesta non ha un’avanguardia capace di imporre, o quanto meno di lottare, rivendicazioni che hanno una prospettiva politica e sociale? Che il nemico ti infila in un vicolo cieco dal quale non esci più.
La vicenda dei camionisti non poteva essere più emblematica.

La richiesta è sussidi per superare le difficoltà dell’oggi.

Ma queste difficoltà domani, quando i sussidi finiranno – perché finiranno, si ripresenteranno più gravi di prima.
Inoltre questi soldi il governo dove li trova?

Dalla fiscalità generale, cioè dagli altri contribuenti che comunque avranno meno soldi per comprare le merci che i camionisti dovrebbero trasportare.

Ma nel frattempo il governo avrà passato la crisi, ci sarà tempo per dividere il movimento di protesta e far fallire i protestatari uno dopo l’altro e non tutt’insieme.

Se il movimento dei camionisti avesse avuto la rivendicazione “basta guerra, basta armi”, si sarebbe potuta trovare la strada buona non solo (momentaneamente) per loro, ma per tutti.

Ci saremmo tenuti i soldi in tasca un po’ tutti, tranne quelli che fabbricano armi e speculano sui carburanti. Avremmo qualche carrarmato in meno e qualche ospedale in più, meno vetrine rotte e qualche scuola in più.

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About Alberto Lombardo

Alberto Lombardo, nato a Caltanissetta nel 1958, è professore ordinario di Statistica. Militante fin dalla giovinezza, ha ricoperto diversi incarichi nel movimento comunista italiano ed è dal 2023 Segretario Generale del Partito Comunista. È inoltre membro del Consiglio della World Association for Political Economy (WAPE), nell’ambito della quale ha ricevuto nel 2025 il *Distinguished Award in Political Economy for the Twenty-First Century*. La sua attività politica e scientifica si concentra in particolare sui temi dell’economia politica, del marxismo e delle relazioni internazionali.

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