La quarta visita in quattro anni di Pedro Sánchez in Cina conferma la continuità delle relazioni tra Madrid e Pechino, mentre l’attenzione del premier spagnolo per innovazione, investimenti e cultura segnala nuove prospettive di cooperazione bilaterale.

di Li Yawei (Global Times) – 13 aprile 2026
Durante un mite fine settimana primaverile, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, attualmente alla sua quarta visita in Cina in quattro anni, è stato avvistato dai turisti mentre visitava la Torre del Tamburo di Pechino, il Palazzo d’Estate e il lago Shichahai. Gli esperti hanno affermato che la visita sottolinea la continuità e la stabilità degli scambi ad alto livello tra Cina e Spagna, ed hanno espresso ottimismo sul fatto che il viaggio di Sánchez possa aprire un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali.
In un video diffuso dalla Beijing Radio and Television Station (BRTV) e ripreso dai turisti, Sánchez appariva sorridente tra la folla al Palazzo d’Estate domenica, indossando una giacca blu e jeans. Il servizio afferma inoltre che il giorno precedente aveva visitato anche la Torre del Tamburo.
In precedenza, sabato, Sánchez e sua moglie sono arrivati a Pechino, dando avvio a una visita ufficiale di cinque giorni in Cina, secondo un video diffuso dal China News Service sul suo canale ufficiale WeChat.
Interrogata sull’organizzazione e sulle aspettative della Cina per la visita, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha dichiarato durante una conferenza stampa dell’8 aprile che la visita offrirà un’ulteriore opportunità a Cina e Spagna di lavorare insieme per approfondire la fiducia strategica reciproca, intensificare scambi e cooperazione e rafforzare il coordinamento negli affari multilaterali, così da portare le relazioni sino-spagnole a un nuovo livello e contribuire maggiormente alla pace e alla stabilità mondiali.
Il quotidiano spagnolo El Mundo ha paragonato la visita di Sánchez alla frequenza dei viaggi in Cina compiuti da altri leader europei, affermando che «nessun altro leader europeo ha visitato questo gigante asiatico così tante volte nello stesso periodo», secondo un articolo pubblicato domenica.
Cui Hongjian, professore presso l’Accademia di Governance Regionale e Globale dell’Università di Studi Stranieri di Pechino, ha dichiarato domenica al Global Times che una caratteristica sorprendente delle relazioni sino-spagnole negli ultimi anni è stata la loro stabilità, affermando che le ripetute visite di Sánchez in Cina costituiscono una vivida illustrazione di questa tendenza e mettono in evidenza la funzione guida decisiva delle interazioni ad alto livello nei rapporti bilaterali.
«Le relazioni diplomatiche tra i due Paesi non sono improvvisate. Sono il risultato di molti anni di lavoro», ha dichiarato all’agenzia Xinhua, in un’intervista, Jordi Bacaria, esperto di relazioni internazionali e professore emerito all’Università Autonoma di Barcellona.
L’attuale visita di Sánchez in Cina sta attirando anche l’attenzione dei media globali. Reuters ha riferito che Sánchez sta compiendo il suo quarto viaggio «mentre Madrid cerca di sviluppare ulteriormente i suoi legami commerciali con la seconda economia mondiale».
Secondo il quotidiano spagnolo La Razón, la visita di Sánchez punta a rafforzare le esportazioni spagnole e a garantire che gli investimenti cinesi in Spagna producano sia trasferimento tecnologico sia integrazione nelle catene del valore locali, andando oltre il semplice assemblaggio di componenti.
Secondo i dati dell’Amministrazione generale delle dogane della Cina, il volume totale delle importazioni e delle esportazioni di merci tra i due Paesi ha superato i 55 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento del 9,8% su base annua.
Il media spagnolo La Vanguardia ha riferito che la Spagna ha inoltre individuato nella promozione di una cooperazione più profonda in campo tecnologico e innovativo una priorità assoluta di questo viaggio. Il quotidiano spagnolo El Periódico ha riferito che, all’interno della delegazione imprenditoriale spagnola, figurano in primo piano rappresentanti dei settori della tecnologia, dell’energia, delle telecomunicazioni e dell’automotive.
Secondo i media spagnoli, Sánchez darà formalmente avvio al suo programma ufficiale lunedì con visite alla Tsinghua University, all’Accademia Cinese delle Scienze e alla sede centrale di Xiaomi. Durante il suo soggiorno in Cina, incontrerà inoltre investitori cinesi per promuovere la loro presenza imprenditoriale in Spagna e terrà colloqui con rappresentanti di diverse imprese innovative, oltre che con funzionari della Camera di Commercio UE-Cina.
Zhao Junjie, ricercatore senior presso l’Istituto di Studi Europei dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, ha dichiarato domenica al Global Times che la particolare enfasi posta nell’itinerario sull’osservazione dell’innovazione tecnologica della Cina riflette l’approccio pragmatico di Sánchez, così come la sua aspirazione a far sì che le relazioni tra Cina e Spagna raccolgano ancora più nuovi frutti. Cina e Spagna godono di ampie prospettive nei settori dell’economia digitale come l’intelligenza artificiale, i big data e la tecnologia 5G, ha aggiunto.
Anche l’economia verde rappresenta un ambito nel quale entrambe le parti potranno in futuro intrattenere scambi approfonditi, secondo Zhao.
El Mundo ha collegato l’attuale visita in Cina del primo ministro spagnolo al protezionismo commerciale perseguito dagli Stati Uniti e allo stato teso delle relazioni tra UE e Stati Uniti, affermando che il governo spagnolo mantiene la propria tabella di marcia e sottolineando che, in un contesto internazionale così incerto, con guerre che mettono alla prova l’ordine internazionale, non è necessario concentrarsi esclusivamente sugli Stati Uniti; bisogna guardare anche ad altri pilastri come Cina, India e Brasile.
A questo proposito, è cruciale considerare in che modo la Spagna possa usare questa strategia per influenzare la posizione dell’Unione Europea nei confronti della Cina, ha riferito La Razón, citando Mario Esteban, ricercatore principale del Real Instituto Elcano e professore all’Università Autonoma di Madrid.
Diversi leader europei hanno visitato la Cina dall’inizio del 2026, tra cui il Taoiseach irlandese Micheál Martin, il primo ministro finlandese Petteri Orpo, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Poiché la politica statunitense verso l’Europa sta subendo ulteriori cambiamenti, la maggiore pressione che oggi l’Europa si trova ad affrontare proviene sempre più dagli Stati Uniti. In risposta, molti Paesi europei stanno modificando le loro politiche, e altri dovrebbero fare lo stesso. La direzione di questo mutamento è essenzialmente quella di un riequilibrio: riaffermare l’importanza dei legami economici con la Cina e cercare un dialogo più intenso con Pechino come modo per far fronte alla pressione di Washington. Dal punto di vista europeo, questo è l’unico modo per mantenere una posizione diplomatica più equilibrata e vantaggiosa, ha affermato Cui.
CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.