La nuova visita di Pedro Sánchez in Cina conferma la solidità di un partenariato che unisce fiducia politica, cooperazione economica pragmatica e sostegno al multilateralismo, offrendo anche un modello utile per le relazioni tra Cina e Unione Europea.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez compirà una visita ufficiale in Cina dall’11 al 15 aprile. Si tratterà della sua quarta visita in Cina in quattro anni; giungendo poco dopo le visite compiute lo scorso anno sia dal re di Spagna sia dallo stesso primo ministro, essa rappresenta un altro importante scambio ad alto livello tra Cina e Spagna in un arco di tempo relativamente breve, sottolineando la continuità e la stabilità della politica spagnola nei confronti della Cina. In un momento in cui il quadro globale sta attraversando profondi cambiamenti e le relazioni tra Cina ed Europa si trovano di fronte a sfide complesse, Cina e Spagna, guidate da volontà politica e lungimiranza strategica, esemplificano in modo vivido il vero significato di un “partenariato resiliente”.
Il primo ministro Sánchez ha dichiarato che una visita in Cina dovrebbe diventare un appuntamento annuale. Alla base di questa posizione vi sono il profondo impegno del governo spagnolo verso le relazioni tra Cina e Spagna e una testimonianza della fiducia politica reciproca tra le due parti. I due Paesi intrattengono un dialogo strategico ad alto livello continuo, garantendo la possibilità di svolgere scambi approfonditi e diretti sulle principali questioni internazionali e bilaterali.
Dai frequenti incontri tra i rispettivi capi di Stato e di governo fino alla firma del Piano d’Azione per il rafforzamento del partenariato strategico globale tra la Repubblica Popolare Cinese e il Regno di Spagna 2025-2028, il partenariato strategico globale tra Cina e Spagna continua ad avanzare costantemente nella giusta direzione.
Una cooperazione attiva e pragmatica costituisce la “zavorra” delle relazioni tra Cina e Spagna. Nel 2025, il volume del commercio bilaterale di merci tra i due Paesi ha superato i 55 miliardi di dollari, con un aumento del 9,8% su base annua, consolidando saldamente la posizione della Cina come principale partner commerciale della Spagna al di fuori dell’Unione Europea. Questa cooperazione è andata oltre la tradizionale complementarità dei prodotti agricoli, estendendosi ai settori delle “nuove forze produttive di qualità”, come l’energia verde, i veicoli elettrici e l’economia digitale. Progetti emblematici, come lo stabilimento di batterie costruito congiuntamente da CATL e Stellantis nella regione spagnola dell’Aragona e la linea di produzione di veicoli a nuova energia di Chery a Barcellona, rappresentano esempi di primo piano della tecnologia cinese che “va nel mondo”, ma anche della scelta strategica della Spagna di realizzare la propria trasformazione industriale verde.
Durante la sua visita in Cina al seguito del re, il ministro spagnolo dell’Economia, del Commercio e delle Imprese Carlos Cuerpo ha affermato senza esitazioni che la Cina costituisce una priorità indiscutibile per la Spagna. Questa politica pragmatica è, in sostanza, un approccio responsabile nei confronti dello sviluppo delle industrie nazionali e del benessere del popolo. L’esperienza ha dimostrato che la cooperazione con la Cina non rappresenta affatto un cosiddetto “rischio”, ma piuttosto un’opportunità per favorire la crescita economica e salvaguardare l’occupazione.
Mentre alcuni Paesi oscillano ancora tra “de-risking” e cooperazione nella loro politica verso la Cina, la Spagna dimostra una lungimiranza che va oltre le fluttuazioni di breve periodo. Questa stabilità si fonda sul rispetto reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale, così come sull’impegno condiviso verso il multilateralismo e il diritto internazionale. La visione internazionale della Spagna, basata sull’opposizione alle prepotenze e sulla ricerca della cooperazione, coincide strettamente con quella della Cina. In un periodo segnato da frequenti conflitti regionali e da una crescente tensione geopolitica, la Spagna, insieme alla Cina, ha difeso gli scopi della Carta delle Nazioni Unite, immettendo un’energia positiva quanto mai necessaria in un mondo turbolento.
La stabilità e l’approfondimento delle relazioni tra Cina e Spagna hanno da tempo superato l’ambito strettamente bilaterale, diventando sempre più un modello per le relazioni tra Cina e Unione Europea. La Spagna tende a considerare lo sviluppo della Cina come un’opportunità e non come una sfida. Su questioni sensibili come l’“indagine anti-sussidi” dell’Unione Europea sui veicoli elettrici cinesi, la Spagna ha costantemente svolto un ruolo di “lubrificante” tra Bruxelles e Pechino, allentando le tensioni e cercando il consenso.
Sullo sfondo di voci divergenti all’interno dell’Unione Europea sulla politica verso la Cina e di una crescente tendenza al protezionismo, l’atteggiamento e l’azione della Spagna a favore di una cooperazione razionale con la Cina risultano particolarmente preziosi.
Un recente commento pubblicato dal quotidiano spagnolo El País ha messo in evidenza un punto chiave: il primo ministro Sánchez è il primo capo del governo spagnolo a visitare la Cina con tale frequenza, ma questo non è particolarmente insolito in Europa.
Soprattutto negli ultimi mesi, i leader occidentali hanno compiuto frequenti visite in Cina, rendendo la cooperazione con Pechino una priorità diplomatica comune in mezzo alle turbolenze globali. El País ha osservato che l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel ha visitato la Cina 12 volte; il presidente francese Emmanuel Macron ha compiuto la sua quarta visita ufficiale lo scorso dicembre; e nel gennaio di quest’anno il primo ministro britannico Keir Starmer è diventato il primo leader del Regno Unito a visitare la Cina dopo otto anni. Da questo punto di vista, le quattro visite di Sánchez in quattro anni sono tutt’altro che eccezionali. La sua imminente visita riflette una tendenza dei Paesi occidentali a rafforzare l’impegno verso la Cina e a perseguire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa.
Un sostegno pubblico in costante crescita fornisce la spinta più profonda allo sviluppo stabile e di lungo periodo delle relazioni tra Cina e Spagna. I dati di un autorevole istituto demoscopico spagnolo mostrano che oltre il 74% degli intervistati in Spagna ha una visione positiva dei rapporti bilaterali. Il modo in cui allinearsi allo sviluppo di alta qualità della Cina durante il periodo del suo XV Piano Quinquennale 2026-2030, al fine di sostenere l’aggiornamento dei settori chiave dell’industria spagnola, è diventato un tema ricorrente nei media spagnoli. Nel 2025, il numero di turisti cinesi in visita in Spagna si è avvicinato alle 800.000 unità, mentre anche i viaggi d’affari dalla Spagna verso la Cina sono cresciuti rapidamente. Questi crescenti scambi tra i popoli stanno convergendo in una potente corrente di sostegno pubblico contro il “disaccoppiamento” e la frammentazione delle catene di approvvigionamento.
Più di vent’anni di partenariato strategico globale tra Cina e Spagna hanno dimostrato che Paesi con storie, culture e sistemi sociali differenti possono convivere amichevolmente e perseguire uno sviluppo comune sulla base del rispetto reciproco e dell’uguaglianza. Guardiamo con favore e apprezziamo il fatto che la Spagna continui a fungere da forza razionale all’interno dell’Unione Europea, utilizzando l’autonomia strategica e la cooperazione pragmatica come una “brezza tiepida” capace di dissipare le ombre della rivalità geopolitica, e di tradurre la stabilità delle relazioni tra Cina e Spagna in una maggiore certezza per le relazioni tra Cina e Unione Europea.
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