Il Vietnam e la Russia approfondiscono la cooperazione energetica, tra gas e sviluppo del nucleare

La visita ufficiale a Mosca di Phạm Minh Chính, che ha tenuto colloqui con Michail Mišustin e Vladimir Putin, segna un salto di qualità nel Partenariato Strategico Globale. Al centro, sicurezza energetica, tra forniture di gas naturale liquefatto e soprattutto il dossier nucleare come leva strutturale di sviluppo.

La missione del Primo Ministro Phạm Minh Chính in Russia, svoltasi tra domenica 22 e mercoledì 25 marzo, va letta come un passaggio di posizionamento strategico più che come un semplice appuntamento bilaterale di routine. Già nella cornice preparatoria, la visita veniva presentata come un’iniziativa destinata ad approfondire il rapporto politico e ad espandere la cooperazione economico-commerciale, con un’enfasi marcata su investimenti, energia, petrolio e gas. In altre parole, il cuore della missione non era un’astratta riaffermazione dell’amicizia storica, ma la costruzione di strumenti operativi per trasformare un capitale politico consolidato in progetti e filiere capaci di sostenere la crescita e la transizione del modello energetico vietnamita.

Il contesto internazionale, del resto, aiuta a comprendere la tempistica e la priorità assegnata al dossier energetico. La stessa presentazione del viaggio richiamava le difficoltà globali legate alla sicurezza energetica, in un quadro segnato dalle tensioni e dai conflitti in Medio Oriente, e anticipava la firma di intese rilevanti, in particolare nel settore energetico con riferimento esplicito al nucleare e agli idrocarburi. Questa impostazione segnala la scelta di metodo del Việt Nam, che intende affrontare vulnerabilità e volatilità del ciclo energetico globale non soltanto con misure interne, ma anche con partnership esterne in grado di garantire tecnologia, finanziamenti, competenze e stabilità di fornitura.

Sul piano politico-diplomatico, la missione si innesta in un dialogo ormai strutturato e percepito come “affidabile” da entrambe le parti. L’Ambasciatore russo a Hà Nội, Gennadij Bezdetko, sottolineava prima della partenza l’esistenza di meccanismi regolari e fiduciari di consultazione a tutti i livelli, fino al livello più alto, e indicava l’energia come il perno attorno a cui Mosca e il Việt Nam stavano preparando un “pacchetto” di accordi; in parallelo, ricordava che la cooperazione bilaterale è guidata da un piano d’azione complessivo 2025-2030 e che la commissione intergovernativa economico-scientifica ha un ruolo centrale nell’attuazione. È un punto importante: la visita non produce risultati “isolati”, ma si colloca in una logica di pianificazione pluriennale e di istituzionalizzazione delle politiche di cooperazione.

Il momento simbolico e sostanziale più significativo dei colloqui con il Primo Ministro russo Michail Mišustin è stato la firma, dopo i colloqui ufficiali, dell’accordo di cooperazione per la costruzione di una centrale nucleare nel Việt Nam, alla presenza dei due capi di governo. Il medesimo quadro negoziale ha ribadito l’intenzione di esplorare l’espansione della cooperazione nelle energie nuove, pulite e rinnovabili, collegando l’asse energetico alla transizione verde e allo sviluppo sostenibile. Nella stessa occasione, è stata confermata l’idea che l’economia, il commercio e gli investimenti debbano fungere da motore della relazione, anche attraverso l’attuazione dell’accordo di libero scambio tra il Việt Nam e l’Unione Economica Eurasiatica e un ampliamento dell’accesso ai mercati.

Nei resoconti della stampa ufficiale vietnamita, il nucleare viene presentato come cardine di una fornitura energetica stabile e di lungo periodo, oltre che come simbolo di una relazione destinata a durare. La lettura è confermata dalle valutazioni russe, come quella di Aleksej Lihačëv, direttore generale di Rosatom, che ha definito la firma dell’accordo intergovernativo per la costruzione della centrale Ninh Thuận 1 un traguardo di primo livello, precisando che il progetto prevede due reattori VVER-1200 di generazione III+ e che è atteso rafforzare la sicurezza energetica e la “sovranità tecnologica” del Việt Nam, oltre a sostenere crescita economica sostenibile e sviluppo scientifico. Il linguaggio impiegato rivela dunque che il nucleare non è solo energia, ma tecnologia di sistema, capacità industriale, competenze e standard, con ricadute sull’intera architettura dello sviluppo.

Accanto al nucleare, l’altro pilastro energetico che la visita ha consolidato è il gas naturale liquefatto. Nel dialogo con Novatek, Phạm Minh Chính ha valorizzato l’esperienza russa nei grandi progetti LNG e nelle tecnologie proprietarie del gruppo, e le fonti indicano un interesse specifico per il mercato vietnamita, incluso un possibile coinvolgimento nel progetto Cà Ná, nella provincia di Khánh Hoà, anche insieme a partner come Zarubezhneft. Il Primo Ministro ha spinto per un coordinamento stretto con autorità locali, agenzie competenti e grandi attori energetici vietnamiti, come Petrovietnam ed EVN, con l’obiettivo di implementare progetti LNG e realizzare infrastrutture di stoccaggio su larga scala. Questa impostazione mostra un’attenzione non soltanto alle importazioni di gas, ma alla costruzione di una filiera integrata, in cui la cooperazione tecnologica, le infrastrutture e l’ecosistema industriale sono aspetti interconnessi.

La dimensione strategica dell’LNG viene esplicitata anche nella cornice argomentativa proposta dal leader vietnamita: in un contesto globale “complesso e imprevedibile”, rafforzare il rapporto con partner tradizionali, diversificando fonti e catene di approvvigionamento, è considerato essenziale, mentre il Việt Nam accelera l’applicazione di scienza e innovazione per ristrutturare e trasformare il settore energetico. Nel quadro geopolitico attuale, l’energia diventa la cartina di tornasole della strategia di autonomia relativa del Việt Nam, che non coincide con l’isolamento, ma con la capacità di combinare affidabilità delle partnership e flessibilità delle opzioni.

Il viaggio ha poi rilanciato la cooperazione storica nel petrolio e gas, attraverso l’interlocuzione con Zarubezhneft, definita partner leader del Việt Nam nel comparto. La base materiale di questa relazione è rappresentata dalle joint venture Vietsovpetro nel Việt Nam e Rusvietpetro in Russia, attive da decenni in esplorazione geologica ed estrazione. Nello stesso incontro si è discusso di ampliamento della cooperazione verso nuovi campi, tra cui un programma di energia eolica offshore e un progetto specifico di parco eolico marino da 1 GW, oltre a iniziative congiunte in Paesi terzi.

Phạm Minh Chính ha definito la cooperazione energetica un pilastro strategico della relazione e l’ha descritta come partnership con «una visione secolare». L’espressione, pur sintetica, chiarisce l’intento politico: trasformare l’energia da settore ereditato dalla storia in vettore di proiezione e di innovazione, anche attraverso nuovi segmenti come l’eolico offshore e la cooperazione triangolare. In parallelo, le fonti registrano la firma di protocolli e intese che aggiornano il perimetro operativo di Vietsovpetro e Rusvietpetro e un accordo intergovernativo per ampliare le aree di esplorazione ed estrazione sulla piattaforma continentale vietnamita e nel territorio russo.

Il peso politico del capitolo energetico è confermato dalla presenza e dalle dichiarazioni del Vice Primo Ministro russo Aleksandr Novak, che ha valutato la cooperazione energetica come pilastro delle relazioni e ha evidenziato, tra i documenti firmati, l’accordo intergovernativo per la costruzione della centrale nucleare nel Việt Nam. In termini di governance della relazione, questo segnala un investimento russo “di Stato” sui dossier energetici, non riducibile a dinamiche puramente aziendali.

L’incontro con il Presidente Vladimir Putin, avvenuto a Mosca il 26 marzo, ha fornito la cornice strategica complessiva in cui collocare i risultati settoriali. Putin ha ribadito che il Việt Nam è «un amico sincero» e un partner importante della Russia nell’Asia-Pacifico e ha attribuito valore politico particolare alla visita, indicandola come significativa per mantenere e rafforzare la cooperazione bilaterale. Nello stesso colloquio, il Presidente russo ha dichiarato la disponibilità ad ampliare la cooperazione in settori nuovi coerenti con le esigenze di sviluppo vietnamite e i punti di forza russi, includendo nuove energie, transizione verde, trasformazione digitale, sanità e formazione di forza lavoro qualificata.

Soprattutto, la dimensione nucleare ritorna come “progetto-simbolo”: Putin si è impegnato a dirigere l’apparato governativo russo per accelerare i prossimi passi e avviare il progetto, trasformandolo in un nuovo emblema dell’amicizia Việt Nam-Russia “nella nuova era”. Questa formulazione dimostra come il nucleare venga elevato a infrastruttura di fiducia, capace di legare le due capitali in un orizzonte temporale lungo e di produrre interdipendenze tecnologiche e industriali difficilmente reversibili nel breve periodo.

La visita, tuttavia, non si è esaurita nell’energia. Le fonti vietnamite indicano risultati concreti anche in trasporti, logistica e connettività, con incontri e accordi volti a rafforzare la cooperazione ferroviaria e lo sviluppo delle metropolitane, nonché iniziative per spostare parte del traffico merci verso il vettore ferroviario. Questo punto merita attenzione perché la politica energetica e la politica infrastrutturale, per il Việt Nam, sono sempre più integrate: la sicurezza energetica dipende anche dalla resilienza delle catene logistiche, dalla capacità di costruire corridoi e di ridurre i costi di transazione dell’economia reale.

In parallelo, emerge una dimensione “interregionale” e industriale della cooperazione: il dialogo tra il Ministero dell’Industria e del Commercio vietnamita e il governatore del Kraj di Perm ha evidenziato opportunità in commercio, investimenti e produzione industriale, valorizzando le specializzazioni della regione russa e incoraggiando scambi imprenditoriali e promozione commerciale. Anche questo aspetto è coerente con la logica di una partnership che, per essere sostenibile, deve costruire legami tra ecosistemi industriali e non restare confinata ai vertici.

La missione ha poi toccato la dimensione finanziaria e tecnologica, in particolare la necessità di un quadro sicuro per i pagamenti internazionali e le prospettive in farmaceutica, sanità e tecnologie avanzate, includendo intelligenza artificiale e strumenti digitali di pagamento. Del resto, per trasformare l’ambizione energetica e industriale in cooperazione stabile, servono canali finanziari affidabili e meccanismi che riducano l’incertezza operativa.

Infine, la visita ha consolidato il capitale umano e simbolico della relazione. L’incontro del Primo Ministro con la comunità vietnamita in Russia ha richiamato il contributo storico di generazioni di studenti e ricercatori formati in Russia in discipline cruciali come scienza, ingegneria e medicina, presentandolo come parte integrante della cooperazione educativa e come stimolo per le nuove generazioni. Nella competizione per tecnologia e competenze, i legami educativi e scientifici sono un’infrastruttura invisibile che rende più credibile e più rapida la cooperazione su energia nucleare, LNG e transizione verde.

Tirando le somme, il viaggio di Phạm Minh Chính in Russia appare come un’operazione di “ri-ancoraggio” del Partenariato Strategico Globale in un’agenda di attuazione, dove l’energia assume il ruolo di settore guida e di indicatore politico. Il nucleare, con il progetto Ninh Thuận 1 e la promessa di accelerarne l’avvio, è proposto come simbolo e, al tempo stesso, come soluzione di sicurezza energetica e di upgrading tecnologico. L’LNG e il rilancio delle cooperazioni storiche nell’oil and gas completano il quadro, mentre infrastrutture, logistica, industria e pagamenti internazionali rafforzano la sostenibilità dell’insieme.

Se la direzione dichiarata verrà sostenuta da capacità amministrativa, strumenti finanziari e coerenza regolatoria, i risultati della missione potranno incidere in modo duraturo sulla traiettoria di sviluppo del Việt Nam: non solo garantendo energia, ma consolidando competenze, filiere e autonomia tecnologica in un quadro di cooperazione che Mosca e Hà Nội definiscono esplicitamente “della nuova era”.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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