La RPDC respinge la risoluzione ONU sui diritti umani e denuncia la politicizzazione del Consiglio

Pyongyang condanna la nuova risoluzione del Consiglio ONU per i diritti umani come provocazione politica contro la propria sovranità, denunciando doppi standard, selettività e l’uso strumentale della questione dei diritti umani da parte delle potenze egemoniche.

Pyongyang, 2 aprile (KCNA) — Giovedì un portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha diffuso la seguente dichiarazione alla stampa:

Poco tempo fa, il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato un’altra “risoluzione” illegale, attaccando malignamente la RPDC per la sua situazione in materia di diritti umani.

La “risoluzione”, confezionata attivamente da quei Paesi abituati a un’avversione inveterata verso la RPDC, è un documento di frode politica pieno di dati falsi, che distorce totalmente la politica della RPDC volta a garantire autentici diritti umani e la sua situazione reale.

Il Ministero degli Esteri della RPDC definisce l’adozione di questa “risoluzione sui diritti umani” anti-RPDC una grave provocazione politica contro la dignità e la sovranità della RPDC, e la denuncia e la respinge con il linguaggio più fermo.

Nella RPDC, dove lo Stato ha promosso in modo pienamente responsabile i diritti e il benessere del popolo, i genuini diritti umani sono garantiti in piena conformità con le esigenze e gli interessi indipendenti delle masse lavoratrici.

La gazzarra sui “diritti umani”, frequentemente inscenata nell’arena delle Nazioni Unite dalle forze ostili ossessionate dal pregiudizio e da una visione malevola della RPDC, non rappresenta affatto il modo di pensare della comunità internazionale che aspira alla giustizia e all’eguaglianza. E il sistema di discussione selettiva sui diritti umani che prende di mira singoli Paesi è un atto ostile contrario allo spirito della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce i principi dell’eguaglianza sovrana e della non ingerenza negli affari interni.

La pratica di adottare tali “risoluzioni sui diritti umani” anti-RPDC, che dura da oltre vent’anni, è un esempio in miniatura che mostra pienamente la deplorevole situazione attuale dell’arena ONU dei diritti umani, estremamente inquinata da politicizzazione, selettività e doppi standard.

Il compito urgente che oggi si pone al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite è indagare a fondo sugli orrendi crimini immorali provocati dal terrorismo di Stato e dalle violazioni della sovranità da parte delle forze egemoniche, e adottare misure concrete per chiamarle a risponderne.

In Medio Oriente si susseguono massacri tali da gettare in ombra i crimini contro l’umanità commessi durante la Seconda guerra mondiale. Perfino più di un centinaio di bambini, che in ogni caso dovrebbero essere protetti in modo speciale, sono diventati bersagli di armi a guida di precisione e sono stati uccisi. Questa tragedia si ripete quotidianamente in quella regione.

La fredda realtà, nella quale il diritto internazionale, le norme e l’ordine vengono violati senza pietà e l’attacco alla sovranità nazionale si traduce in violazioni dei diritti umani a causa dell’ambizione aggressiva delle forze egemoniche, imprime profondamente nei popoli del mondo la ferrea verità secondo cui difendere la sovranità nazionale significa precisamente difendere i diritti umani.

La RPDC resta ferma nella propria posizione di difendere in ogni modo la dignità e la sovranità dello Stato e i diritti e gli interessi del popolo contro qualsiasi minaccia e campagna diffamatoria delle forze ostili.

Il recente comportamento malevolo di quei Paesi che sono stati coinvolti nel diffamare e insultare il sistema statale e sociale più popolare e più giusto della RPDC, seguendo ciecamente le forze ostili, sarà certamente tenuto in considerazione.

La RPDC resterà, come sempre, fedele alla propria responsabilità e missione di garantire pienamente la pace, il benessere e l’autentico diritto alla vita del suo popolo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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