In un colloquio con Kaja Kallas, Abbas Araghchi denuncia l’ipocrisia europea sull’aggressione USA-Israele contro l’Iran, avvertendo che ogni tolleranza rende complici. Teheran richiama i crimini contro civili e ricorda chi sono i veri responsabili della crisi di Hormuz.

TEHERAN (Tasnim) – Il ministro degli Esteri iraniano ha denunciato la posizione contraddittoria di diversi Paesi europei e di funzionari dell’UE riguardo alla guerra imposta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, avvertendo che qualsiasi sostegno tacito all’aggressione li renderebbe complici delle violazioni perpetrate contro il popolo iraniano.
In una conversazione telefonica di mercoledì, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’Alta rappresentante dell’UE per la politica estera Kaja Kallas hanno discusso degli sviluppi regionali seguiti all’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran e delle conseguenti ripercussioni regionali e internazionali.
Araghchi ha illustrato le atrocità commesse dagli Stati Uniti e dal regime israeliano, evidenziando in particolare gli attacchi contro ospedali, scuole, infrastrutture e aree residenziali. Ha sottolineato l’obbligo di tutti i governi di condannare tali atti, ribadendo che la Repubblica Islamica dell’Iran è determinata a difendere con piena risolutezza la propria integrità territoriale e la propria sovranità nazionale.
Ha criticato con forza l’approccio duplice e ipocrita di alcuni Paesi europei e di alti funzionari dell’UE nei confronti dell’aggressione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Araghchi ha affermato che qualsiasi sostegno o tolleranza mostrati verso le palesi violazioni di questi due regimi equivarrebbero a complicità nei crimini che essi stanno commettendo contro il popolo iraniano.
Araghchi ha definito l’attuale situazione nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz come conseguenza diretta della guerra imposta dagli Stati Uniti contro l’Iran. Ha messo in guardia dalle pericolose conseguenze derivanti dai piani statunitensi volti a trascinare altri Paesi nella propria guerra criminale contro l’Iran.
Ha chiarito che le interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz derivano dalla guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano.
Se l’UE e i Paesi europei si preoccupano realmente della pace e della sicurezza nella regione, dovrebbero, invece di adottare posizioni irresponsabili, esercitare pressioni sugli aggressori affinché interrompano le loro azioni militari contro il popolo iraniano, ha dichiarato Araghchi.
Kallas, da parte sua, ha espresso profonda preoccupazione per le ricadute sulla sicurezza, umanitarie ed economiche derivanti dalla guerra, ribadendo la posizione dell’UE secondo cui è necessaria un’immediata cessazione delle ostilità.
Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno lanciato una vasta campagna militare non provocata contro l’Iran dopo l’assassinio della Guida della Rivoluzione islamica, āyatollāh seyyed ʿAlī Khāmeneī, insieme a diversi alti comandanti militari e civili, il 28 febbraio.
Gli attacchi hanno incluso estesi bombardamenti aerei contro obiettivi militari e civili in tutto l’Iran, causando vittime significative e ingenti danni alle infrastrutture.
In risposta, le Forze armate iraniane hanno condotto operazioni di rappresaglia, prendendo di mira posizioni statunitensi e israeliane nei territori occupati e presso basi regionali con ondate di missili e droni.
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