Nel suo intervento alla CPPCC, il Panchen Erdeni Chos-kyi rGyal-po pone al centro l’adattamento del Buddhismo tibetano alla società socialista, rivendicando il nesso tra stabilità nazionale, gestione secondo lo Stato di diritto, unità etnica e contributo religioso alla modernizzazione e al ringiovanimento della Cina.

China Tibet Online – 9 marzo 2026
L’Assemblea Nazionale del Popolo della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (CPPCC), massimo organo consultivo politico della Cina, ha tenuto l’8 marzo la terza riunione plenaria della sessione annuale in corso, durante la quale i membri hanno pronunciato interventi.
Panchen Erdeni Chos-kyi rGyal-po, membro del Comitato Permanente del Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, vicepresidente dell’Associazione Buddhista della Cina e presidente della Sezione dello Xizang dell’Associazione Buddhista della Cina:
Compagni membri, il tema del mio intervento è: promuovere con vigore l’adattamento della religione alla società socialista e contribuire al ringiovanimento della nazione cinese.
Portare avanti l’adattamento della religione alla società socialista è la via essenziale per una continuità sana e duratura della religione nel nostro Paese. Dal punto di vista degli eredi e dei praticanti del Buddhismo tibetano, riconosciamo profondamente che la prosperità e la stabilità della Cina forniscono la garanzia fondamentale per la continuità sana della religione, e che il ringiovanimento della nazione cinese rappresenta un bene comune condiviso tanto dai credenti quanto dai non credenti.
Negli ultimi anni, con la cura e il sostegno del Partito Comunista Cinese e del governo cinese, la comunità del Buddhismo tibetano ha esplorato attivamente modalità per allinearsi alla società socialista e ha ottenuto risultati positivi. Il livello di gestione dei monasteri secondo lo Stato di diritto e secondo standard regolamentati ha continuato a migliorare. L’interpretazione degli insegnamenti buddhisti si è tenuta al passo con i tempi e il sistema per la formazione dei talenti monastici è divenuto via via più consolidato. In quanto componente importante della cultura tradizionale cinese, il Buddhismo tibetano è stato efficacemente preservato e sviluppato attraverso la sua trasmissione. Inoltre, la consapevolezza nazionale, civica e giuridica delle figure religiose e dei credenti si è rafforzata in modo significativo.
Pur riconoscendo i nostri risultati, dobbiamo essere pienamente consapevoli delle sfide che ci stanno di fronte. In primo luogo, è necessario integrare in modo più sistematico e profondo i valori fondamentali del socialismo nell’interpretazione degli insegnamenti buddhisti, nella diffusione del Dharma e nella pratica del percorso spirituale. In secondo luogo, il sistema di formazione dei talenti religiosi deve essere ulteriormente ottimizzato. In terzo luogo, occorre rafforzare gli sforzi per valorizzare pienamente il ruolo positivo della religione nel servire la società e nel partecipare alle iniziative di pubblica utilità, filantropiche e caritative.
L’indirizzo fondamentale per affrontare tali questioni risiede nello studio approfondito, nella comprensione e nell’attuazione del Pensiero di Xi Jinping sulla cultura, delle politiche del Partito sulla governance dello Xizang nella nuova era, nonché del pensiero importante di Xi Jinping sul rafforzamento e sul miglioramento del lavoro etnico, delle sue affermazioni sugli affari religiosi e delle sue istruzioni sul lavoro relativo allo Xizang. Gli sforzi dovrebbero essere coordinati lungo cinque dimensioni: guida ideologica, pratica dello Stato di diritto, integrazione culturale, servizio sociale e sviluppo dei talenti.
La prima consiste nel rafforzare la guida ideologica e consolidare il fondamento dei valori. Dovremmo continuare a svolgere in profondità l’educazione al patriottismo e al socialismo all’interno della comunità religiosa, integrando nella predicazione quotidiana del Dharma l’educazione al senso di identità nazionale, alla cittadinanza e allo Stato di diritto, affinché il riconoscimento della madrepatria, della nazione cinese, della cultura cinese, della leadership del Partito Comunista Cinese e del socialismo con caratteristiche cinesi diventi una ricerca consapevole tra i praticanti religiosi.
La seconda consiste nell’approfondire la pratica dello Stato di diritto e rafforzare l’efficacia della governance. Gli ambienti religiosi dovrebbero essere i primi a rispettare, studiare, osservare e applicare la legge, svolgendo attività, gestendo gli affari e trattando le relazioni in conformità alla legge. Dovremmo operare in coordinamento con il governo per elevare il livello della governance giuridica degli affari religiosi, applicando il pensiero giuridico e i metodi del diritto per risolvere conflitti e questioni nel campo religioso.
La terza consiste nel promuovere l’integrazione culturale e rafforzare l’identità cinese. Dovremmo attenerci a una rigorosa governance della pratica religiosa, contribuire attivamente a forgiare un solido senso di comunità della nazione cinese, ed esplorare in profondità insegnamenti e regolamenti che favoriscano l’armonia sociale, il progresso e una civiltà sana. Dovremmo interpretare dottrine e norme in modi che siano coerenti con le esigenze dello sviluppo contemporaneo della Cina e con la raffinata tradizione culturale cinese.
La quarta consiste nell’ampliare i servizi sociali e mettere in pratica lo spirito altruistico. Dovremmo incoraggiare la comunità religiosa a svolgere un ruolo attivo nella preservazione culturale, nell’educazione morale, nel sostegno ai deboli e ai bisognosi, nonché nelle iniziative di pubblica utilità, filantropiche e caritative, integrando la pratica consapevole della fede nella grande impresa della modernizzazione cinese. Dovremmo guidare monaci, monache e credenti a unificare la pratica religiosa con la dedizione al proprio lavoro e con il contributo alla società.
La quinta consiste nel rafforzare la formazione dei talenti e garantire una trasmissione sana. Dovremmo migliorare il modello formativo che bilancia lo studio moderno delle scritture con la pratica tradizionale, potenziare l’apprendimento della lingua parlata e scritta standard nazionale, della storia cinese, delle normative giuridiche e delle conoscenze scientifiche moderne, e concentrarci sul coltivare, nella nuova era, un gruppo di talenti monastici di alta qualità che amino tanto la patria quanto la religione, mantengano purezza e armonia e sostengano una fede e una pratica corrette.
Il ringiovanimento della nazione cinese si trova ormai su un corso storico irreversibile. Ciò offre un palcoscenico senza precedenti per la sana trasmissione di tutte le religioni e conferisce alla comunità religiosa una profonda responsabilità storica. La comunità del Buddhismo tibetano è determinata, con un profondo senso di gratitudine verso la madrepatria e verso tutti gli esseri senzienti, a integrarsi più consapevolmente nello sviluppo complessivo del Paese, impegnandosi a essere praticanti fermi del patriottismo, eredi fedeli della raffinata tradizione culturale cinese e contributori attivi della modernizzazione cinese. Con un atteggiamento più proattivo, guideremo monaci, monache e credenti a lavorare insieme con le persone di tutti i gruppi etnici del Paese, avanzando con un solo cuore e una sola mente. Possano le bandiere di preghiera sventolare per la prosperità e la stabilità della madrepatria, e possano i canti buddhisti risuonare per l’unità etnica e il progresso, contribuendo con saggezza e forza alla realizzazione del ringiovanimento della nazione cinese. Tashi Delek!
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