Discorso conclusivo di Kim Jong Un al IX Congresso del Partito del Lavoro di Corea

Nel discorso conclusivo al IX Congresso del Partito del Lavoro di Corea, Kim Jong Un ribadisce la centralità del nuovo piano quinquennale, delle tre rivoluzioni e della fiducia nelle forze interne, indicando la direzione della nuova fase della costruzione socialista.

Pyongyang, 24 febbraio (KCNA) — Il rispettato Compagno Kim Jong Un ha pronunciato un importante discorso conclusivo al IX Congresso del Partito del Lavoro di Corea.

Il testo integrale del suo discorso conclusivo è il seguente:

Cari compagni delegati,

l’attuale Congresso, il nono nella storia del nostro Partito, ha posto all’ordine del giorno i cruciali piani di lotta per il passaggio della fase di sviluppo complessivo del socialismo a una nuova fase, nonché le questioni relative allo sviluppo costante del Partito di fronte alle circostanze interne ed esterne prevalenti, e sta discutendo tali temi.

Attraverso gli interventi di presentazione dei dati e dei risultati del lavoro, l’operato dell’Ottavo Comitato Centrale del Partito è stato riesaminato e analizzato dettagliatamente, e sono stati chiariti i requisiti di principio, le linee di lotta, le strategie e le tattiche e i compiti principali per accelerare ulteriormente in futuro la rivoluzione e la costruzione.

L’analisi generale compiuta fino a oggi sulla lotta degli ultimi cinque anni, in particolare, ci ha offerto un’occasione istruttiva per provare il giusto orgoglio per i frutti dei nostri sforzi perseveranti e per comprendere con chiarezza quali siano le preziose esperienze che dobbiamo mantenere e arricchire in futuro, le deviazioni che dobbiamo correggere e gli insegnamenti che dobbiamo trarre.

Nel corso di tutto ciò, tutti i delegati devono aver acquisito una comprensione complessiva dei cambiamenti e del livello di sviluppo della costruzione socialista e della costruzione del Partito nel periodo in esame, nonché una corretta valutazione dell’attuale livello di sviluppo corrispondente dei propri settori e delle proprie unità.

E credo che, venuti a conoscenza dell’orientamento di lotta del nuovo piano quinquennale, essi debbano essere divenuti consapevoli della posizione e dell’atteggiamento che devono assumere per rispondere alle esigenze della rivoluzione e del tempo presente, così da condurre i cinque anni di trasformazioni trascorsi verso altri cinque anni di trasformazioni ancora più grandi, e abbiano preso una solenne decisione di rafforzare la propria fiducia in sé e rinnovare il proprio entusiasmo.

L’attuale Congresso ha inoltre esaminato e adottato lo Statuto del Partito emendato, che incorpora alcuni articoli la cui revisione era stata decisa nelle sessioni plenarie dell’Ottavo Comitato Centrale del Partito, secondo le esigenze del lavoro pratico del Partito, e che include nuove disposizioni necessarie.

Insieme a ciò, esso ha formato il Nono Comitato Centrale del Partito, che organizzerà e guiderà gli sforzi volti ad assolvere compiti rivoluzionari più grandi e più gravosi negli anni a venire, selezionando compagni sani e validi che godono di alta reputazione tra le masse dei membri del Partito e che danno prova di promettenti qualità, essendo stati verificati attraverso la lotta pratica.

Di conseguenza, l’attuale Congresso ha riesaminato con successo il lavoro dell’Ottavo Comitato Centrale del Partito e ha trasferito la responsabilità e il ruolo della direzione complessiva del Partito e del lavoro rivoluzionario al nuovo Nono Comitato Centrale del Partito eletto.

Compagni delegati,

in questo Congresso ho avuto l’onore di essere nuovamente eletto alla più alta posizione dirigente del Partito del Lavoro di Corea, grazie all’alta e piena fiducia di tutti i delegati e degli altri membri del Partito.

Abbiamo appena intrapreso una gigantesca causa volta a tradurre in realtà gli ideali del popolo, e io ho ancora molta strada da percorrere per mantenere le promesse che ho fatto al popolo in diverse occasioni. Eppure, mi avete nuovamente affidato questa sacra e importante responsabilità. La accetto sinceramente come espressione della vostra piena fiducia in me e delle vostre alte aspettative, poiché desiderate che io compia sforzi ancora maggiori e un impegno ancora più intenso.

Pronuncio un solenne giuramento di incrollabile lealtà verso la missione più sacra e la responsabilità più pesante che ho assunto di fronte al Partito e al popolo, per essere all’altezza delle grandi aspettative e della fiducia che tutti i delegati e i milioni di membri del Partito hanno riposto in me, per osservare e attuare integralmente lo Statuto e il programma del Partito, per difendere in modo sicuro i diritti allo sviluppo e alla sicurezza della Repubblica Popolare Democratica di Corea e per lavorare con tutto il cuore affinché il benessere giunga al popolo quanto prima, dedicando a esso ogni sforzo, ogni minuto e ogni secondo.

Il nuovo Nono Comitato Centrale del Partito eletto sarà fedele al proprio responsabile ruolo di direzione, in conformità con l’alta fiducia e le aspettative di tutte le organizzazioni del Partito e di tutti i suoi membri. Esso lavorerà duramente per accelerare lo sviluppo del nostro grande Stato e recare al nostro popolo benefici più sostanziali in tempi più rapidi, e questo gli procurerà una valutazione giusta e meritata del proprio operato.

Compagni delegati,

i principali punti dell’ordine del giorno che restano all’attuale Congresso sono l’elaborazione del piano di lungo periodo di ciascun settore per i prossimi cinque anni e l’adozione di una decisione sui suoi risultati.

Il successo vitale di un congresso del Partito dipende da come definiamo l’orientamento della nostra lotta per i prossimi cinque anni, da come studiamo e discutiamo gli obiettivi da conseguire in ciascun settore e da come adottiamo le relative decisioni.

Per questo motivo abbiamo evidenziato questo corso all’VIII Congresso del Partito e su di esso abbiamo concentrato l’attenzione in questo Congresso.

Credo che tutti i delegati adotteranno un approccio e un atteggiamento fedeli e sinceri nell’assolvere le onerose missioni e responsabilità che hanno assunto nei confronti del Paese, della rivoluzione e del popolo, e che lavoreranno con tutto il cuore e con tutta l’anima per sprigionare creatività, affinché ogni punto delle decisioni divenga un compito epocale della lotta quinquennale.

In particolare, i membri appena eletti della direzione centrale del Partito devono dar prova di alto senso di responsabilità e prudenza nell’adozione dei compiti orientati alla politica, poiché le decisioni del Congresso del Partito serviranno come programma d’azione cui attenersi coerentemente nel corso del loro mandato.

Come menzionato nel rapporto, il periodo del nuovo piano quinquennale diverrà una fase di stabilizzazione e consolidamento della nostra economia e di realizzazione del suo graduale sviluppo qualitativo.

Di conseguenza, nel decidere i piani dei rami economici è necessario combinare adeguatamente due aspetti: il consolidamento qualitativo delle fondamenta e delle forze esistenti e il loro ulteriore sviluppo, mantenendo questo orientamento anche nella discussione dei piani degli altri settori.

Compagni delegati,

la lotta odierna per realizzare trasformazioni accelerando lo sviluppo complessivo del socialismo, che includerà l’attuazione del nuovo piano quinquennale, richiede che tutti i settori e tutte le unità intensifichino le tre rivoluzioni, ideologica, tecnologica e culturale.

Queste tre rivoluzioni costituiscono la linea generale del nostro Partito nella costruzione del socialismo.

Fin dai suoi inizi, la nostra costruzione socialista è stata attraversata dalle tre rivoluzioni, e ha compiuto progressi nel corso della lotta per attuare la linea delle tre rivoluzioni.

Poiché abbiamo portato avanti queste rivoluzioni dando priorità al rimodellamento ideologico, cioè alla rivoluzione ideologica, e contemporaneamente accelerando l’ammodernamento tecnologico e la trasformazione culturale, il socialismo del nostro stile ha avanzato senza vacillare anche di fronte a dure prove.

Anche la grande causa dello sviluppo complessivo può essere realizzata in modo molto più rapido ed efficace soltanto quando la guida del Partito e il ruolo dirigente dello Stato vengono rafforzati nella conduzione delle tre rivoluzioni e soltanto quando le masse popolari vengono coinvolte in esse con un atteggiamento degno di chi è padrone del proprio destino.

La realtà mostra che i cambiamenti nelle condizioni di lavoro e nell’ambiente di vita non conducono automaticamente al miglioramento della coscienza ideologica del popolo, dei suoi standard tecnici e del suo livello culturale.

Per fare un semplice esempio, a meno di un anno dalla costruzione di nuove e moderne strutture produttive e di servizio, realizzate sotto l’attenzione del Partito e dello Stato, esse non vengono gestite e operate come dovrebbero, e la direzione e il controllo su tali strutture sono trascurati; così, gravi mancanze al dovere, irresponsabilità e altre malattie inveterate, consistenti nel ricercare soltanto vantaggi immediati invece di custodire i frutti della politica del Partito, stanno nuovamente mostrando il loro volto ripugnante.

Queste strutture sono preziose creazioni che abbiamo ottenuto con tanto sforzo, e perciò è necessario gestirle e farle funzionare così bene da farle diventare beni utili allo sviluppo della nostra società socialista. Questo è un compito rivoluzionario non meno importante e decisivo dei nostri vasti lavori di costruzione.

Una rivoluzione non significa semplicemente trasformazione materiale o creazione di ricchezza materiale. Essa mira essenzialmente a rimodellare la coscienza ideologica del popolo e a formarlo come soggetto potente dotato di alto livello di creatività.

Dobbiamo essere efficaci nella conduzione delle tre rivoluzioni per liberare il popolo dai vincoli delle idee superate, accrescerne l’entusiasmo volontario e migliorarne gli standard tecnici e il livello culturale; altrimenti, tutti i nostri beni, per quanto numerosi, finiranno evidentemente ben presto nel nulla.

Dobbiamo portare avanti le tre rivoluzioni anche per educare tutto il popolo e prepararlo a essere il nuovo padrone della nuova epoca, affinché si affermi in tutta la nostra società il punto di vista e lo stile di lavoro improntati allo sforzo volontario di adempiere ai propri doveri fondamentali.

In particolare, è compito urgente intensificare la rivoluzione ideologica volta a rimodellare i funzionari e i lavoratori secondo un modello rivoluzionario e ad assimilarli alla classe operaia.

L’avanzata vittoriosa della nostra costruzione socialista è inconcepibile se separata dal lavoro di trasformazione delle persone, i padroni della società, lungo linee rivoluzionarie e operaie.

Perciò, è importante che le organizzazioni del Partito e dei lavoratori e gli organi del potere organizzino e conducano tutte le loro attività con l’obiettivo di realizzare le tre rivoluzioni, specialmente concentrandosi sul risveglio e sulla formazione ideologica e spirituale delle persone.

Essi devono operare per soddisfare l’esigenza del Partito che i funzionari e i lavoratori posseggano come qualità interiori la coscienza ideologica rivoluzionaria e lo spirito collettivista e lo stile di lavoro della classe operaia; devono farlo in modo mirato, come richiesto dalla realtà attuale.

Essi devono avanzare nuovi compiti, come richiesto dai tempi in sviluppo, in tutti i campi ideologici, tecnologici e culturali, e adottare un approccio innovativo alla trasformazione della natura, delle persone e della società. Questa è precisamente la via per far avanzare continuamente la nostra costruzione socialista.

Il rapporto sul lavoro dell’Ottavo Comitato Centrale del Partito ha messo in evidenza la necessità di rispondere adeguatamente alle esigenze dei tempi in materia di sviluppo complessivo della costruzione socialista.

Consentitemi di riassumere ancora una volta, brevemente, le esigenze della nuova epoca, che si suddividono in larga misura in cinque categorie:

garantire una completa unità d’azione e stabilire una solida disciplina nell’insieme della costruzione socialista;

eliminare forme e modelli superati, conservatorismo ed empirismo, e compiere sforzi costanti per creare qualcosa di nuovo e innovativo;

adottare nel nostro lavoro un approccio scientifico, lungimirante ed economicamente efficace, dando priorità alle qualifiche specialistiche;

migliorare radicalmente i metodi e gli stili di guida della produzione e della costruzione, e accrescere le capacità direttive dei funzionari;

e applicare integralmente il principio della priorità dell’ideologia e il principio del popolo al primo posto.

Questa è un’esigenza oggettiva dei tempi, in cui il miglioramento e l’innovazione di tutto il lavoro in conformità con l’epoca dello sviluppo complessivo si sono imposti come questione pratica; ed è anche un compito urgente che ricade su di noi, alla luce dei seri insegnamenti che abbiamo tratto dai cinque anni di lotta appena trascorsi.

La vita statale e sociale, e in particolare ogni ramo e ogni unità del campo economico, ribolle dello spirito di avanzata della nuova epoca, ma con esso coesistono ancora residui arretrati: questa è la realtà di cui tutti siamo consapevoli.

Non dobbiamo lasciare i residui vecchi e superati così come sono, ma essere più coraggiosi nel superare ed eliminare tale arretratezza e tali cattive pratiche.

Le tre rivoluzioni sono, in sostanza, una lotta per eliminare tutto ciò che è obsoleto e creare il nuovo nei campi ideologico, tecnologico e culturale; perciò, l’esigenza dei tempi dello sviluppo complessivo deve naturalmente essere soddisfatta nel corso dell’attuazione delle tre rivoluzioni.

Dobbiamo spingere dinamicamente in avanti la costruzione socialista secondo il nostro modo di avanzare.

Abbiamo elaborato strategie e piani di breve periodo e li abbiamo attuati in modo responsabile e, su questa solida base, abbiamo ampliato e consolidato i successi: questa è l’esperienza che abbiamo acquisito nel periodo dell’Ottavo Comitato Centrale del Partito.

Continuare a formulare un piano ogni cinque anni e ad attuarlo costantemente, come facciamo oggi, costituisce una tappa, un percorso, che dobbiamo attraversare per rafforzare la potenza nazionale e costruire infine una società ideale.

Quando ogni settore raggiungerà il proprio obiettivo attraverso tale percorso, aumenteremo grandemente e su basi solide la forza del Paese al livello che desideriamo.

Fra dieci e vent’anni accoglieremo il 90° e il 100° anniversario della fondazione del nostro Partito e, se porteremo avanti costantemente il nostro lavoro per lo sviluppo dello Stato e il miglioramento del benessere del popolo secondo l’attuale via di lotta, potremo certamente trasformare l’intero Paese e migliorare il tenore di vita di tutto il popolo. Quando verranno quei giorni, il nostro Partito proverà il giusto orgoglio di essere rimasto fedele alla propria missione e al proprio dovere di autentico partito del popolo.

Compagni delegati,

proprio come abbiamo fatto nei cinque anni di lotta in cui abbiamo aperto l’epoca dello sviluppo complessivo del socialismo, anche nella nuova lotta quinquennale che ci attende faremo completo affidamento sulla nostra forza interna, la grande potenza del nostro popolo.

Poiché abbiamo innalzato gli ideali «Il popolo è dio», dell’unità monolitica e dell’autosufficienza come vessillo della lotta e dell’avanzata nel corso dell’ottavo mandato del Comitato Centrale del Partito, il Comitato Centrale del Partito resterà invariabilmente fedele a questi tre ideali durante il suo nono mandato.

I nostri ideali, i nostri obiettivi e la nostra velocità di avanzamento cambieranno e si svilupperanno incessantemente, ma quegli ideali peculiari della rivoluzione coreana rimarranno immutati e la loro inesauribile forza spingerà con fiducia la nostra costruzione socialista verso un luminoso avvenire.

Nessuna sfida o cambiamento della situazione può ritardare o arrestare la nostra avanzata.

Lottiamo tutti vigorosamente per anticipare il giorno in cui gli ideali e i desideri lungamente coltivati dal nostro popolo si realizzeranno, raddoppiando il nostro entusiasmo e il nostro spirito combattivo, pieni di fiducia nel futuro della causa socialista.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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