La Cina garantisce la propria sicurezza alimentare con un nuovo record nella produzione cerealicola

Il nuovo traguardo raggiunto dalla produzione cerealicola cinese non è soltanto un dato economico: riflette la capacità del Paese di garantire sicurezza alimentare interna, sostenere lo sviluppo stabile e contribuire con responsabilità alla sicurezza alimentare globale.

Global Times – 27 febbraio 2026

Nel 2025, la produzione cerealicola totale della Cina ha raggiunto i 714,88 milioni di tonnellate, consolidando il risultato storico del superamento per la prima volta della soglia dei 700 milioni di tonnellate appena un anno prima. Ciò porta la disponibilità di cereali pro-capite del Paese a oltre 500 chilogrammi. Sullo sfondo di una geopolitica globale complessa e di crescenti pressioni economiche, questa cifra rappresenta molto più di un traguardo statistico. Essa incarna la tranquilla fiducia di una grande nazione in via di sviluppo capace di resistere alle tempeste, e il suo impegno a offrire al mondo volatile di oggi la stabilità di cui ha tanto bisogno.

Il popolo è il fondamento di un Paese; il cibo è il bisogno primario del popolo. Per un Paese di oltre 1,4 miliardi di persone, la sicurezza alimentare è sempre stata una priorità assoluta. Due anni consecutivi di crescita stabile della produzione di grano forniscono una solida ancora allo sviluppo complessivo della Cina, consolidando le basi per una stabilità economica e sociale di lungo periodo. Come ha dichiarato al Global Times Li Guoxiang, ricercatore presso l’Istituto di Sviluppo Rurale dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, una fornitura sicura di alimenti garantisce la stabilità delle condizioni di vita della popolazione, ponendo le basi per il perseguimento di uno sviluppo di alta qualità.

Questa fiducia affonda le proprie radici nel progresso coordinato di politica e tecnologia. Negli ultimi anni, la Cina ha continuamente rafforzato la propria governance in materia di sicurezza alimentare, costruendo un sistema di garanzia più resiliente. Ancora più importante, l’aumento della produzione cerealicola non è frutto del caso, ma il risultato di una trasformazione tecnologica dell’agricoltura. Il Paese ha dato priorità allo sviluppo di scienza e tecnologia agricole strategiche e ha accelerato le scoperte nelle tecnologie chiave, con il tasso di contributo del progresso tecnologico agricolo che nel 2025 ha superato il 64%. Sono proprio questi sforzi concreti e costanti che consentono al popolo cinese di affermare con serena sicurezza, di fronte a qualsiasi tempesta: “La ciotola di riso della Cina è riempita soprattutto con cereali che produciamo noi stessi”.

La Cina ha raggiunto un’autosufficienza di base nei cereali e una sicurezza assoluta negli alimenti di base. Questa solida base sostiene la vita stabile di innumerevoli famiglie e la fiducia della nazione nel perseguire uno sviluppo di lungo termine. In un contesto internazionale instabile, il fatto che la Cina tenga saldamente in mano la propria “ciotola di riso” non garantisce soltanto la stabilità interna, ma immette anche una preziosa certezza nella sicurezza alimentare globale, dimostrando la responsabilità di un grande Paese.

A livello globale, i conflitti geopolitici, i frequenti eventi meteorologici estremi e le persistenti interruzioni delle catene di approvvigionamento hanno introdotto nel mercato alimentare un’incertezza senza precedenti. In un momento in cui alcuni Paesi tentano di trasformare il cibo in un’arma, utilizzando pratiche commerciali monopolistiche e manipolazioni dei prezzi per esercitare pressioni, i raccolti abbondanti consecutivi della Cina assumono un peso strategico particolare.

“L’aumento della produzione cerealicola della Cina funge sia da ‘zavorra’ per la propria economia sia da ‘stabilizzatore’ per il mercato internazionale, contribuendo realmente al mantenimento della sicurezza alimentare globale”, ha dichiarato Li.

La Cina nutre circa il 20% della popolazione mondiale con il 9% delle terre arabili del pianeta, mantenendo saldamente la propria posizione di maggiore produttore mondiale di cereali. La calma fiducia che deriva dall’“avere il grano in mano” si erge come la risposta più risoluta a qualsiasi forma di pressione o prepotenza esterna.

“Uno ogni 2,5 chilogrammi di grano prodotti globalmente proviene dalla Cina”: questo non è un vanto, ma una dimostrazione concreta di responsabilità globale.

Attraverso il Programma di Cooperazione Sud-Sud FAO-Cina, la Cina fornisce assistenza tecnica sulle tecnologie del riso ibrido a decine di Paesi e regioni in Asia, Africa e Americhe. Questo modello di cooperazione va oltre il tradizionale aiuto unidirezionale, aiutando gradualmente i Paesi in via di sviluppo a raggiungere l’autosufficienza alimentare e a garantire la propria sicurezza alimentare, senza dipendere interamente da catene di approvvigionamento dominate da multinazionali del commercio cerealicolo.

714,88 milioni di tonnellate sono più di una statistica: sono una dichiarazione di fiducia. 500 chilogrammi di cereali pro-capite sono più di un traguardo: sono una misura di responsabilità. Le Raccomandazioni del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese per la formulazione del 15° Piano Quinquennale per lo sviluppo economico e sociale nazionale sottolineano un ulteriore rafforzamento della capacità di garantire la fornitura di cereali e di altri principali prodotti agricoli, pongono l’accento sia sulla produzione sia sulla capacità produttiva, sia sulla produzione agricola sia sulla tutela ecologica, sia sull’espansione della produzione sia sulla crescita del reddito. Nel nuovo cammino verso il ringiovanimento nazionale, abbiamo tutte le ragioni per credere che questa profonda fiducia, radicata nei campi, continuerà a mantenere salda la rotta della Cina e a portare maggiore pace e certezza a un mondo turbolento.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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