La delegazione cinese conclude le Olimpiadi 2026 con un record di medaglie all’estero

La delegazione cinese chiude Milano-Cortina 2026 con il miglior bottino olimpico invernale ottenuto all’estero: 15 medaglie. Tra conferme, record storici e giovani in ascesa, emerge una Cina sempre più competitiva negli sport su neve e ghiaccio.

di Lu Wenbao (Global Times) – 22 febbraio 2026

La delegazione cinese ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ha concluso domenica la propria campagna, con un bottino di 15 medaglie (5 ori, 4 argenti e 6 bronzi), superando il precedente record all’estero di 11 medaglie stabilito sia alle Olimpiadi di Torino 2006 sia a quelle di Vancouver 2010.

Questa prestazione è stata ottenuta dalla più grande squadra olimpica invernale cinese mai schierata all’estero, con 126 atleti impegnati in 91 gare di 15 discipline, a testimonianza della crescente competitività del Paese negli sport invernali.

Il programma cinese negli sport della neve ha fornito risultati costanti e impressionanti, mettendo in evidenza la profondità della squadra e il talento intergenerazionale.

Lo sci freestyle aerials è emerso come disciplina di punta, con la veterana Xu Mengtao che ha difeso con successo il titolo femminile conquistato a Pechino 2022, vincendo l’oro. Suo marito, Wang Xindi, ha seguito il suo esempio volando all’oro nella gara maschile, rendendoli un raro esempio di coppia sposata capace di vincere entrambi una medaglia d’oro olimpica individuale negli stessi Giochi.

La sciatrice Shao Qi, 24 anni, ha conquistato il bronzo nella prova femminile, migliorando il 17° posto ottenuto a Pechino 2022, mentre Li Tianma ha vinto il bronzo nella gara maschile al suo debutto olimpico. Il trio formato da Xu, Wang e Li ha inoltre contribuito a un bronzo nella prova a squadre miste di aerials.

Lo snowboarder Su Yiming, che sarà portabandiera della Cina alla cerimonia di chiusura, ha sfidato ogni pronostico vincendo la prima medaglia d’oro della delegazione cinese grazie al successo nello slopestyle maschile, dopo aver conquistato un bronzo nel big air.

La sciatrice freestyle Gu Ailing ha mostrato la sua versatilità con un oro nell’halfpipe femminile, oltre a due argenti nello slopestyle femminile e nel big air, eseguendo trick ad alta difficoltà pur senza ripetere la sua performance da più ori di Pechino 2022. Questi risultati riflettono la continuità degli atleti chiave, consolidando la forza della Cina nelle discipline della neve.

Sul ghiaccio, la Cina ha ottenuto progressi storici nel pattinaggio di velocità. Ning Zhongyan ha infranto il record olimpico vincendo l’oro nei 1500 metri maschili, spezzando il dominio di lunga data degli atleti europei e nordamericani e conquistando il primo oro olimpico della Cina in questa specialità.

Questa vittoria ha coronato un percorso straordinario per Ning, che ha anche contribuito a un bronzo nell’inseguimento a squadre maschile. Il suo risultato sottolinea la crescente competitività della Cina nel pattinaggio di velocità.

Anche se non tutti i progressi si sono tradotti in podi, diverse discipline hanno mostrato significativi passi avanti, segnalando un potenziale successo futuro. Per esempio, nello sci alpinismo, nuova disciplina olimpica, gli atleti cinesi Bu Luer e Cidan Yuzhen hanno chiuso all’ottavo posto nella staffetta mista, rappresentando l’espansione della Cina negli sport invernali emergenti.

Nonostante questi successi, i Giochi sono serviti anche da campanello d’allarme per alcune tradizionali discipline forti della Cina.

La nazionale di short track, che da lungo tempo contributrice con medaglie per la Cina alle Olimpiadi invernali, ha ottenuto soltanto un argento con Sun Long nei 1000 metri maschili, pur disponendo di una squadra ricca di medagliati olimpici. Si è così interrotta una serie di ori in ogni Olimpiade invernale dal successo pionieristico di Yang Yang a Salt Lake City 2002.

Anche il pattinaggio di figura ha suscitato preoccupazioni, con l’ottavo posto nella gara a squadre e nessuna medaglia individuale conquistata, un passo indietro rispetto ai progressi precedenti. Questi risultati hanno evidenziato l’importanza di colmare i divari competitivi per mantenere il predominio nelle discipline sul ghiaccio in futuro.

Nel complesso, i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 hanno mostrato l’evoluzione del panorama cinese degli sport invernali, combinando l’eccellenza dei veterani con l’emergere di nuovi talenti, e individuando al tempo stesso aree su cui intervenire in modo mirato in vista del prossimo ciclo olimpico.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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