L’onore, il dovere e il diritto di difendere Cuba

Il Presidente del Consiglio di Difesa Nazionale, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha partecipato all’Esercitazione dimostrativa delle azioni del Ministero dell’Interno per affrontare situazioni ad alto rischio.

di Alina Perera Robbio – Granma (20 febbraio 2026)

Nel contesto della Giornata nazionale della Difesa, il Presidente del Consiglio di Difesa Nazionale, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, è stato presente, venerdì mattina, all’Esercitazione dimostrativa delle azioni del Ministero dell’Interno per affrontare situazioni ad alto rischio. Nel corso della giornata, il cui obiettivo era eseguire e intensificare la preparazione pratica delle forze dell’istituzione nell’adempimento delle loro missioni e funzioni specifiche, il dignitario ha conversato con un gruppo di giovani.

«Siamo in un momento decisivo», ha espresso il Capo dello Stato agli studenti dell’Istituto Superiore del Ministero dell’Interno Eliseo Reyes Rodríguez (Capitán San Luis), che stavano svolgendo un’Esercitazione dimostrativa di montaggio, smontaggio e tiro con armamento di fanteria.

Davanti ai futuri professionisti, il dignitario si è interessato a come procedano gli studi, da quanti giorni si stiano preparando e se ritengano adeguate, interessanti e di qualità le giornate di preparazione combattiva che stanno svolgendo.

Nell’incontro, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica ha potuto osservare come ciascun giovane mostrasse le proprie abilità durante l’Esercitazione. Subito dopo ha salutato ogni studentessa e studente, in una mattinata che ha visto anche la presenza del ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR), generale di corpo d’armata Álvaro López Miera, nonché del ministro dell’Interno (Minint), generale di corpo d’armata Lázaro Alberto Álvarez Casas, entrambi membri del Buró Político.

Una volta conclusa l’Esercitazione, è stato bello ascoltare il sentire di quattro studenti, che hanno condiviso con il team stampa della Presidenza della Repubblica alcune idee relative al momento attuale della nazione e al significato del prepararsi di fronte alla crescente aggressività dell’imperialismo statunitense.

Roxaura Hernández Utria, studentessa del quarto anno dell’Istituto Superiore del Minint e futura laureata in Giurisprudenza, ha sottolineato il valore di queste ore di preparazione.

Ha parlato dell’importanza che le nuove generazioni siano pronte, in quanto sono «il futuro della nostra Rivoluzione». E sull’idea condivisa dal Presidente Díaz-Canel circa il momento decisivo che vive Cuba, Roxaura ha riflettuto: «Credo che stiamo vivendo momenti molto difficili». Lo ha detto tenendo conto del fatto che il nemico giurato della Rivoluzione non nasconde le sue intenzioni di soggiogare il Paese caraibico.

«Per questo», ha ribadito, «noi giovani ci stiamo preparando: perché non glielo permetteremo». La cadetta ha richiamato l’eredità di Fidel, la ragione speciale per cui quest’anno ricorre il centenario della sua nascita, e ha ribadito la volontà di «affrontare qualsiasi tipo di minaccia che venga dal nemico».

Sulla stessa linea, il cadetto Yosuanis Cueva Tejera ha affermato: «La preparazione è molto importante per noi, perché così acquisiamo abilità e una certa destrezza, tanto sul campo quanto con l’armamento». A suo avviso, familiarizzarsi con pratiche di combattimento è importante perché loro, i giovani, sono il ricambio della Patria.

«La mia posizione di giovane cubano», ha detto ai cronisti, «è essere sempre saldo». Yosuanis ha parlato con chiarezza della necessità di essere «in prima linea nella battaglia e in combattimento per la Rivoluzione». Ha anche insistito sul fatto che «siamo in un momento decisivo, perché l’imperialismo minaccia costantemente. Sono grandi minacce. Ma noi ci prepariamo sempre per qualsiasi tipo di aggressione».

Leyanet González Nohaya ha ringraziato per la presenza del Presidente Díaz-Canel all’Esercitazione dimostrativa, ha commentato che la preparazione sua e dei suoi compagni è qualcosa di consustanziale al percorso di studi e ha parlato di emozioni forti e di fermezza, della fibra di donne come Mariana Grajales, il cui richiamo è risultato inevitabile trattandosi di una giornata come quella di venerdì.

Brenda Espinosa Chaviano ha definito questi momenti di preparazione efficienti e di grandissima validità, perché molte conoscenze acquisite in precedenza hanno potuto essere verificate nella pratica.

«È un grande onore», ha valutato, «che il Presidente ci abbia visitati e che possa vedere in che modo noi giovani ci prepariamo per la difesa del Paese». Ha inoltre ricordato l’idea martiana dei pinos nuevos che si fanno strada e portano in sé il ricambio. Ed è stata categorica: «È un onore, un dovere e persino un diritto» difendere Cuba, perché si tratta del «suolo patrio dove siamo nati, e dobbiamo custodirlo».

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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