“Let Cuba Breathe”: nuova campagna documentaria rende visibile l’impatto del blocco sulla vita quotidiana dei cubani

Con video quotidiani e testimonianze dirette di medici, pazienti e famiglie, la campagna “Let Cuba Breathe” denuncia gli effetti del blocco statunitense sulla vita di tutti i giorni a Cuba, rompendo il silenzio mediatico e rilanciando la solidarietà internazionale.

CubaDebate – 15 febbraio 2026

Con l’obiettivo di rompere il silenzio e mostrare la realtà che la popolazione cubana affronta di fronte all’inasprimento senza precedenti del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dall’amministrazione Trump, nasce la campagna “Let Cuba Breathe”.

Attraverso una serie di video documentari, l’iniziativa darà voce a medici, pazienti e famiglie che subiscono sulla propria pelle le conseguenze di questa politica di asfissia.

La campagna, il cui lancio è annunciato per il 14 febbraio, si propone come megafono per chi soffre le dure misure imposte dagli Stati Uniti. In un contesto in cui l’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump il 29 gennaio mira a imporre un “blocco totale” alle forniture di combustibile verso l’Isola, “Let Cuba Breathe” emerge come uno sforzo comunicativo per documentare l’impatto umano di queste politiche.

Le nuove misure, definite dagli esperti come una “guerra economica” e dalle autorità cubane come un atto “fascista, criminale e genocida”, hanno l’obiettivo di soffocare l’economia cubana per provocare un collasso sociale. Di fronte a questa realtà, la campagna intende mostrare il volto umano della crisi, in contrasto con le “false narrazioni” che, come ha denunciato il presidente Miguel Díaz-Canel, mirano a negare l’esistenza del blocco.

Ogni giorno, un nuovo video documentario condividerà testimonianze toccanti e dirette provenienti da settori chiave della società cubana.

La campagna “Let Cuba Breathe” cerca proprio di contrastare le operazioni di “guerra psicologica” che, come ha segnalato l’intellettuale Abel Prieto, si moltiplicano attraverso media digitali finanziati dall’estero per manipolare e disinformare sulla realtà dell’Isola. Dando voce a persone reali, l’iniziativa punta a connettersi con il pubblico internazionale e a mostrare la resilienza di un popolo che, nonostante le enormi carenze, si unisce e radicalizza la propria posizione antimperialista di fronte all’aggressione esterna.

Dalla società civile e dal giornalismo indipendente, “Let Cuba Breathe” si unisce alla condanna globale contro il blocco, documentando la resistenza di un popolo che si rifiuta di arrendersi.

Per seguire la campagna e contribuire alla sua diffusione, le persone interessate possono trovare tutto il materiale nei canali ufficiali dell’iniziativa.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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