Con video quotidiani e testimonianze dirette di medici, pazienti e famiglie, la campagna “Let Cuba Breathe” denuncia gli effetti del blocco statunitense sulla vita di tutti i giorni a Cuba, rompendo il silenzio mediatico e rilanciando la solidarietà internazionale.

Con l’obiettivo di rompere il silenzio e mostrare la realtà che la popolazione cubana affronta di fronte all’inasprimento senza precedenti del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dall’amministrazione Trump, nasce la campagna “Let Cuba Breathe”.
Attraverso una serie di video documentari, l’iniziativa darà voce a medici, pazienti e famiglie che subiscono sulla propria pelle le conseguenze di questa politica di asfissia.
La campagna, il cui lancio è annunciato per il 14 febbraio, si propone come megafono per chi soffre le dure misure imposte dagli Stati Uniti. In un contesto in cui l’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump il 29 gennaio mira a imporre un “blocco totale” alle forniture di combustibile verso l’Isola, “Let Cuba Breathe” emerge come uno sforzo comunicativo per documentare l’impatto umano di queste politiche.
Le nuove misure, definite dagli esperti come una “guerra economica” e dalle autorità cubane come un atto “fascista, criminale e genocida”, hanno l’obiettivo di soffocare l’economia cubana per provocare un collasso sociale. Di fronte a questa realtà, la campagna intende mostrare il volto umano della crisi, in contrasto con le “false narrazioni” che, come ha denunciato il presidente Miguel Díaz-Canel, mirano a negare l’esistenza del blocco.
Ogni giorno, un nuovo video documentario condividerà testimonianze toccanti e dirette provenienti da settori chiave della società cubana.
La campagna “Let Cuba Breathe” cerca proprio di contrastare le operazioni di “guerra psicologica” che, come ha segnalato l’intellettuale Abel Prieto, si moltiplicano attraverso media digitali finanziati dall’estero per manipolare e disinformare sulla realtà dell’Isola. Dando voce a persone reali, l’iniziativa punta a connettersi con il pubblico internazionale e a mostrare la resilienza di un popolo che, nonostante le enormi carenze, si unisce e radicalizza la propria posizione antimperialista di fronte all’aggressione esterna.
Dalla società civile e dal giornalismo indipendente, “Let Cuba Breathe” si unisce alla condanna globale contro il blocco, documentando la resistenza di un popolo che si rifiuta di arrendersi.
Per seguire la campagna e contribuire alla sua diffusione, le persone interessate possono trovare tutto il materiale nei canali ufficiali dell’iniziativa.
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