Il cancelliere tedesco Merz cita velocità ed efficienza della Cina per sollecitare l’UE ad affrontare l’eccesso di regolamentazione

Al vertice europeo sull’industria, il cancelliere tedesco Merz richiama rapidità ed efficienza cinesi per denunciare l’iper-regolamentazione dell’UE. Secondo analisti cinesi, una parte dell’Europa inizia a riconsiderare Pechino come riferimento concreto da cui apprendere nei settori strategici.

di Sun Langchen (Global Times) – 12 febbraio 2026

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha citato la velocità e l’efficienza della Cina nella costruzione di impianti per le energie rinnovabili per esortare l’UE ad affrontare l’eccesso di regolamentazione, intervenendo mercoledì al Vertice europeo dell’industria in Belgio. Un esperto cinese ritiene che questo sia un segnale del fatto che alcuni Paesi europei hanno iniziato a rivalutare seriamente la Cina e la considerano sempre più un riferimento da cui possono apprendere.

Al vertice, Merz ha tenuto un discorso in inglese di circa 16 minuti, delineando riforme urgenti per rafforzare la competitività dell’UE. Ha anche chiesto di ridurre la burocrazia, rafforzare il mercato unico e perseguire politiche di libero scambio incisive, secondo DRM News, canale globale di notizie su YouTube.

Merz ha affermato che il divario di crescita dell’UE rispetto agli USA si sta ampliando, mentre la Cina sta recuperando. Ha aggiunto che negli ultimi vent’anni l’economia cinese è cresciuta di circa l’8% annuo, rispetto al 2% degli USA e a una media dell’1% nell’UE. «Dobbiamo colmare questo divario», ha detto, secondo il video del suo discorso completo al vertice pubblicato dal canale YouTube di Reuters.

Sottolineando che la Cina può costruire in pochi mesi i più grandi parchi solari del mondo, Merz ha osservato che nell’UE possono servire anni solo per ottenere l’approvazione di un progetto.

Sulla base di questo confronto, Merz ha dichiarato: «L’eccesso di regolamentazione, in questa Unione europea, nel nostro continente europeo, ostacola la nostra crescita economica. Per questo ho proposto di applicare un principio fondamentale nella maggior parte delle procedure autorizzative: ogni progetto che non venga esaminato entro poche settimane o mesi sarà considerato automaticamente approvato».

Ha inoltre avvertito che l’Europa rischia di restare definitivamente indietro se non riuscirà a migliorare la propria competitività. «Se restiamo indietro più a lungo di quanto abbiamo fatto in passato con il nostro tasso di crescita, con le nostre capacità di innovazione, con i nostri mercati del lavoro, perderemo la battaglia e non riusciremo mai più a recuperare, perché il mondo sta cambiando in modo così radicale», ha detto, secondo il video.

Merz non è stato l’unico leader europeo a presentare proposte al vertice.

L’Unione europea deve semplificare le proprie normative per rendere il blocco più competitivo rispetto a realtà come USA e Cina, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo Reuters.

Il presidente francese Emmanuel Macron, nel frattempo, ha affermato al vertice che «potremmo difendere e fare dell’Europa una potenza indipendente, non essendo un semplice mercato unico, ma una potenza economica», secondo un video diffuso da DWS News.

Le dichiarazioni dei politici europei al vertice riflettono ancora una volta un crescente senso di urgenza, in particolare per il calo della quota europea nei mercati globali in vari settori. Per esempio, i commenti di Merz mostrano una mentalità sempre più orientata a imparare dalla Cina e a trarre insegnamenti dalla sua esperienza, ha dichiarato giovedì al Global Times Feng Zhongping, direttore dell’Istituto di Studi Europei presso l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali.

Molti leader europei hanno menzionato l’efficienza della Cina e il suo ruolo nell’economia globale, segno che alcuni Paesi europei hanno iniziato a rivalutare seriamente la Cina e la considerano sempre più un riferimento. Questo mette anche indirettamente in luce l’influenza internazionale della Cina in aree come lo sviluppo infrastrutturale e l’intelligenza artificiale, ha detto Feng.

Secondo il media tedesco Tagesspiegel, Merz prevede di visitare Pechino nei primi tre mesi del nuovo anno. Un altro rapporto del 2025 di Handelsblatt, relativo alla prevista visita di Merz in Cina, osservava che i legami economici tra i due Paesi restano stretti, in particolare per la dipendenza dell’industria automobilistica tedesca dalla Cina, il più grande mercato mondiale.

Va però anche notato che Macron ha contrapposto la posizione dell’Europa a quella di Cina e USA. «È assolutamente necessario accelerare in termini di investimenti nelle tecnologie strategiche… siamo all’inizio di una grande rivoluzione in cui sia la Cina sia gli USA, privatamente e pubblicamente, stanno investendo molto più di quanto stiamo facendo noi», ha detto. Macron ha anche menzionato nel suo discorso il cosiddetto protezionismo in Cina, secondo il video del suo intervento diffuso da DWS News.

Nel contesto dei nuovi cambiamenti geopolitici, le posizioni dei politici europei sulla Cina sono diventate più complesse.

Feng ha osservato che in Europa persiste ancora una sensibilità protezionista sul commercio, soprattutto perché alcuni considerano i recenti passi degli USA contro l’UE come un tradimento. Mentre alcuni politici europei restano cauti, altri Paesi europei guardano sempre più alla Cina come a un riferimento da cui possono imparare qualcosa.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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