Nel discorso per l’inaugurazione della prima fase di ammodernamento del Complesso meccanico di Ryongsong, Kim Jong Un rivendica i progressi industriali, denuncia inefficienze nella direzione economica e rilancia con forza la modernizzazione socialista.

Pyongyang, 20 gennaio (KCNA) — Il rispettato Compagno Kim Jong Un ha pronunciato un discorso alla cerimonia d’inaugurazione del progetto di ammodernamento della prima fase del Complesso meccanico di Ryongsong.
Il testo integrale del suo discorso è il seguente:
Compagni,
esprimo la mia gratitudine ai lavoratori di Ryongsong, ai docenti e ai ricercatori dell’Università di Tecnologia Kim Chaek e dell’Università di Ingegneria Meccanica di Pyongyang, ai funzionari e ai costruttori della Provincia dell’Hamgyong Meridionale e ai funzionari dei settori competenti, che, nel periodo che precede il IX Congresso del Partito del Lavoro di Corea, hanno conseguito questo risultato di grande significato nel rendere autosufficiente la nostra economia nazionale.
Attraverso l’ammodernamento della prima fase, il Complesso meccanico di Ryongsong, impresa madre dell’industria meccanica del Paese, ha elevato la propria capacità tecnica a un livello considerevole.
Ciò ci offre la possibilità di consolidare ulteriormente l’autosufficienza dell’economia nazionale, promuovere lo sviluppo complessivo dei settori economici e svilupparne ulteriormente le potenzialità.
Oggi la trasformazione qualitativa dell’industria meccanica, base dello sviluppo economico e del progresso tecnologico, si è posta come compito ancora più urgente. La notevole tendenza allo sviluppo e al cambiamento avviata dal Complesso meccanico di Ryongsong, il più ricco di storia e tradizione, per la propria trasformazione tecnologica orientata alla modernizzazione del settore meccanico, può essere definita un passo avanti che infonde fiducia e incoraggiamento a tutti noi, compresi i settori interessati.
Ma ciò che considero un successo ancora maggiore è il seguente fatto.
Non si tratta soltanto dell’ammodernamento di un’impresa: nel corso di questo processo siamo diventati più consapevoli dell’approccio dei nostri funzionari alle decisioni del Partito e del loro livello attuale di preparazione, e abbiamo inferto un duro colpo al radicato senso di irresponsabilità e all’autotutela che ostacolano il nostro avanzamento e il nostro sviluppo.
Questo ha riaffermato su cosa dobbiamo concentrarci e come dobbiamo risolvere i problemi nel lavoro presente e futuro e, in quanto tale, è un successo più significativo di qualsiasi risultato economico.
La trasformazione tecnologica della prima fase del Complesso meccanico di Ryongsong è stata un progetto centrale orientato alla politica del Comitato Centrale del Partito nell’ottavo mandato, il cui piano è stato discusso e approvato alla Nona Sessione Plenaria dell’Ottavo Comitato Centrale del Partito, ed è stato portato avanti con lo stanziamento di un bilancio pertinente.
Il nostro Partito ha riconosciuto che trasformare tecnologicamente per primo il complesso in modo esemplare era l’anello chiave dell’intera catena di sforzi per il pronto risanamento dell’industria meccanica, per il rafforzamento effettivo della sua infrastruttura e per il suo sviluppo prospettico, e lo ha considerato una questione molto importante, destinata ad avere un forte impatto sull’economia nazionale nel suo insieme.
Di conseguenza, sono stati condotti per vari anni studi approfonditi e preparativi, ed è stato formato un gruppo di comando del progetto coinvolgendo il Gabinetto e funzionari ed esperti autorevoli dei settori interessati.
Tuttavia, il progetto è partito in modo sbagliato.
A causa esclusiva dei dirigenti irresponsabili, rozzi e incompetenti, il progetto ha incontrato difficoltà e ha comportato non poche perdite economiche, attraversando inutili confusioni di origine umana.
Contrariamente al vero intento della decisione del Partito di trasformare questa impresa in un modello di modernizzazione della nuova epoca, gli incarichi tecnici sono stati predisposti senza uno studio dettagliato; inoltre, il loro esame e la loro discussione da parte dello Stato non sono stati condotti correttamente, con il risultato di formulare un piano assurdo per la modernizzazione delle linee produttive complessive.
Peggio ancora, durante il progetto le attrezzature produttive sono state distribuite in modo irragionevole, ignorando gli incarichi tecnici, documento legale, ma ciò è stato trascurato.
La conseguenza è stata che il progetto è uscito completamente dal suo tracciato originario.
Poiché il progetto di modernizzazione, che il Partito considerava una parte importantissima della propria politica, veniva condotto in modo improvvisato e solo di facciata, il Comitato Centrale del Partito ha mobilitato un gruppo di esperti di modernizzazione dell’industria bellica e ha fatto sì che venisse svolta una verifica complessiva della situazione.
Il risultato è stato esattamente quello che suscitava inquietudine.
Non si trovava un piano per l’istituzione di un sistema produttivo integrato, essenziale alla modernizzazione delle linee produttive, alcune linee non potevano essere poste su base automatizzata, e negli incarichi tecnici sono stati rilevati oltre 60 altri problemi da risolvere.
Da questi pochi fatti possiamo facilmente intuire com’era il piano del progetto di modernizzazione supervisionato dai quadri competenti del Gabinetto, che avevano perso l’orientamento.
Ritengo che questa sia un’espressione concentrata del metodo di lavoro inveterato del Gabinetto e un esempio flagrante delle condizioni reali dei funzionari di direzione economica, infedeli ai propri doveri e incompetenti.
Ciò che hanno fatto chiaramente non è un atto che possa essere compiuto da chi attua le politiche del Partito.
I dirigenti superiori del Gabinetto erano stati criticati per non aver formulato un piano adeguato per il progetto, ma non hanno mai mostrato pentimento: sotto di loro esiste un gruppo non permanente specializzato nell’esame degli incarichi tecnici dei progetti di modernizzazione a livello nazionale; nondimeno hanno compiuto un atto spregevole volto a sottrarsi alle responsabilità, cioè hanno rimandato ancora una volta al settore dell’industria bellica il piano di modernizzazione riformulato dopo aver ricevuto le opinioni dei dirigenti di quel settore, chiedendone esame e approvazione.
In altre parole, è stato un tipico atto astuto di autoprotezione per mettere in chiaro in anticipo che, se durante il progetto fosse andato di nuovo qualcosa storto, loro avevano agito secondo il piano approvato e dunque non ne erano responsabili.
Per tali ragioni, il progetto ha seguito un andamento anomalo, prolungando un periodo prezioso che avrebbe dovuto essere il più breve possibile e sprecando grandi quantità di lavoro e fondi, e questo ha imposto un peso ancora maggiore al settore dell’industria bellica, impegnato in compiti importanti.
Anche prima dell’avvio del progetto di modernizzazione del Complesso meccanico di Ryongsong, avevamo sottolineato la necessità di adottare, nella stesura del piano, non un approccio miope bensì uno scientifico e prospettico, richiamando l’attenzione sulla maniera di lavorare irresponsabile e approssimativa, male inveterato dei funzionari di direzione economica.
Abbiamo mostrato loro moderne fabbriche di munizioni e persino impianti produttivi esteri avanzati per aiutarli ad acquisire un’idea chiara e una visione ampia della modernizzazione, e abbiamo adottato anche misure di Partito e di Stato per sostenere solidamente il progetto.
Nonostante ciò, l’allora primo ministro del Gabinetto e l’attuale vice primo ministro responsabile dell’industria meccanica hanno lavorato in modo superficiale.
Il vice primo ministro, intervenendo alla 13ª Sessione Plenaria del Partito nel dicembre scorso, ha iniziato il suo discorso fingendo di autocriticarsi per l’errore del suo apparato nell’avanzamento del progetto e poi, come scusa, ha chiesto di istituire un sistema di discussione adeguato a coinvolgere gli organi sotto la sua autorità, lavoro che avrebbe potuto individuare se avesse voluto e che avrebbe dovuto svolgere. È stata chiaramente un’osservazione inopportuna, intesa a prendersi gioco del Comitato Centrale del Partito.
In quel momento lo criticai severamente per il suo atteggiamento irridente verso la sessione plenaria del Partito e, successivamente, lo osservai.
Con mia sorpresa, osservando poi il suo comportamento, l’ho trovato del tutto inconsapevole delle proprie responsabilità.
Che cosa può restare a persone simili, prive delle qualifiche e delle capacità che sarebbero loro dovute e che hanno abbandonato perfino la coscienza e il senso basilare di responsabilità?
Possiamo ancora aspettarci qualcosa da loro, che sono quasi inutili anche quando ci sono, e la cui assenza difficilmente si noterebbe persino se non fossero al loro posto?
Funzionari del genere non sono in grado di gestire una missione così semplice, realizzabile senza difficoltà una volta che esercitino correttamente l’autorità loro affidata, poiché è ben lontana da qualcosa che richieda di affrontare una pioggia di proiettili o di partire da zero. Non c’è alcuna ragione per lasciarli in importanti incarichi di guida dell’economia nazionale.
Questa è la conclusione cui siamo giunti.
Alcuni sono scettici verso le politiche del Partito perché si ritraggono davanti agli ostacoli esistenti; sono incapaci di cogliere l’etica che cambia attorno a loro perché immersi nell’autotutela; difficilmente riescono a tenere il nostro passo, poiché si muovono tanto lentamente da ostacolare il nostro avanzamento. Sono certo che mantenerli nelle loro posizioni per salvaguardarne l’onore sarebbe per noi molto svantaggioso.
Il progetto di modernizzazione di questa sola impresa ha rivelato in modo netto il sistema di lavoro del precedente Gabinetto e le qualifiche, le capacità e l’approccio dei dirigenti.
Inoltre, come abbiamo già riesaminato, possiamo facilmente individuare la mancanza di responsabilità dell’allora primo ministro e del suo Gabinetto anche dai casi verificatisi nel Complesso chimico giovanile di Namhung e nel Complesso dei fertilizzanti di Hungnam.
Il vice primo ministro del Gabinetto responsabile dell’industria meccanica, in particolare, non è adatto alla sua posizione.
Non riteniamo però che si sia opposto al Partito.
È inidoneo a un incarico importante perché è originariamente di quel carattere e di quel tipo.
Per dirlo figurativamente, in modo più semplice, era come una capra aggiogata a tirare un carro da buoi. Dovremmo considerarlo un errore incidentale nella nostra pratica di nomina del personale.
Potremmo aspettarci che una capra traini un carro da buoi?
Vi è anche un problema serio nell’attuale sistema di nomina dei quadri.
Ora si verificano molti problemi nelle file dei quadri amministrativi, perché il sistema di verifica delle qualifiche per la loro idoneità e di ratifica non viene applicato correttamente e, invece, essi vengono raccomandati con una mera lettura delle loro carriere.
Non mi soffermerò oltre qui sulla questione della gestione del personale.
Vi consiglio, Compagno Primo ministro, di nominare un’altra persona al posto di questo vice primo ministro quando organizzerete il nuovo governo.
Compagno Vice Primo ministro, vi prego di dimettervi da solo finché potete farlo autonomamente, prima che sia troppo tardi.
Qui, oggi, siete destituito, Compagno Vice Primo ministro, lo dichiaro.
Come ho già criticato, non solo l’ex primo ministro, ma anche i dirigenti superiori incaricati della guida politico-programmatica, che hanno trascurato il loro dovere nella modernizzazione del Complesso meccanico di Ryongsong limitandosi al ruolo di spettatori, devono sentirsi in colpa.
Certo, il risultato odierno, ossia aver trasformato il complesso in una base meccanica su larga scala, dimostra che il progetto ha realizzato un progresso e una modernizzazione più ampi dei precedenti, ed è dunque sufficientemente buono da dare ampia visibilità al complesso in patria e all’estero.
Tuttavia, il successo sostanziale ottenuto nel corso del progetto di modernizzazione della prima fase del complesso è che il nostro Partito ha tratto una conclusione chiara: le attuali forze di guida economica, compresi l’ex primo ministro e l’attuale vice primo ministro, difficilmente possono dirigere il lavoro di riassetto dell’industria del Paese nel suo complesso e il suo aggiornamento tecnologico; il Partito è giunto a una determinazione netta.
Compagni,
oggi abbiamo analizzato, da un punto di vista anatomico, le deviazioni emerse nel processo di potenziamento e nuova costruzione dell’infrastruttura dell’industria meccanica nella nuova epoca. Questo è indispensabile e utile per noi, e il suo significato non è affatto secondario.
Siamo ora di fronte a un periodo di responsabilità nel quale i nostri funzionari devono realizzare la trasformazione del Paese con un modo di pensare e di agire più maturo e concretizzare i nostri ideali di ampio respiro attraverso trasformazioni sempre più grandi anno dopo anno.
Tenetelo a mente, tutti voi.
Rompere con le vecchie pratiche che ripongono speranza in coloro che da troppo tempo si sono abituati al disfattismo, all’irresponsabilità e alla passività significa un nuovo inizio per il futuro pionieristico e per lo sviluppo.
Dobbiamo estirpare con decisione le pratiche estreme di irresponsabilità, autotutela e indolenza profondamente radicate tra i funzionari e, a tal fine, dare priorità alla loro trasformazione ideologica.
Dare l’impressione di difendere le politiche del Partito e di dedicarsi all’attuazione delle sue decisioni, ma in realtà curare solo il proprio benessere e la propria autotutela, senza liberarsi dall’atteggiamento evasivo e dalla visione miope: tutto questo va definito come obiettivo dell’educazione ideologica e dell’offensiva ideologica.
Inoltre, dobbiamo adottare misure sostanziali affinché i membri della direzione centrale del Partito e i dirigenti superiori dei settori e delle unità competenti studino con costanza la tendenza globale dello sviluppo e acquisiscano in modo proattivo conoscenze scientifiche e tecnologiche.
Anche i funzionari che dovrebbero guidare la ricostruzione dell’economia trascurano principi e cifre e non hanno né aspirazioni né concetto di modernizzazione. Solo quando porremo fine a questa dolorosa realtà potremo attuare pienamente i compiti economici impegnativi e vasti che ci stanno di fronte e conseguire così la dovuta innovazione e il dovuto progresso.
Recentemente abbiamo istituito per i funzionari un sistema di studio scientifico-tecnologico, nonché un nuovo sistema di apprendimento delle più recenti scienze e tecnologie durante il lavoro; ciò che conta è far sì che questi sistemi diventino per loro un percorso di miglioramento delle qualifiche e delle capacità, così da tenere il passo con la tendenza dei tempi verso modernizzazione e sviluppo e applicarla nei loro settori e nelle loro unità.
Dobbiamo assumere l’esperienza e le lezioni della trasformazione del Complesso meccanico di Ryongsong come preziosa pedana di lancio per realizzare nuovi cambiamenti e salti in avanti drammatici nell’economia nazionale nel suo complesso.
La modernizzazione del complesso è un processo primario per creare un modello e uno standard dell’industria meccanica nella nuova epoca, promuovere lo sviluppo dell’insieme dell’industria del nostro Stato e, così, spingere dinamicamente in avanti la costruzione socialista.
Solo se il complesso si eleva, potranno elevarsi anche le altre fabbriche meccaniche; e solo se l’industria meccanica del Paese progredisce, potrà progredire l’intera economia del nostro Stato.
Il Partito ha già presentato una chiara tabella di marcia che indica l’ordine dei giganteschi progetti di modernizzazione per le fabbriche meccaniche e ha adottato importanti misure pratiche per il progetto di modernizzazione della seconda fase del Complesso meccanico di Ryongsong.
A questa cerimonia inaugurale è stato nuovamente lanciato un chiaro avvertimento.
Tutti i funzionari del Gabinetto e dei settori economici, nonché quelli del settore di guida economica orientata alla politica, devono, con rinnovata determinazione e volontà, accelerare in modo sostanziale la modernizzazione dell’industria meccanica finalizzata a promuovere lo sviluppo dei diversi settori dell’economia nazionale.
Dobbiamo elaborare, uno dopo l’altro, piani scientifici per portare su base avanzata non solo l’industria meccanica, ma anche la metallurgia, l’energia elettrica, l’estrazione del carbone e le altre industrie chiave, e realizzarli con sforzi perseveranti, rinnovando così l’economia complessiva del Paese.
Qui ribadisco ancora una volta con chiarezza: ciò che è più importante nello sviluppo complessivo del socialismo cui aspiriamo è preparare le persone, e ciò che viene prima di tutto è rafforzare le file dei nostri dirigenti con talenti rivoluzionari fedeli e qualificati.
Nulla è impossibile per i funzionari che, sempre consapevoli del loro pesante dovere verso il Partito e il Paese, studiano, riflettono e si impegnano per essere incondizionatamente fedeli al proprio compito.
Sulla base di progettazioni mirate e di una metodologia scientifica, noi, nella nostra generazione, dobbiamo eliminare completamente l’arretratezza secolare dell’economia e costruirne una modernizzata e avanzata, capace di garantire saldamente il futuro del nostro Stato.
Affidabili lavoratori di Ryongsong e funzionari del settore dell’industria meccanica,
Compagni,
la realtà attuale del nostro Paese, che avanza verso la prosperità, richiede con urgenza potenti pionieri, combattenti autentici, capaci di rispondere del presente e di anticipare il futuro.
Leviamoci con ancora maggiore vigore nel gigantesco lavoro rivoluzionario volto a infondere vitalità all’autosufficienza e allo sviluppo della nostra economia, con rinnovata determinazione, visione ed entusiasmo.
Mi auguro che i nostri quadri dirigenti e tutte le masse produttrici colgano questa occasione per tenere nuovamente a mente l’essenza e le esigenze della politica del Partito in materia di modernizzazione.
In conclusione, estendo ancora una volta i miei ringraziamenti e il mio incoraggiamento a tutti voi e agli altri lavoratori del Complesso meccanico di Ryongsong, nonché agli scienziati e ai tecnici, che hanno compiuto sforzi devoti per questo progetto di modernizzazione della prima fase.
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