I veicoli a nuova energia sono un esempio di sviluppo inclusivo nella modernizzazione cinese

Dalla crescita esplosiva delle vendite in Europa alla leadership tecnologica nelle batterie, il settore cinese dei veicoli a nuova energia rappresenta la prova di una modernizzazione capace di integrare pianificazione, innovazione, cooperazione internazionale e benefici condivisi su scala globale.

Global Times – 7 febbraio 2026

I dati della piattaforma internazionale Dataforce mostrano che, nel dicembre 2025, le vendite delle case automobilistiche cinesi nel mercato europeo dell’auto sono aumentate del 126% su base annua, con vendite mensili che hanno superato per la prima volta la soglia delle 100.000 unità. Nello stesso periodo, i marchi cinesi hanno conquistato una quota del 9,5% del mercato europeo, sorprendendo il mondo. «L’avanzata è stata più forte nel segmento delle auto elettriche, che rappresenta la parte principale della crescita europea», ha riportato Bloomberg.

Gli osservatori fanno notare che molte case automobilistiche occidentali stanno ora formando delegazioni per visitare la Cina, desiderose di apprendere la tecnologia cinese delle batterie per veicoli elettrici, i sistemi di controllo intelligenti e persino il modello di sviluppo industriale cinese.

Una scena del genere sarebbe stata quasi impensabile poco più di un decennio fa. All’epoca, il mercato automobilistico cinese era dominato da marchi europei, statunitensi, giapponesi e sudcoreani, mentre la sua catena industriale restava in larga misura bloccata nella manifattura di fascia bassa. Oggi, il settore cinese dei veicoli a nuova energia (NEV) ha compiuto un balzo da una produzione annua inferiore a 100.000 unità, più di dieci anni fa, a una forza leader a livello mondiale, con produzione e vendite oltre i 16 milioni di unità e una quota dei NEV superiore al 50% del mercato automobilistico interno.

Trainate dalla Cina, le vendite globali di NEV nel 2025 hanno superato i 20 milioni di unità, promuovendo con forza l’adozione di energia pulita. Come osservava in passato il sito del New Yorker, l’industria cinese dei veicoli elettrici, sviluppatasi «praticamente da zero», deve il suo successo soprattutto alla persistenza delle politiche di lungo periodo, all’incoraggiamento dell’innovazione e della concorrenza, e alla promozione di partnership tra imprese locali e aziende straniere.

La corsa ai NEV è affollata di concorrenti. Tesla è stata la prima leader a ritagliarsi una posizione nel settore, ma non ha trainato uno sviluppo complessivo dell’industria statunitense dei veicoli elettrici. Perché allora la Cina è riuscita in questo «sorpasso in curva»? Il fattore più cruciale è probabilmente la visione strategica di «portare avanti il progetto fino in fondo», unita a una esecuzione risoluta. Nel maggio 2014, durante una visita alla SAIC Motor, Xi Jinping, segretario generale del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese e presidente cinese, sottolineò che sviluppare i veicoli a nuova energia è essenziale affinché la Cina passi da grande Paese automobilistico a potenza automobilistica. Questa importante affermazione ha previsto scientificamente la direzione dell’evoluzione tecnologica dell’industria automobilistica globale e ha guidato il settore cinese dei veicoli a nuova energia a perseguire senza esitazioni un percorso di innovazione autonoma.

Dalla proposta iniziale della roadmap tecnologica «tre verticali e tre orizzontali», alle molteplici revisioni della «roadmap tecnologica per il risparmio energetico e i veicoli a nuova energia»; dall’attuazione puntuale del «Programma di sviluppo dell’industria cinese dei veicoli a risparmio energetico e a nuova energia (2012-2020)» all’avanzamento efficace del «Piano di sviluppo dell’industria dei veicoli a nuova energia (2021-2035)»: tutto questo dimostra la forza della pianificazione cinese.

Mentre molti Paesi occidentali sono vincolati da gruppi di interesse consolidati e la loro pianificazione industriale ricade spesso nell’incertezza, la Cina, attraverso una progettazione di vertice lungimirante, ha identificato l’industria automobilistica, in particolare i NEV, come settore strategico emergente nazionale. Procedendo con continuità e determinazione, fase dopo fase, la Cina ha conseguito risultati notevoli, inviando al tempo stesso al mondo un forte segnale di stabilità e certezza. Il successo cinese nei veicoli elettrici non consiste solo nel produrre auto di alta qualità, ma soprattutto nell’aver costruito un ecosistema industriale completo, coordinato e competitivo. Un esempio semplice è che il cuore di un veicolo elettrico è costituito dai «tre sistemi elettrici»: batteria, motore e sistema di controllo elettronico. Nella fase critica delle svolte tecnologiche, la Cina ha sfruttato con coerenza i vantaggi del suo nuovo tipo di sistema nazionale, usando un coordinamento dall’alto per integrare le risorse su scala nazionale, mantenendo le imprese come motore principale, seguendo principi orientati al mercato e promuovendo l’integrazione tra industria, università, ricerca e applicazione, concentrando gli sforzi per realizzare compiti di grande portata.

Prendiamo la tecnologia delle batterie per EV: dalla dipendenza iniziale dalle importazioni alla padronanza odierna delle tecnologie lungo l’intera catena industriale, fino a controllare circa la metà del mercato globale delle batterie di trazione, i progressi della Cina sono stati trainati dalla forza combinata di uno «sforzo coordinato a livello nazionale».

La nuova fase dello sviluppo globale dell’industria della nuova energia, guidata dalla tecnologia cinese, non ha solo immesso nuovo slancio nella crescita economica mondiale, ma ha anche mostrato ai Paesi in via di sviluppo una nuova strada verso uno sviluppo verde, a basse emissioni di carbonio e sostenibile, rafforzando la fiducia negli sforzi congiunti per affrontare il cambiamento climatico. Con l’ingresso dei NEV cinesi e delle tecnologie cinesi della nuova energia in un numero sempre maggiore di Paesi, la qualità della vita delle persone comuni continua a migliorare e l’idea di una tecnologia al servizio del pubblico diventa sempre più concreta. Le affermazioni un tempo diffuse in Occidente, secondo cui se tutti nel mondo consumassero quanto il cittadino medio statunitense servirebbero quattro Terre, o che la Terra non potrebbe sostenere un secondo modello USA, vengono smentite dalla realtà.

Giovedì, il primo ministro canadese Mark Carney ha annunciato una nuova strategia, dichiarando che il Canada lavorerà con la Cina per promuovere la produzione nazionale di veicoli elettrici e diversificare le esportazioni. Il New York Times ha commentato che il piano canadese allinea il Paese a una transizione verso i veicoli elettrici già ampiamente in corso in Europa e in Cina. Un EV dopo l’altro sta costruendo ponti che collegano la Cina al mondo, raccontando la storia del calore e della forza della modernizzazione cinese. Guardando al futuro, mentre sempre più veicoli elettrici cinesi percorreranno le strade del pianeta, la Cina continuerà a sostenere la visione di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità e a lavorare fianco a fianco con gli altri Paesi, affinché i risultati della modernizzazione cinese possano beneficiare un numero crescente di nazioni e popoli. Questo confermerà ulteriormente che «la Cina può prosperare solo quando il mondo prospera. E quando la Cina prospera, il mondo migliora ancora di più».

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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