Aisha Gheddafi ha pianto e ricordato suo fratello Saif al-Islam, assassinato da uomini armati nella città occidentale di Zintan

Nel dolore di una Libia ancora lacerata, Aisha Gheddafi ricorda il fratello Saif al-Islam, ucciso a Zintan. Tra accuse, cordoglio e tensioni, il lutto riapre ferite profonde su sovranità, memoria nazionale e destino del paese nel pieno della crisi postbellica.

Così, Aisha Gheddafi ha ricordato e pianto Saif, in modo ufficiale e pubblico:

“…Avete tradito la montagna. Il grande cuore del Paese. Avete tradito quelli che si sono rifiutati di andarsene nonostante tutti gli inviti. Aveva scelto di stare con il suo paese e il suo popolo. Avete tradito e oltraggiato il sogno della sovranità e della dignità. Avete tradito l’ultimo cavaliere, conficcandogli proiettili nel petto. È così che i miei coraggiosi fratelli ricevono proiettili nel petto sulla terra della loro patria e la lasciano in piedi ritti dignitosamente. Oggi fissiamo le loro grandi condoglianze.  Saif al-Islam Maamar Al-Gheddafi, che ora Dio ti protegga e si prenda cura di te e della salute della tua anima…”.

I membri della fazione politica di Saif al-Islam Gheddafi hanno rivelato che il suo assassinio è avvenuto dopo che quattro uomini armati mascherati hanno preso d’assalto la sua residenza nella città di Zintan (200 km a sud-ovest della capitale libica Tripoli), dove hanno disabilitato le telecamere di sorveglianza prima di avere uno scontro armato con lui. In una dichiarazione pubblica Abdullah Othman Gheddafi, cugino di Saif e membro della sua formazione politica, ha spiegato che “gli uomini armati hanno spento le telecamere nel tentativo di cancellare i momenti del crimine“, aggiungendo che Saif al-Islamha affrontato apertamente gli aggressori“, prima di essere ucciso durante lo scontro.

Migliaia di libici si preparano a partecipare ai funerali di Saif al-Islam Gheddafi che, dopo le preghiere del venerdì, il corpo è stato portato nella città di Bani Walid, situata a circa 180 chilometri a sud-ovest di Tripoli. Il feretro è entrato in città tra strette misure di sicurezza, tra cui il divieto di esporre le sue foto o urlare qualsiasi slogan associato a lui o al padre Muhammar Gheddafi, e il divieto di qualsiasi tipo di espressione pubblica del dolore.  Bani Walid, con una popolazione di 100.000 abitanti, è ancora e sempre una roccaforte della tribù Warfalla, dove il Colonnello libico leader della Jamahiriya attuò la sua ultima resistenza, prima di essere assassinato.  

Così la figlia di Saddam Hussein, Raghad Saddam Hussein si è rivolta alla sua “compagna e sorellaAisha Gheddafi:

Condanno e disdegno il crimine dell’assassinio di mio fratello, il martire Saif al-Islam Gheddafi, che è stato preso di mira da un atto terroristico vigliacco… Rivolgo le mie sincere condoglianze a mia sorella e compagna Aisha, ai suoi e miei fratelli Mohammed, Saadi e Annibale, al dolore di Safia, al popolo libico, e a tutti gli amici e compagni del fratello Saif, che Dio abbia pietà di lui… Noi apparteniamo a Dio e a Lui ritorneremo…”.

Addio Saif al Islam Gheddafi, uomo retto, coerente e coraggioso. Un vero e prezioso figlio del tuo popolo, Nobile figlio di tuo padre, di cui hai continuato la battaglia ed il sogno di una Libia libera, indipendente e dignitosa, non fuggendo ma restando al posto di lotta fino all’ultimo. Pagando con la vita. Che la terra ti sia lieve.

A cura di Enrico Vigna, SOSLibia/CIVG – 6 febbraio 

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About Enrico Vigna

Enrico Vigna, di origini jugoslave, collaboratore di numerose testate italiane internazionali e siti web, e autore di numerosi libri. E' stato portavoce per l'Italia del nord del Tribunale R. Clark ( l’ex Ministro della Giustizia USA) per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia; delegato del WPC ( World Peace Council, Consiglio Mondiale della Pace); attualmente è portavoce del Forum Belgrado per un Mondo di Eguali per l'Italia, e cofondatore del Centro Iniziative per la Verità e la Giustizia, oltrechè Presidente dell’Associazione di Solidarietà “ SOS Yugoslavia-SOS Kosovo Metohija” e copromotore del Centro Informazione e Solidarietà con il Donbass: SOS Donbass e SOS Ucraina resistente, e di SOS Siria.

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