La vitalità della cooperazione Cina-Regno Unito evidenzia il ruolo costruttivo degli investimenti cinesi all’estero

Dopo la visita di Keir Starmer in Cina, nuovi progetti d’investimento bilaterale mostrano come una cooperazione pragmatica possa produrre benefici concreti. Dall’industria verde alla sanità, la strategia di Pechino rafforza crescita e globalizzazione.

Global Times – 1º febbraio 2026

Dopo la recente visita di quattro giorni in Cina del Primo Ministro britannico Keir Starmer, una serie di piani di investimento in entrambe le direzioni è finita sotto i riflettori. In una dichiarazione diffusa nel fine settimana, l’Ufficio del Primo Ministro ha evidenziato diversi accordi chiave che coinvolgono imprese cinesi come POP MART, Chery Commercial Vehicles e HiTHIUM, insieme al colosso farmaceutico britannico AstraZeneca, mostrando risultati concreti sul piano economico e commerciale emersi dal viaggio.

In particolare, POP MART ha confermato l’intenzione di istituire a Londra il proprio hub regionale, con l’apertura di fino a sette negozi nel Regno Unito. Chery Commercial Vehicles ha dichiarato che aprirà a Liverpool il proprio quartier generale europeo, con l’obiettivo di sostenere la catena di approvvigionamento verde locale e creare posti di lavoro. L’investimento di HiTHIUM porterà 200 milioni di sterline (275,2 milioni di dollari) e 300 posti di lavoro di alta qualità nel settore dell’accumulo energetico. AstraZeneca, leader farmaceutico britannico, secondo Downing Street, si è impegnata con un investimento di 15 miliardi di sterline per espandere in Cina i programmi innovativi di ricerca e sviluppo.

Questi sviluppi concreti riflettono il più ampio potenziale economico di una relazione Cina-Regno Unito pragmatica e reciprocamente vantaggiosa.

In un contesto di crescente protezionismo commerciale in alcune aree del mondo, sia la Cina sia il Regno Unito restano impegnati a favore del libero scambio e della difesa del sistema commerciale multilaterale.

Come ha affermato la scorsa settimana un portavoce del Ministero del Commercio cinese, le due parti lavoreranno per valorizzare le rispettive forze complementari e perseguire una cooperazione economica e commerciale reciprocamente vantaggiosa, promuovere lo sviluppo coordinato del commercio di beni e servizi, avanzare negli investimenti bilaterali e ampliare costantemente la cooperazione in settori quali energia verde, sanità, industrie creative e manifattura intelligente.

La cooperazione poggia su solidi legami economici. I dati mostrano che nel 2025 il commercio bilaterale di beni tra Cina e Regno Unito ha raggiunto i 103,7 miliardi di dollari, mentre il commercio di servizi dovrebbe superare i 30 miliardi di dollari. Lo stock degli investimenti bilaterali si attestava a quasi 68 miliardi di dollari.

L’approfondimento della cooperazione commerciale e d’investimento tra Cina e Regno Unito segue una chiara logica economica di fondo. Il Regno Unito possiede punti di forza in settori come finanza, scienza e tecnologia ed educazione, mentre la Cina dispone di un enorme mercato, di una filiera industriale completa e di un’efficiente capacità manifatturiera. La complementarità dei vantaggi tra le due parti ha posto solide basi per la cooperazione.

Il continuo investimento di AstraZeneca in Cina, per esempio, deriva non solo dalla forte domanda del mercato sanitario cinese, ma anche dalla fiducia nel potenziale complessivo della Cina in termini di ricerca e sviluppo e di catene industriali, con l’obiettivo di accelerare l’innovazione attraverso la cooperazione.

Nel frattempo, gli investimenti delle aziende cinesi nel Regno Unito hanno creato posti di lavoro e immesso nuovo slancio industriale in settori chiave. Ciò dimostra che sostenere il sistema commerciale multilaterale e lavorare verso uno sviluppo sinergico nel commercio di beni, nel commercio di servizi e negli investimenti bilaterali è in linea con gli interessi fondamentali di entrambi i Paesi.

In una prospettiva più ampia, questo tipo di cooperazione d’investimento pragmatica e reciprocamente vantaggiosa tra Cina e Regno Unito funge da esempio del ruolo degli investimenti cinesi all’estero.

Secondo il Ministero del Commercio cinese, nel 2025 gli investimenti diretti esteri in uscita non finanziari della Cina hanno mantenuto una crescita stabile negli ultimi anni, con gli investimenti in Europa aumentati del 20,9 per cento su base annua.

Gli investimenti esteri della Cina non sono mai un semplice deflusso di capitale, ma portano con sé anche tecnologia, idee e opportunità di sviluppo. Nel promuovere lo sviluppo industriale locale e migliorare il benessere delle persone, tali investimenti tengono sempre conto degli interessi comuni di entrambe le parti della cooperazione, integrando pienamente i vantaggi di mercato e industriali della Cina con i vantaggi in termini di risorse e di posizione dei Paesi partner, realizzando la condivisione di mercati, tecnologie e sviluppo.

Questo modello d’investimento pragmatico, che considera più parti e punta ai risultati concreti, ha permesso alla Cina di svolgere sempre un ruolo costruttivo nel sostenere la globalizzazione economica.

L’apertura di alto livello della Cina è sempre stata un processo a doppio senso che attribuisce uguale importanza al “far entrare” e all’“andare globali”. Lo sviluppo di alta qualità degli investimenti in uscita e la continua ottimizzazione dell’introduzione di capitali esteri si completano a vicenda, formando insieme un ponte che collega la Cina al mondo.

Ultimamente, dall’Europa al Nord America, leader politici di molti Paesi hanno visitato la Cina in successione o hanno espresso la volontà di farlo. La crescente attività diplomatica riflette il fatto che, mentre l’assetto economico globale continua a subire profondi aggiustamenti, il percorso di cooperazione tra la Cina e i suoi partner commerciali e d’investimento si sta ampliando. Lo sviluppo di alta qualità degli investimenti esteri della Cina continuerà a fungere da forza costruttiva, consentendo a un numero maggiore di Paesi di condividere i frutti dello sviluppo attraverso una cooperazione pratica con la Cina.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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