Discorso di Kim Jong Un alla celebrazione di Capodanno

Nel discorso per la celebrazione di Capodanno a Pyongyang, Kim Jong Un ripercorre i risultati del 2025, rende omaggio ai caduti e ai lavoratori, indica nel IX Congresso del Partito la rotta per il 2026 e invoca unità e prosperità socialista.

Pyongyang, 1° gennaio (KCNA) — Il rispettato Compagno Kim Jong Un ha pronunciato un discorso a una celebrazione di Capodanno.

Il testo integrale del suo discorso è il seguente:

Cari cittadini di Pyongyang,

Innovatori del lavoro e persone benemerite, invitati a questa significativa celebrazione di Capodanno come rappresentanti del nostro laborioso e patriottico popolo lavoratore,

Fedeli e coraggiosi ufficiali e soldati dell’Esercito Popolare Coreano,

I nostri studenti e artisti, che rendono ancora più festosa l’atmosfera di questa notte,

Compagni,

Felice anno nuovo.

Avvalendomi di questa occasione, porgo gli auguri di Capodanno ai lavoratori di tutti i settori, inclusi gli operai industriali e i devoti lavoratori agricoli e gli intellettuali, e a tutto il popolo del Paese, che accoglie questo significativo momento nei propri luoghi di lavoro, ai posti assegnati e per le strade, nei villaggi e nelle case, con alta dignità e speranze.

E invio le mie congratulazioni ai generali e agli altri ufficiali e soldati del nostro eroico esercito, che accolgono il nuovo anno colmi dell’orgoglio di aver glorificato l’anno trascorso con imprese inestimabili e con un impegno di servizio sacro. Il mio saluto militante va agli ufficiali e ai soldati delle unità operative all’estero, che accoglieranno il nuovo anno in lontana terra straniera con profonda nostalgia per la patria.

Trasmetto inoltre calorosi saluti ai compatrioti all’estero, che si dedicano all’opera patriottica per lo sviluppo e la prosperità della loro madrepatria.

Compagni,

Abbiamo appena congedato l’indimenticabile anno 2025 con profonda emozione.

È stato un anno colmo di speranze così ardenti e di preziosi sforzi.

Possiamo sentirci orgogliosi del fatto che, in quell’anno, abbiamo rafforzato la forza e la dignità del nostro Paese.

Abbiamo portato ogni cosa a compimento in modo perfetto, scrivendo grandi eventi in ogni pagina dell’anno.

La civiltà della capitale ha trasformato le regioni, la trasformazione delle regioni ha dato impulso allo sviluppo della capitale, e tutte le regioni, i settori e le unità del Paese hanno fatto progressi in modo competitivo, equilibrato e simultaneo. In tal modo, la causa storica che aspira allo sviluppo complessivo della costruzione socialista ha superato con successo la sua prima fase.

Certamente, questo è un onore che deriva dai nostri ideali e dalla nostra fede, dalla nostra forza e dai nostri sforzi strenui, e al tempo stesso è una prova evidente che stiamo seguendo la strada giusta.

L’anno 2025 è stato un periodo aureo di significato epocale e di trasformazione, che ha aggiunto valore alle preziose vite del nostro eccellente popolo e dei suoi figli, ed è stato un anno nel quale abbiamo visto con l’occhio della mente il futuro del nostro Stato, che diverrà più potente e più bello grazie all’affetto, alla saggezza e al sudore di essi.

Ringrazio sinceramente tutti in questo Paese per aver lavorato duramente per tutto l’anno.

Anche l’anno scorso, il personale dell’Esercito Popolare, che si è sempre trovato in avanguardia nella nostra causa, ha affrontato grandi difficoltà per guidare l’impulso alla creazione e alla trasformazione e conseguire sorprendenti successi; ha ottenuto una preziosa vittoria perfino a costo della vita, creando così un’epoca eroica che le generazioni future venereranno.

Ricorderemo sempre che la gloria di questa notte è stata portata dal nobile sacrificio e dalle gesta dei grandi figli del nostro Paese, e negli annali della nostra eterna vittoria incideremo i loro nomi e le loro immagini come stelle che brillano per sempre.

Siamo entrati nell’anno 2025 con il cuore appesantito, poiché eravamo di fronte a compiti enormi; ciò in cui abbiamo creduto non è stato altro che il patriottismo e la lealtà del nostro popolo, ed essi sono stati la vera forza motrice che ha spinto la nostra lotta senza precedenti nel corso dell’anno.

Quanto erano degni di fiducia gli operai del Complesso cementiero di Sangwon, che hanno innalzato prima di tutti la fiaccola dell’aumento della produzione, fedeli agli intendimenti del Partito; quanto erano encomiabili i lavoratori agricoli, che hanno raccolto un abbondante raccolto lavorando i campi col sudore della fronte in una dimostrazione di patriottismo; e quanto erano davvero ammirevoli le nostre giovani calciatrici, che hanno fatto issare la bandiera nazionale della nostra Repubblica vincendo competizioni internazionali.

Tutto il nostro popolo, indipendentemente dall’occupazione o dal luogo di lavoro, che si trattasse di una miniera profonda, di un cantiere di una centrale elettrica, di una scuola o di un istituto di ricerca scientifica, ha dato piena prova del proprio amor proprio, dell’ingegno, della forza e dell’entusiasmo che si addicono ai coreani, e così ha riempito le pagine della cronaca di questo grande anno con sincerità per lo sviluppo e la prosperità del proprio Paese.

Solo un grande popolo può scrivere una così grande cronaca per i tempi e per la storia.

Poiché questo grande popolo unisce il proprio destino a quello del Paese e trova il più grande onore e la gioia della vita nel dedicarsi alla sua vittoria e alla sua gloria, il nostro Partito è invincibile e il nostro socialismo prospera per sempre.

Non scambierei con nient’altro la dignità e la gloria di vivere per il nostro grande popolo e di condurre per esso la rivoluzione, e anche nel nuovo anno sarò all’altezza delle aspettative di tutto il popolo, rimanendo sempre fedele al socialismo da esso scelto, al sacro ideale del principio del popolo al primo posto e alla dignità, ai diritti e agli interessi della Repubblica Popolare Democratica di Corea.

Compagni,

L’anno 2026 è iniziato pochi minuti fa.

Ci attendono una lotta più strenua e una vittoria più grande.

Ripartiamo tutti ancora una volta, pieni di fiducia.

Non c’è sogno che non possiamo realizzare, poiché abbiamo la fiducia e la volontà di vivere e prosperare con dignità e il vigore combattivo e la forza creativa che abbiamo coltivato e fatto crescere con diligenza.

Uniamoci tutti più saldamente sulla forza del patriottismo e avanziamo con maggiore vigore e coraggio verso il nuovo futuro che sarà indicato dal IX Congresso del Partito.

Spero sinceramente che l’amore, l’armonia, la gioia e la felicità trabocchino in tutte le famiglie del Paese nel nuovo anno.

Cari compagni,

Propongo che innalziamo tutti ancora una volta un’ovazione per esprimere il nostro caldo affetto per, e l’infinita dignità e orgoglio in, il nostro Stato.

Lunga vita al nostro grande Paese, la Repubblica Popolare Democratica di Corea!

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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