La visita del primo ministro canadese Mark Carney a Pechino, la prima in otto anni per un capo di governo di Ottawa, mira a rilanciare i rapporti con la Cina e a rafforzare commercio e cooperazione, mentre il Canada tenta di bilanciare la pressione statunitense e le opportunità asiatiche.

di Liu Xin – Global Times (14 gennaio 2026)
Il primo ministro canadese Mark Carney è arrivato mercoledì a Pechino per una visita ufficiale in Cina, in programma fino a sabato. Si tratta del primo viaggio in Cina di un primo ministro canadese negli ultimi otto anni.
Secondo alcuni esperti cinesi, la visita di Carney potrebbe rappresentare anche un passaggio cruciale negli sforzi di stabilizzazione e riparazione delle relazioni sino-canadesi. Utilizzare la visita come punto di partenza per far avanzare un consenso e ripristinare i legami economici e commerciali contribuirebbe a rendere più stabili i rapporti tra Cina e Canada, offrendo a Ottawa maggiore spazio per bilanciare i legami sia con Washington sia con Pechino.
“Sto andando a Pechino. La Cina è il nostro secondo partner commerciale e la seconda economia mondiale”, ha scritto Carney su X martedì, ora locale. “Un rapporto pragmatico e costruttivo tra i nostri Paesi creerà maggiore stabilità, sicurezza e prosperità su entrambe le sponde del Pacifico”.
Ha inoltre pubblicato una foto che lo ritrae mentre saluta dopo aver messo piede sulla scaletta d’imbarco dell’aereo, con la porta della cabina aperta alle sue spalle.
Al suo arrivo, più tardi mercoledì, Carney è stato accolto all’Aeroporto Internazionale di Pechino Capitale da funzionari cinesi e da una guardia d’onore, secondo filmati della CCTV.
La Cina attribuisce grande importanza alla visita. Il presidente Xi Jinping incontrerà il primo ministro Carney per fornire un nuovo orientamento strategico all’ulteriore miglioramento e sviluppo delle relazioni bilaterali. Il premier Li Qiang e Zhao Leji, presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, terranno rispettivamente colloqui e incontri con lui per uno scambio ampio e approfondito di vedute sulle relazioni bilaterali e su questioni di interesse comune, secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri cinese.
Il tweet di Carney prima della partenza verso la Cina ha trasmesso buona volontà e ha segnalato la disponibilità a costruire un consenso per una cooperazione concreta. Sebbene Cina e Canada abbiano mantenuto un impegno costruttivo negli ultimi mesi, progressi tangibili nei rapporti economici e commerciali non si sono ancora materializzati: per questo la visita rappresenta uno sforzo per andare oltre il simbolismo e arrivare a risultati pratici, ha dichiarato mercoledì al Global Times Zhao Xingshu, vicedirettore del Dipartimento di Studi canadesi dell’Istituto di Studi americani dell’Accademia cinese delle scienze sociali.
L’incontro tra i leader di Cina e Canada a margine del vertice APEC dello scorso anno a Gyeongju, in Corea del Sud, ha inviato un segnale positivo, e la visita attuale di Carney è allo stesso tempo un seguito di quel consenso e il riflesso di un crescente senso di urgenza a Ottawa, ha detto mercoledì al Global Times Lü Xiang, ricercatore dell’Accademia cinese delle scienze sociali.
Tale urgenza, ha osservato Lü, deriva dalla particolare condizione strategica del Canada. In quanto Paese nordamericano, il Canada sta affrontando quella che ha definito una “pressione alla sicurezza senza precedenti” da parte del suo vicino, circostanza che spinge a una rivalutazione dei rapporti con le grandi potenze e a un allontanamento dall’approccio unilaterale del precedente governo. In questo contesto, gestire le relazioni con le grandi potenze è diventato per il Canada un compito strategico urgente e, per certi versi, esistenziale.
La visita di Carney potrebbe dunque rappresentare un passaggio decisivo per stabilizzare e riparare le relazioni Cina-Canada. La capacità del Canada di cogliere l’occasione e trasformare la buona volontà diplomatica in risultati concreti attraverso una cooperazione pragmatica su commercio, azione climatica e affari multilaterali plasmerà non solo il futuro dei rapporti bilaterali, ma anche la più ampia stabilità e prosperità dell’Asia-Pacifico, ha affermato Lü.
Verso la diversificazione
Il Canada ha annunciato il 7 gennaio il piano di Carney di visitare Cina e Svizzera, affermando che il nuovo governo canadese sta rendendo la propria economia meno dipendente e più resiliente “rafforzando la capacità interna, lavorando per raddoppiare le esportazioni non dirette agli Stati Uniti e attirando ingenti nuovi investimenti”.
Secondo le previsioni, il commercio avrà un ruolo centrale nell’agenda di Carney, insieme ad agricoltura e sicurezza internazionale. Sebbene alcuni media occidentali abbiano evidenziato frizioni bilaterali, in particolare le dispute sui dazi relativi ai veicoli elettrici cinesi, alcuni esperti cinesi sostengono che le due parti abbiano ancora margini per risolvere le divergenze attraverso un dialogo sincero in linea con i rispettivi interessi, invece di seguire l’approccio statunitense basato sull’imposizione di pressioni commerciali unilaterali.
Lü ha affermato che anche nei settori che il Canada considera competitivi esiste un ampio spazio per una cooperazione complementare con la Cina. Per esempio, i punti di forza canadesi nei componenti tradizionali per l’automotive potrebbero essere reindirizzati verso componenti per veicoli elettrici, consentendo al Paese di integrarsi nell’ecosistema cinese ormai maturo dei veicoli elettrici come partner chiave della catena di fornitura.
Se la produzione completa di veicoli non è il punto forte del Canada, una partecipazione più profonda nella catena industriale offrirebbe comunque opportunità e contribuirebbe ad attenuare la dipendenza dal mercato statunitense. Nel complesso, ha detto Lü, la cooperazione resta il fulcro della visita di Carney.
Negli ultimi giorni i media canadesi e altri media occidentali hanno seguito ampiamente la visita di Carney in Cina. Un servizio della BBC di mercoledì ha affermato che Carney affronta un “delicato esercizio di equilibrio” durante la sua visita in Cina. Sempre mercoledì, un articolo del New York Times ha sostenuto che “Carney […] sta trascorrendo una parte significativa del suo tempo all’estero cercando nuovi clienti per i beni canadesi. La Cina è in cima alla sua lista”.
Un articolo del quotidiano canadese The Globe and Mail, pubblicato martedì, ha sottolineato che la delegazione al seguito di Carney per il viaggio in Cina includerà cinque membri del governo, la più ampia delegazione ministeriale che abbia accompagnato Carney in una missione all’estero fino a oggi. Lo stesso articolo ha aggiunto che il viaggio in Cina ha un’agenda che sarebbe sembrata improbabile prima dell’insediamento di Trump, con l’obiettivo di riscaldare i rapporti con la Cina “a un livello che non si vedeva da un decennio” e di ritagliare un ruolo più ampio per Pechino nell’economia canadese.
Sempre martedì, The Globe and Mail ha riferito che Trump avrebbe definito “irrilevante” l’accordo commerciale Stati Uniti-Messico-Canada, un’affermazione arrivata appena un giorno prima della visita di Carney in Cina. Il giornale ha aggiunto che le parole di Trump hanno destabilizzato sia il Canada sia il Messico in vista di una prevista rinegoziazione del patto commerciale continentale nel corso dell’anno.
Il Canada ha compreso che la via verso la stabilità nell’area del Pacifico è sotto minaccia. Ciò riflette non solo preoccupazione per la posizione canadese, ma anche un’ansia più profonda per la destabilizzazione di un vasto sistema commerciale transpacifico, strettamente interconnesso, a causa dell’unilateralismo statunitense, ha detto Lü. Con il protezionismo commerciale in aumento a livello globale, Cina e Canada hanno bisogno di consultazioni schiette e proattive mirate a risultati concreti.
Zhao ha osservato che, nel contesto della competizione strategica tra Cina e Stati Uniti, gestire i rapporti con Pechino è diventato una prova chiave per il Canada. La ripresa del dialogo diplomatico Cina-Canada riflette lo sforzo di Ottawa di rivalutare il proprio ruolo all’interno del quadro di alleanze con gli Stati Uniti, mentre gli scambi bilaterali entrano in una fase di ricalibrazione.
Se la visita di Carney riuscirà ad ancorare la cooperazione su interessi condivisi e a produrre progressi tangibili nel ripristino dei legami economici e commerciali, potrebbe contribuire a riportare le relazioni sino-canadesi su un percorso sano e sostenibile, e sostenere un rapporto più equilibrato con gli Stati Uniti, ha concluso Zhao.
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