«Qui in Venezuela c’è un Governo che comanda. C’è una Presidente incaricata e c’è un Presidente ostaggio negli Stati Uniti», ha sottolineato la mandataria di fronte alle campagne di disinformazione imperialiste.

La presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha guidato questo lunedì 12 gennaio una giornata di lavoro nella comunità di Catia La Mar. Da questa zona dello Stato di La Guaira, una delle più colpite dall’aggressione militare statunitense perpetrata lo scorso 3 gennaio, la mandataria ha ribadito la solidità delle istituzioni nazionali. Rodríguez ha sottolineato che la nazione mantiene la propria determinazione a essere libera di fronte agli attacchi che cercano di minare la pace del popolo.
Nel corso del suo intervento, la dignitaria ha risposto con fermezza alle recenti campagne di disinformazione che circolano su piattaforme digitali e reti sociali. Rodríguez ha fatto riferimento diretto alla diffusione di caricature e contenuti su portali come Wikipedia, dove si tenta di presentare Donald Trump come autorità del Paese. Ha definito tali azioni tentativi disperati di negare la realtà politica e la volontà sovrana che governa nel territorio venezuelano.
«Qui in Venezuela c’è un Governo che comanda. C’è una Presidente incaricata e c’è un Presidente ostaggio negli Stati Uniti», ha sentenziato la mandataria con determinazione. Con queste parole, ha ricordato che il capo dello Stato, Nicolás Maduro, resta sequestrato dal governo nordamericano dopo l’incursione del 3 gennaio. Rodríguez ha sottolineato che, nonostante l’assedio, la struttura dello Stato bolivariano continua a essere operativa e a svolgere pienamente le proprie funzioni.
La mandataria ha evidenziato che la governabilità nel Paese viene esercitata direttamente insieme al popolo organizzato nelle comunità. Come ha spiegato, la chiave della resistenza venezuelana risiede nell’unione civico-militare e nel rafforzamento del Potere Popolare di fronte alle minacce esterne. Rodríguez ha assicurato che l’amministrazione da lei presieduta non si lascerà intimidire da montature mediatiche che mirano soltanto a generare incertezza nella popolazione e nella comunità internazionale.
Sul piano esterno, la presidente incaricata ha ribadito che il Venezuela continua ad avanzare nella costruzione di relazioni internazionali fondate sulla legalità e sul rispetto reciproco. Ha affermato che il Paese gode dell’appoggio di nazioni alleate che riconoscono la legittimità delle sue autorità e il diritto all’autodeterminazione. «Stiamo rivendicando i diritti della nostra amata patria di fronte alle aggressioni illecite del governo statunitense», ha puntualizzato durante l’incontro comunitario.
Infine, Rodríguez ha invitato a una vigilanza permanente per smontare le “matrici d’opinione” che cercano di giustificare l’aggressione imperialista contro l’economia e la stabilità nazionale. Il dispiegamento a La Guaira è servito a constatare il ripristino dei servizi e l’assistenza diretta alle famiglie vittime del codardo attacco militare.
Lo scorso 3 gennaio, forze degli Stati Uniti hanno bombardato Caracas e varie zone degli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira, lasciando un bilancio di almeno 100 morti e un numero analogo di feriti, secondo quanto riferito dal ministro venezuelano delle Relazioni Interne, Giustizia e Pace, Diosdado Cabello.
Durante l’attacco, definito «aggressione criminale» dal Governo Bolivariano, commandos statunitensi della Delta Force hanno sequestrato il presidente costituzionale del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, e la prima combattente, Cilia Flores. La coppia presidenziale è stata trasferita a New York, dove rimane illegalmente detenuta in un carcere di massima sicurezza.
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