«Stiamo sostenendo in modo assoluto Delcy Rodríguez, presidente ad interim, di fronte al sequestro del nostro presidente Nicolás Maduro», ha dichiarato il ministro dell’Interno.

Il ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace del Venezuela, Diosdado Cabello, ha confermato questo mercoledì, durante il suo programma Con el Mazo Dando, che almeno 100 persone, per lo più giovani, sono state uccise nel corso dell’aggressione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela, culminata con il sequestro del presidente Nicolás Maduro e della prima dama Cilia Flores.
Il ministro ha ribadito l’appoggio unanime dello Stato venezuelano a Delcy Rodríguez, designata presidente ad interim dopo il sequestro del presidente Maduro, e ha assicurato che «il Venezuela non si arrende perché è una patria con una storia e con un’eredità».
«Stiamo sostenendo in modo assoluto Delcy Rodríguez, presidente ad interim, di fronte al sequestro del nostro presidente Nicolás Maduro», ha affermato, e ha sottolineato che entrambi i leader sono feriti e che, come nazione, stanno combattendo «la battaglia per il ritorno del presidente costituzionale e della prima combattente, Cilia Flores».
Nel suo intervento, il ministro ha condannato l’operazione statunitense come una violazione del diritto internazionale e ha ribadito che il presidente Maduro è un «prigioniero di guerra».
«Il mondo intero oggi sa che Nicolás Maduro è un prigioniero di guerra e che gli Stati Uniti hanno violato tutte le norme della convivenza internazionale», ha dichiarato.
Ha aggiunto di essere in possesso di video che dimostrano come l’aggressione non si sia limitata a obiettivi militari, ma abbia colpito direttamente la popolazione civile.
Diosdado Cabello ha reso omaggio ai caduti, inclusi venezuelani e cubani, e ha evidenziato la «storia d’amore reale e vera» tra il presidente Maduro e Cilia Flores, che ha descritto come simboli di resistenza. «Il popolo è in strada a sostegno di Nicolás Maduro, Cilia Flores e della Costituzione», ha assicurato, sottolineando che «non c’è stata neanche una sola manifestazione a favore della barbarie».
Il ministro ha inoltre smentito le accuse di «narcoterrorismo» e di «mancanza di democrazia», e ha affermato che l’offensiva esterna è dovuta alle risorse naturali possedute dal Venezuela.
«Il problema non è la democrazia, il problema sono le risorse di cui dispone la nazione», ha dichiarato, ricordando che la stessa giustizia statunitense ha riconosciuto l’inesistenza del «Cartel de los Soles».
Ha poi lanciato un appello a rileggere la storia: «Tutti i presidenti che hanno protetto le risorse naturali hanno subito un colpo di Stato». In questo contesto, ha ribadito che in Venezuela la Costituzione viene pienamente rispettata e che tutte le istituzioni sostengono la presidente ad interim.
«L’unica garanzia di pace in Venezuela è rappresentata dalla Rivoluzione Bolivariana», ha sottolineato Cabello, ringraziando il popolo per aver mantenuto la calma e assicurando che «quello che fanno (gli Stati Uniti) oggi con il Venezuela, possono farlo a chiunque, e nessuno è in grado di rispondere».
Ha anche affermato che l’aggressione militare degli Stati Uniti contro il Paese ha generato un forte sentimento antistatunitense.
Infine, ha ringraziato per i messaggi di solidarietà inviati da nazioni di tutto il mondo a seguito dell’aggressione militare e del sequestro del presidente. «L’unica garanzia di pace in Venezuela è rappresentata dalla Rivoluzione Bolivariana», ha concluso.
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