La Vicepresidente Delcy Rodríguez ha denunciato che l’operazione militare di Washington mira a un cambio di regime e al controllo delle risorse naturali, esigendo l’immediata liberazione del Presidente Nicolás Maduro e della Prima Dama Cilia Flores.

La Vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha denunciato questo sabato 3 gennaio l’aggressione militare “senza precedenti” degli Stati Uniti contro il territorio nazionale, perpetrata all’1:58 del mattino, che si è conclusa con l’illegale sequestro del Presidente Nicolás Maduro e della Prima Dama Cilia Flores. Rodríguez ha affermato che “c’è un solo Presidente in questo Paese, e si chiama Nicolás Maduro Moros”.
Accompagnata da alti funzionari del Governo Bolivariano, la Vicepresidente ha presieduto una riunione d’urgenza del Consiglio di Difesa della Nazione nel Palazzo di Miraflores, a seguito dell’aggressione militare contro il Venezuela. In questo contesto, Rodríguez ha ricordato che l’esecutivo venezuelano aveva già avvertito di un’aggressione in corso basata su “false scuse e pretesti”, sottolineando che “le maschere erano cadute”.
La vice-mandataria ha enfatizzato che il vero obiettivo di questa operazione è “il cambio di regime in Venezuela”, il che consentirebbe agli Stati Uniti “l’accaparramento delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali”. Ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché prenda coscienza di questa verità.
I rappresentanti dei poteri pubblici dello Stato venezuelano, l’alto comando militare e altre autorità chiave hanno partecipato al Consiglio di Difesa della Nazione. Da lì, la Vicepresidente ha esigito l’immediata liberazione del Presidente Nicolás Maduro e di Cilia Flores, ribadendo che il mandatario è “l’unico Presidente del Venezuela”.
Rodríguez ha riferito che l’Organismo di Sicurezza Cittadina e “tutto il potere nazionale” del Venezuela si sono attivati. Ciò mira a ribadire la difesa dell’indipendenza, della sovranità e dell’integrità territoriale, che ha definito “selvaggiamente attaccata”. Ha inoltre aggiunto che “il popolo del Venezuela si è attivato nelle strade”, seguendo un precedente appello di Maduro per l’attivazione della FANB e delle milizie bolivariane.
Rodríguez ha inoltre annunciato l’attivazione di un decreto sottoscritto dal Presidente Maduro, che è stato consegnato alla Presidente del Tribunale Supremo di Giustizia per il relativo sostegno costituzionale nella Sala Costituzionale. Questo decreto di “commozione esterna” dovrebbe ottenere l’avallo giudiziario nelle prossime ore per la sua esecuzione immediata.
La Vicepresidente ha sottolineato il sostegno internazionale, menzionando che la comunità ha “sommato ed elevato le proprie voci” dalla Cina, dalla Russia, dall’America Latina, dai Caraibi, dall’Africa e dall’Asia. Ha affermato che i governi del mondo sono rimasti colpiti da questo attacco, al quale ha attribuito un “timbro sionista”, definendolo “davvero vergognoso”.
Rodríguez ha citato il Libertador Simón Bolívar dalla Lettera dalla Giamaica: «Il velo si è squarciato, abbiamo già visto la luce e ci si vuole ricondurre alle tenebre. Le catene si sono spezzate, siamo già stati liberi e i nostri nemici pretendono di nuovo di schiavizzarci». Ha sottolineato che il Venezuela “non tornerà mai più a essere colonia di alcun impero”.
La Vicepresidente ha ricordato le recenti dichiarazioni del Presidente Maduro, il quale “appena due giorni fa, pubblicamente in un’intervista televisiva”, ha ribadito la disponibilità del governo a “mantenere relazioni di dialogo per affrontare un’agenda costruttiva”.
Ha osservato che l’aggressione degli USA “viola in modo flagrante gli Articoli 1 e 2 della Carta delle Nazioni Unite”, nonostante Maduro avesse teso la mano al popolo statunitense per stabilire “canali di comunicazione diplomatici, politici, istituzionali di Stato” basati sul benessere dei popoli, sull’amicizia, sulla cooperazione e sul rispetto della legalità internazionale.
Infine, la Vicepresidente ha rivolto un appello al popolo venezuelano affinché “rimanga calmo” e affronti la situazione “insieme, in perfetta unità nazionale”. Ha esortato affinché la “fusione poliziesca, militare, popolare” diventi “un solo corpo” per difendere “il nostro amato Venezuela” in questa “fase di difesa della nostra sovranità e della nostra indipendenza nazionale”.
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