La ministra degli Esteri nordcoreana Choe Son Hui condanna il comunicato dei ministri degli Esteri del G7 sulla “denuclearizzazione”, definendolo un atto ostile che viola la Costituzione della RPDC. Ribadisce che il possesso nucleare è una scelta sovrana e permanente finché persisteranno minacce esterne e ambizioni egemoniche.

Pyongyang, 14 novembre (KCNA) — Choe Son Hui, ministra degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea, ha diffuso il seguente comunicato stampa intitolato “Il G7 non ha il diritto di opporsi alle decisioni sovrane della RPDC” il 13 novembre.
Il comunicato recita:
In Canada, i ministri degli Esteri del G7 hanno recentemente emesso una dichiarazione congiunta parlando della “completa denuclearizzazione” di qualcuno, ignorando la Costituzione della RPDC e violandola.
Esprimo forte insoddisfazione e rammarico per l’atto ostile apertamente compiuto dai ministri degli Esteri del G7, una violazione diretta della Costituzione del nostro Stato, e lo denuncio e respingo categoricamente con la massima durezza retorica.
Il legame inerte e radicato del G7, che ancora abitualmente intona il coro della “denuclearizzazione”, concetto che il mondo riconosce come impossibile, non fa che spingerlo ai margini della comunità internazionale e dimostra che è un gruppo d’interesse minoritario e trascurato in un angolo delle relazioni internazionali.
L’attuale posizione della RPDC non cambia in base alle asserzioni retoriche di estranei, e nell’attuale cupo contesto geopolitico il possesso di armi nucleari è l’opzione più corretta per dissuadere gli Stati più pericolosi e ostili.
Nessuno ha il diritto di costringerci a violare la Costituzione, né dovrebbe tentare di farcela emendare.
La via per assicurare pace e stabilità nella penisola coreana e nella regione Asia-Pacifico non è sostenere l’irrealistica “denuclearizzazione”, bensì rispettare la Costituzione della RPDC.
Come ha chiarito il rispettato Compagno Kim Jong Un, il possesso di armi nucleari da parte della RPDC rimarrà una realtà immutabile, che piaccia o meno agli Stati Uniti e ai loro alleati, per quanto ripetano il loro clamore per la “denuclearizzazione” per 10 o 20 anni, anzi 50 o 100 anni.
La comunità internazionale deve prestare attenzione al chiaro fatto che una minaccia nucleare sostanziale alla pace e alla sicurezza globali proviene dal G7, un gruppo di alleanza nucleare legato e colluso con le armi nucleari, con in prima linea lo Stato detentore del maggior arsenale nucleare al mondo.
Il comportamento evasivo e a doppio standard del G7, che tace di fronte alla sfrenata retorica di minacce nucleari e ai tentativi di proliferazione nucleare apertamente manifestati al suo interno e insiste solo sulla “denuclearizzazione” di qualcuno — concetto che ha già perso significato e giustificazione — non può essere accettato da nessuno.
Il G7 non ha alcun diritto di dire agli Stati sovrani e indipendenti come difendere la propria sicurezza e non è nella posizione di discutere la scelta sovrana della RPDC.
Irremovibile è la volontà della RPDC di garantire il presente e il futuro dello Stato e del popolo e di realizzare la giustizia internazionale rimanendo fedele alla Costituzione, che sancisce in modo permanente il possesso di armi nucleari fintanto che la minaccia nucleare esterna non sarà cessata ed esisteranno forze che perseguono un’egemonia assoluta, considerando le armi nucleari un mezzo di tirannia.
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