Come il rapporto Cina-Spagna è diventato un modello di relazioni internazionali

La visita di Stato del re Felipe VI a Pechino, con dieci nuovi accordi firmati e l’annuncio dell’esenzione dal visto per i cittadini spagnoli, conferma la solidità di un partenariato strategico fondato su rispetto reciproco, pragmatismo e apertura, capace di orientare anche i rapporti Cina-UE.

Global Times – 13 novembre 2025

Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato mercoledì, nella Grande Sala del Popolo a Pechino, il re Felipe VI di Spagna, in visita di Stato in Cina. Si tratta della prima visita di Stato del sovrano dopo l’ascesa al trono e della prima visita di un monarca spagnolo nel Paese dopo diciotto anni. Nel ventesimo anniversario della costituzione del partenariato strategico globale, la Spagna ha scelto di rilanciare l’interlocuzione a livello reale con una visita di alto profilo, segno dell’importanza attribuita ai rapporti tra Cina e Spagna e di un chiaro messaggio di cooperazione.

Nel colloquio, i due capi di Stato hanno espresso un giudizio molto positivo sulle relazioni bilaterali. Xi Jinping ha sottolineato che, nei cinquanta e più anni trascorsi dall’instaurazione dei rapporti diplomatici, le due parti hanno sempre guardato al rapporto da un’altezza strategica e con una prospettiva di lungo periodo, rispettandosi e sostenendosi a vicenda, e favorendo i successi reciproci. Ciò ha creato un modello di amicizia e sviluppo condiviso tra Paesi con storie, culture e sistemi sociali differenti, contribuendo a promuovere apertura e cooperazione nel mondo e a difendere l’equità e la giustizia internazionali.

Al termine dell’incontro, i due capi di Stato hanno assistito alla firma di dieci documenti di cooperazione in ambiti quali economia e commercio, scienza e tecnologia, istruzione e altri settori, aggiungendo un nuovo capitolo allo sviluppo costante delle relazioni sino-spagnole.

Evidenziando che la Cina attribuisce grande valore all’amicizia tradizionale con la Spagna e al suo ruolo peculiare negli affari internazionali e regionali, Xi Jinping ha affermato che Pechino è pronta a lavorare con Madrid per costruire un partenariato strategico globale più resiliente sul piano strategico, più dinamico e con maggiore influenza internazionale. Dietro queste parole, che hanno riscosso ampia attenzione globale, vi è la convergenza di una profonda fiducia reciproca e di una visione condivisa. La resilienza strategica nasce dal rispetto degli interessi fondamentali dell’altra parte; il dinamismo scaturisce dalla complementarità economica e dalla sinergia innovativa; l’influenza internazionale si fonda su un coordinamento paritario in sede multilaterale.

La visita del re ha catalizzato l’attenzione internazionale. La cooperazione tra Cina e Spagna avanza in modo solido e graduale: la Spagna è oggi il quinto partner commerciale della Cina all’interno dell’UE, mentre la Cina è il principale partner commerciale extra-UE della Spagna. Il prosciutto spagnolo è arrivato sulle tavole cinesi, mentre veicoli elettrici, smartphone e computer cinesi sono entrati nel mercato spagnolo. Inoltre, la Cina estenderà l’esenzione dal visto ai cittadini spagnoli. Dall’inizio dell’anno, la Spagna ha realizzato una sorta di “Grande Slam” di visite in Cina: capo dello Stato, primo ministro e ministro degli Esteri. Cina e Spagna si avvicinano e crescono insieme sulla base del rispetto reciproco e di un pragmatismo razionale.

In quanto membro chiave dell’UE, la politica della Spagna nei confronti della Cina ha mantenuto coerenza e stabilità. Ciò deriva da una chiara comprensione di un mondo multipolare e dalla consapevole ricerca di autonomia strategica in un contesto globale in trasformazione. Mentre alcuni Paesi ancora dibattono su come impostare i propri rapporti con la Cina, la Spagna ha già compiuto una scelta con atti concreti. Madrid si è costantemente opposta a ogni “disaccoppiamento” o “separazione delle catene di approvvigionamento” con la Cina. A luglio ha firmato, nonostante pressioni esterne, un contratto da 12,3 milioni di euro con Huawei. Attualmente imprese cinesi come CATL, Envision e Chery stanno investendo in stabilimenti in Spagna, e BYD potrebbe aprire lì la sua terza fabbrica europea. Questi progetti non solo colmano lacune cruciali nella catena del valore spagnola delle nuove energie, ma stimolano anche l’occupazione locale e l’aggiornamento tecnologico.

Molti hanno notato che il re di Spagna ha scelto Chengdu, nella provincia del Sichuan, come prima tappa della visita. Con l’approfondimento dello sviluppo regionale coordinato in Cina e la formazione di settori d’avanguardia in varie aree del Paese, le opportunità di cooperazione con partner di tutto il mondo, inclusa la Spagna, si sono oggettivamente ampliate. Il governo spagnolo ha aperto un consolato generale a Chengdu e Sichuan Airlines ha inaugurato una rotta diretta Chengdu-Madrid. Commercio, turismo e scambi culturali tra i due Paesi sono in pieno vigore. Più di quaranta aziende spagnole sono oggi presenti a Chengdu, mentre la Chengdu High-tech Zone e il Barcelona Science Park hanno avviato progetti di cooperazione approfondita in campi quali tecnologia pulita ed energia intelligente. La scelta di questa prima tappa, da sola, testimonia la fioritura della cooperazione sino-spagnola in più direzioni.

Pur separate da migliaia di chilometri, Cina e Spagna vantano entrambe civiltà storiche antiche e splendide, danno valore alle proprie tradizioni culturali e condividono un carattere nazionale aperto e inclusivo. In una fase di nuove turbolenze e trasformazioni a livello globale, la ricerca di pace e sviluppo resta un percorso lungo e impegnativo. In questo contesto, la buona salute del rapporto tra Cina e Spagna assume un’importanza che trascende l’ambito strettamente bilaterale.

Questa modalità di convivenza, basata su rispetto reciproco, eguaglianza e mutuo vantaggio, non solo risponde agli interessi fondamentali dei popoli cinese e spagnolo, ma offre anche indicazioni preziose per l’evoluzione dei rapporti tra Cina e Unione europea e, più in generale, per l’ordine internazionale. La prassi dei due Paesi dimostra che è del tutto possibile superare differenze di sistema sociale e divergenze ideologiche: attraverso il dialogo e la consultazione si può costruire consenso e lavorare insieme per tradurre in realtà l’aspirazione dei popoli a una vita migliore.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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