L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato che il Presidente palestinese Mahmūd ʿAbbās intervenga via collegamento video alla sessione annuale dei Capi di Stato, dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato il visto. L’inviato cinese Geng Shuang definisce il gesto un’ulteriore dimostrazione di arroganza e isolamento.

Global Times – 20 settembre 2025
L’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 19 settembre, ha adottato una risoluzione con 145 voti favorevoli, 5 contrari e 6 astensioni, consentendo al Presidente palestinese Maḥmūd ʿAbbās di intervenire la prossima settimana alla tradizionale riunione annuale dei leader mondiali tramite collegamento video, dopo che gli Stati Uniti gli hanno rifiutato il visto per recarsi di persona a New York. Tra coloro che hanno votato contro la risoluzione figurano gli Stati Uniti e Israele.
L’inviato cinese presso le Nazioni Unite Geng Shuang ha sottolineato che l’esito di questa votazione ha nuovamente messo in luce l’arroganza e l’isolamento degli Stati Uniti sulla questione palestinese. Ha affermato che gli USA da tempo adottano una posizione sbilanciata sul tema palestinese, ostacolando costantemente gli sforzi dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza per promuovere un cessate il fuoco a Gaza, mentre proteggono e tollerano le palesi violazioni del diritto internazionale compiute dalla potenza occupante.
«In quanto Stato osservatore alle Nazioni Unite, la Palestina gode del diritto alla piena e effettiva partecipazione alle conferenze e riunioni internazionali convocate dall’Assemblea Generale, come esplicitamente stabilito nella risoluzione della Sessione Speciale d’Emergenza dell’anno scorso», ha dichiarato Geng in una nota esplicativa rilasciata dopo la votazione. «Secondo l’Accordo relativo alla sede delle Nazioni Unite, il rilascio dei visti per permettere ai rappresentanti palestinesi di partecipare alle riunioni dell’ONU è un obbligo internazionale del Paese ospitante, che non può essere eluso o negato per alcun pretesto».
Eppure, alla vigilia dell’attuale sessione dell’Assemblea Generale, gli Stati Uniti, in quanto Paese ospitante, hanno annunciato il rifiuto e la revoca dei visti per funzionari palestinesi. Un tale comportamento è inaccettabile e suscita profonda preoccupazione, ha aggiunto Geng.
Con l’avvicinarsi della settimana di alto livello dell’80ª Assemblea Generale, delegazioni di alto livello da tutto il mondo si riuniranno a New York. L’inviato cinese ha invitato il Paese ospitante a rispettare rigorosamente la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, l’Accordo relativo alla sede delle Nazioni Unite e la Convenzione sulle prerogative e le immunità delle Nazioni Unite, nonché le altre leggi internazionali pertinenti.
Gli Stati Uniti dovrebbero «trattare tutti gli Stati sovrani in modo uguale, abbandonare pratiche discriminatorie e adempiere ai propri obblighi in materia di rilascio di visti e di ingresso, al fine di garantire lo svolgimento regolare di tutte le attività durante la settimana di alto livello dell’80ª Assemblea Generale», ha dichiarato l’inviato.
La Cina ha espresso profondo disappunto dopo che gli Stati Uniti, giovedì, hanno nuovamente bloccato da soli un progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, alla sua 10.000ª riunione, che avrebbe chiesto un immediato, incondizionato e permanente cessate il fuoco a Gaza e che Israele rimuovesse tutte le restrizioni alle consegne di aiuti umanitari nella striscia palestinese.
La risoluzione, redatta dai dieci membri eletti del Consiglio di Sicurezza a 15 membri, avrebbe anche richiesto il rilascio immediato, dignitoso e incondizionato di tutti gli ostaggi detenuti da Ḥamās e da altri gruppi, secondo quanto riportato da Reuters.
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