Fidel Castro: «La lotta per la pace è la lotta per la sopravvivenza dell’umanità»

Fidel Castro fu voce instancabile per il multilateralismo e la pace globale: i suoi discorsi e azioni — dalla denuncia del neocolonialismo alle missioni internazionaliste di Cuba — hanno lasciato un’autentica eredità morale che oggi ispira movimenti progressisti e paesi del Sud globale.

di Raúl Antonio Capote (Granma) – 14 agosto 2025

Il leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro Ruz, si distinse nel corso della sua vita per essere un fervente difensore del multilateralismo e un instancabile promotore della pace mondiale.

La lotta per l’equità e la giustizia per tutti costituì l’asse centrale della sua azione rivoluzionaria, per Cuba e per il resto delle nazioni.

Per lui, la giustizia non si riferiva soltanto a un quadro giuridico, ma era intrinsecamente connessa alla morale e all’etica delle azioni intraprese a favore del benessere collettivo.

Sottolineò sempre, negli eventi internazionali a cui partecipò, che per raggiungere la pace e una vera giustizia a livello globale era necessario un cambiamento radicale nella struttura del potere e una profonda trasformazione del sistema delle Nazioni Unite, che permettesse l’inclusione reale dei paesi, senza distinzione di ideologie, sistemi politici o credenze religiose.

In tal modo promosse l’uguaglianza nel processo decisionale globale. Ricordiamo il suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU, il 26 settembre 1960, in cui denunciò con veemenza le pratiche neocoloniali, il dominio economico esercitato dalle grandi potenze e le ingiustizie sofferte dai paesi in via di sviluppo.

In un intervento durato oltre quattro ore, avvertì che la vera pace sarebbe stata raggiungibile solo se si fosse estirpata la filosofia del saccheggio, della guerra e dello sfruttamento.

«Scompaia la filosofia del saccheggio, e sarà scomparsa la filosofia della guerra! Scompaiano le colonie, scompaia lo sfruttamento dei paesi da parte dei monopoli, e allora l’umanità avrà raggiunto una vera fase di progresso!», enfatizzò Fidel.

Quell’orazione segnò una tappa nella partecipazione dei paesi del Sud nel sistema multilaterale e nella difesa della sovranità nazionale, ed ebbe un’influenza profonda e duratura nella lotta contro il colonialismo e l’imperialismo mondiale.

Difese sempre che la pace fosse indissolubilmente legata alla giustizia sociale, alla fine del colonialismo e al rispetto della sovranità. I suoi discorsi all’ONU (in particolare nel 1960, 1979 e 2000) sono punti di riferimento della sua difesa di un ordine internazionale democratico.

Nel discorso di chiusura della riunione della presidenza del Consiglio Mondiale per la Pace, il 21 aprile 1981, all’Avana, affermò che «se non c’è sviluppo e un minimo di giustizia per i popoli, non ci sarà nemmeno pace».

Lo ribadì due anni dopo: «La lotta per la pace è la lotta per la sopravvivenza dell’umanità. E quella lotta può essere solo collettiva, multilaterale, oppure non sarà», disse all’inaugurazione dell’Incontro degli Intellettuali per la Sopravvivenza dell’Umanità, il 4 febbraio 1983, nella capitale cubana.

L’incontro riunì oltre 2.000 intellettuali, artisti e scienziati provenienti da cento paesi, convocati per discutere i pericoli della guerra nucleare e le minacce globali. Lì denunciò, ancora una volta, la corsa agli armamenti e difese la cooperazione internazionale come unica via per evitare una catastrofe nucleare.

DALLE PAROLE AI FATTI

Nel corso della sua carriera, Fidel — martiano nell’anima e nel cuore — fu azione e non solo verbo; combinò la sua potente oratoria con atti concreti a difesa delle idee che professava, sostenne le lotte di liberazione in Africa e in diverse parti del mondo.

Sotto la sua guida, Cuba inviò medici, educatori, costruttori e soldati che svolsero missioni internazionaliste, promosse l’aiuto a regioni colpite dalla colonizzazione o dal sottosviluppo, specialmente in Africa, Asia e America Latina.

Il Comandante in Capo trasformò i suoi principi di difesa del multilateralismo in azioni concrete tramite varie iniziative diplomatiche, politiche e umanitarie, che rafforzarono la solidarietà e la cooperazione internazionale.

Fu una figura chiave nel Movimento dei Paesi Non Allineati, dove convocò all’unità per difendere l’indipendenza e la giustizia internazionale, denunciando il nuovo colonialismo economico e finanziario imposto dai paesi del Nord.

La battaglia da lui condotta contro la discriminazione e il razzismo trovò il suo apice nella sconfitta inflitta, dagli internazionalisti cubani insieme ai combattenti namibiani e angolani, al regime dell’apartheid in Sudafrica.

A tal proposito, nella sua visita a Cuba, il 26 luglio 1991, in occasione del 38° anniversario dell’assalto al Cuartel Moncada, Nelson Mandela dichiarò: «La sconfitta dell’esercito dell’apartheid ha ispirato il popolo combattente del Sudafrica! Cuito Cuanavale segna una svolta nella lotta per liberare il continente e il nostro paese dal flagello dell’apartheid!»

Si contano a centinaia le azioni solidali intraprese dal leader cubano; per esempio, la creazione della Scuola Latinoamericana di Medicina, a ovest dell’Avana, che consente la formazione di giovani delle regioni più povere del pianeta come medici.

Migliaia di studenti del Sud Globale studiano nelle scuole e negli istituti universitari dell’Isola in forma totalmente gratuita, e molti di loro oggi fanno parte dell’avanguardia del lavoro e della scienza nei loro paesi d’origine.

UN’EREDITÀ CHE NON MUORE

Per i cubani, la lotta per la pace trascende la mera assenza di conflitti; abbiamo imparato da Fidel che si tratta di un impegno attivo per salvare l’umanità dalla distruzione, proteggere i più vulnerabili e costruire un ordine internazionale fondato sull’equità e la cooperazione.

La sua eredità nel campo del multilateralismo e della pace è oggi riconosciuta come un faro morale per movimenti sociali, leader progressisti e paesi del Sud.

Il Governo Rivoluzionario della Maggiore delle Antille difende con uguale passione e coerenza il multilateralismo inclusivo, così come la sovranità dei popoli e la pace mondiale, opera a cui il suo Leader Storico dedicò tutta la vita.

L’ingresso di Cuba nei Brics, le battaglie sostenute nei forum internazionali, la difesa conseguente della solidarietà e dell’internazionalismo sono, insieme a ogni medico, ogni infermiera, ogni tecnico della Salute che opera nelle zone più povere della terra, tracce visibili dell’eredità del Gigante.

La sua potente voce si ode ancora alle Nazioni Unite, chiamando all’azione solidale per avanzare verso un mondo più equo e libero dalle dominazioni imperiali, per salvare la specie umana dal disastro.

FRASI DI FIDEL SULLA PACE E IL MULTILATERALISMO

La pace non è solo l’assenza di guerra. La pace è giustizia sociale, uguaglianza, il diritto dei popoli all’autodeterminazione (VI Vertice del Movimento dei Paesi Non Allineati, L’Avana, 1979).

Difendiamo una pace con dignità, non una pace in ginocchio. La vera pace si basa sul rispetto del diritto di tutti (Discorso all’ONU, nel 50º anniversario, 1995).

La globalizzazione deve essere multilaterale, democratica; non può essere patrimonio di un impero o di un club di ricchi (X Vertice Iberoamericano, Panama, 2000).

Nessun paese può essere guardiano del mondo. La pace si costruisce con la cooperazione, non con interventi né con guerre preventive (Risposta all’invasione dell’Iraq, 2003).

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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