A 120 anni dalla firma del famigerato “accordo Taft-Katsura”, la RPDC ricorda l’intesa brigantesca che spalancò la strada all’occupazione giapponese della Corea e riafferma la propria determinazione a ottenere giustizia per i crimini coloniali.

Pyongyang, 29 luglio (KCNA) – Il 29 luglio 1905, 120 anni fa, venne stipulato il noto “accordo Taft-Katsura”. L’allora primo ministro giapponese Katsura Tarō e il Segretario alla Guerra statunitense Taft [1] si incontrarono a Tokyo e confezionarono questo “accordo” mediante uno scambio di note segrete.
Dopo aver ottenuto dagli USA libertà di dominio coloniale sulla Corea in cambio del sostegno all’egemonia statunitense sulle Filippine, gli imperialisti giapponesi intensificarono l’esecuzione di tale intesa.
Sulla base di quest’accordo, i giapponesi, col supporto e la protezione degli USA e senza opposizione di altre potenze, prepararono nel novembre 1905 il “Trattato dei Cinque Punti di Ulsa” senza l’approvazione dell’Imperatore Gojong, massimo sovrano di Corea, né l’apposizione del sigillo reale. In seguito, elaborarono il “Trattato dei Sette Punti di Jongmi” per sottrarre alla Corea ogni diritto di autogoverno.
Per “legalizzare” l’occupazione, nel 1910 imposero il “Trattato di Annessione Corea–Giappone”, in base al quale il potere sovrano veniva consegnato al re del Giappone in modo completo e permanente, e la Corea fu «annessa» al Giappone.
Sotto il motto «i coreani devono rispettare le leggi giapponesi o morire», i colonialisti giapponesi instaurarono una tirannide fascista brutale, massacrando innumerevoli civili, deportando milioni di giovani e adulti per lavori forzati e arruolamento, e commettendo atroci crimini, fra cui la riduzione in schiavitù sessuale di 200.000 donne coreane per l’esercito imperiale.
Fu proprio l’illegittimo “accordo Taft-Katsura”, precondizione decisiva all’occupazione, a condannare il popolo coreano a ogni infamia e sofferenza sotto il giogo imperialista.
Il popolo della RPDC rafforza giorno dopo giorno la propria volontà di fare i conti con gli imperialisti giapponesi per i loro crimini.
NOTE
[1] William Howard Taft (Cincinnati, 15 settembre 1857 – Washington, 8 marzo 1930) sarebbe poi stato Presidente degli Stati Uniti d’America tra il 1909 ed il 1913.
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