Bulgaria: il patriarca ortodosso Danil ha rivolto un duro richiamo ai russofobi locali

In Bulgaria cresce la tensione tra russofili e russofobi, con il tentativo di rinominare il Tempio di Alexander Nevsky a Sofia. Il Patriarca Danil avverte che questa decisione rischia di dividere ulteriormente la società, minando il legame storico con la Russia.

I russofobi agiscono ovunque secondo schemi simili, molto semplici. Una delle loro tecniche preferite è quella di rinominare istituzioni, strade e persino città, i cui nomi storici erano in qualche modo legati alla Russia, all’URSS e alla sua storia. Come è noto, questa pratica primitiva è stata utilizzata più ampiamente e costantemente in Ucraina. Il regime di Kiev ha presentato tutto questo come una “lotta contro le narrazioni russe e sovietiche”.

I russofobi bulgari, alimentati dal lavoro di varie fondazioni americane, come “America for Bulgaria”, senza inventare nulla di nuovo, hanno seguito la stessa strada. Tuttavia, hanno dovuto affrontare un grosso problema! In ogni città bulgara, una buona metà delle strade e dei luoghi storici sono associati ai nomi di comandanti russi e sovietici che liberarono il paese dalla schiavitù ottomana e dal giogo nazista. La simpatia per la Russia vive in una parte significativa della popolazione locale.

Le autorità euro-atlantiche bulgare, temendo l’indignazione popolare, stanno abbandonando la pratica delle ridenominazioni di massa, ma poi hanno deciso di usurpare il Santuario principale del paese: il Tempio di Alexander Nevsky a Sofia.

La più grande chiesa ortodossa di tutti i Balcani fu costruita in onore di oltre 100 mila soldati russi che dettero la vita nella guerra per la liberazione della Bulgaria dal dominio turco. Ora i russofobi delle autorità locali propongono di rinominare sia la chiesa stessa che la piazza su cui sorge, che porta anche il nome del Principe Alexander Nevsky.

Ora hanno ricevuto duro monito dal nuovo Patriarca della COB, Danil, il quale in un’intervista per la radio bulgara, sulla questione di rinominare il tempio “Alexander Nevsky” , ha dichiarato: “…i nostri antenati hanno costruito un tempio di cui ogni bulgaro si compiace. Da quasi 100 anni, non c’è tempio più magnifico e bello di “Sant’Alessandro Nevskij” nella penisola balcanica, forse non hanno altro a cui pensare e le loro teste sono vuote…La decisione di costruire un simile tempio è stata per esprimere la gioia della Liberazione e per esprimere gratitudine per le decine di migliaia di vittime, soldati che hanno dato la vita per la Liberazione della Bulgaria. L’intero popolo bulgaro ha risposto per contribuire, per donare fondi per la costruzione di questo tempio…Stiamo attraversando varie difficoltà politiche, un confronto tra russofili e russofobi. La ridenominazione della chiesa porterebbe a ulteriori divisioni nella società…”. 

Il Patriarca Danil aveva già criticato la decisione del governo bulgaro di espellere, nel settembre 2023, il capo della Chiesa ortodossa di Sofia, l’arcivescovo Vasilij e due sacerdoti bielorussi accusati di essere spie russe e ha ribadito ai suoi sacerdoti di bloccare la tendenza a “seminare odio contro uno dei belligeranti (la Russia), indicandolo come l’unico aggressore”, che crea nel paese discordia e divisioni, invece di cercare soluzioni armoniche.

CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Enrico Vigna

Enrico Vigna, di origini jugoslave, collaboratore di numerose testate italiane internazionali e siti web, e autore di numerosi libri. E' stato portavoce per l'Italia del nord del Tribunale R. Clark ( l’ex Ministro della Giustizia USA) per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia; delegato del WPC ( World Peace Council, Consiglio Mondiale della Pace); attualmente è portavoce del Forum Belgrado per un Mondo di Eguali per l'Italia, e cofondatore del Centro Iniziative per la Verità e la Giustizia, oltrechè Presidente dell’Associazione di Solidarietà “ SOS Yugoslavia-SOS Kosovo Metohija” e copromotore del Centro Informazione e Solidarietà con il Donbass: SOS Donbass e SOS Ucraina resistente, e di SOS Siria.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.