Giù le mani dalla Groenlandia! – Comunicato del Partito Comunista di Danimarca

Il Partito Comunista di Danimarca (Danmarks Kommunistiske Parti, DKP) denuncia sia il colonialismo danese che l’imperialismo statunitense nell’ambito della crescente competizione geopolitica per il controllo della Groenlandia. Il DKP denuncia l’ingerenza delle potenze straniere e rivendica il diritto dei groenlandesi all’autodeterminazione.

La dipendenza della Groenlandia dalla Danimarca è il risultato di un’assoggettazione coloniale, non di una scelta volontaria. Se la Groenlandia desidera rompere questa dipendenza, la decisione spetta ai groenlandesi; ma la Danimarca non può sottrarsi alle proprie responsabilità.

L’Artico, e quindi anche la Groenlandia, ha un’enorme importanza geostrategica, tra le altre cose per la sua posizione vicina a Russia e Cina. Con lo scioglimento dei ghiacci nell’Artico, il tanto ambito corridoio settentrionale si avvicina sempre più alla realtà. Le rotte commerciali sono destinate a cambiare e, di conseguenza, cresce l’interesse per la Groenlandia e le sue risorse. Questo interesse aumenta in parallelo all’inasprimento della competizione tra i monopoli per i mercati globali.

È semplicistico spiegare la recente escalation della situazione in Groenlandia con il solo argomento che Donald Trump non sia affidabile. La questione è il risultato di enormi interessi economici, non delle eccentricità di un singolo individuo.

Per questo è ipocrita assistere alla danza diplomatica del governo danese con gli Stati Uniti, dal momento che la Danimarca stessa è parte del problema per la Groenlandia. In quanto potenza coloniale oppressiva e alleato acritico degli USA, lo Stato danese è parte dell’alleanza imperialista ancorata alla NATO e agli Stati Uniti. La Danimarca ha da tempo aperto la strada alla presenza militare statunitense in Groenlandia e sta ora facendo lo stesso nel proprio territorio.

Di conseguenza, la Danimarca contribuisce all’aumento dell’insicurezza nel mondo. Le vittime di tutto questo sono i groenlandesi, ridotti a una semplice pedina nel gioco dell’imperialismo. I groenlandesi dovrebbero, se lo desiderano, essere padroni di sé stessi.

La competizione tra i monopoli per mercati, materie prime e rotte di trasporto porta inevitabilmente alla ridefinizione territoriale del mondo, a guerre imperialiste e a cambiamenti dei confini.

La competizione imperialista mira al dominio e all’imposizione del potere sulle nazioni e i popoli più deboli. Il suo obiettivo è il profitto per pochi, ma anche l’indebolimento dei propri avversari. Per questo è spietata e cinica.

Il DKP ritiene che siano i popoli a dover tracciare la strada per superare la politica borghese e anti-popolare in tutte le sue forme, il potere del capitale e quindi il sistema di sfruttamento e guerra.

Il governo danese deve rendersi conto che i suoi alleati più stretti non agiscono per bontà d’animo, ma per tutelare i propri interessi economici. Esattamente come avviene con la presa della Danimarca sulla Groenlandia. Dobbiamo quindi rispettare il diritto dei groenlandesi a decidere il proprio destino e opporci a qualsiasi forma di intensificazione dell’insicurezza nel mondo.

Il DKP dice STOP all’ingerenza di potenze straniere negli affari della Groenlandia.

Giù le mani dalla Groenlandia!

14 gennaio 2025

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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