Meloni, la presa in giro continua: “Primi in Europa per obiettivi e importi”

La questione dei fondi del PNRR in Italia evidenzia un divario tra le dichiarazioni ufficiali e la realtà dei fatti. Nonostante l’Italia sia “prima in Europa” per importi richiesti, persistono difficoltà significative nell’utilizzo efficace dei fondi a causa di complessità amministrative e infiltrazioni criminali nei processi di appalto.

di Emiliano Gentili e Federico Giusti

Così titolavano i principali mezzi d’informazione qualche giorno fa. Secondo Meloni, infatti, l’Italia «è stata la prima a richiedere il pagamento della V rata» del PNRR, nonché la prima «ad aver richiesto il pagamento della VI»1.

Peccato che siamo “primi in Europa” per importi da tempo e, soprattutto, de facto, dal momento che nel 2021 sono stati stabiliti per l’Italia finanziamenti maggiori rispetto a quelli per gli altri Paesi comunitari. Questo spiega perché il nostro Paese ha ricevuto il 58,4% dei fondi, mentre ad esempio la Francia, pur essendo soltanto alla III rata, il 76,6%2.

Tra l’altro la quinta rata italiana ha perso fondi dopo la revisione del PNRR dell’autunno 2023, passando dai 18 miliardi agli 11,1 (così come la sesta, che va dagli 11 agli 8,5) e prevedendo, così, obiettivi ridotti, e successivamente la Commissione Europea ha accolto la modifica del quadro «in materia di appalti pubblici e concessioni» (qualcuno sa perché)3. In più, per ottenere l’approvazione della quarta rata il Governo aveva richiesto la modifica di alcuni traguardi e obiettivi4.

Il motivo per cui ad oggi è già stata richiesta la VI rata, infine, è che l’Italia probabilmente presenta in assoluto le tempistiche più larghe per l’approvazione delle rate, in quanto i controlli che gli organismi comunitari devono effettuare sono più approfonditi per la presenza di maggiori irregolarità, per lo scarso monitoraggio e per via di una situazione non uniforme su tutto il territorio nazionale5.

In un precedente articolo6 avevamo analizzato le difficoltà italiane nell’utilizzare i fondi Pnrr, attribuendo i ritardi innanzitutto a difficoltà della PA (pesantemente sottorganico) e alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione di appalti e subappalti.

Le varie disposizioni realizzate dai Governi precedenti, che aumentavano progressivamente il limite di importo del finanziamento entro cui non sono necessari controlli sulle procedure d’appalto, nonché la trovata del Governo attuale di garantire «ad amministratori e dirigenti pubblici uno scudo quasi totale, che eviterebbe loro ogni accusa e contestazione di colpa grave per danno erariale»7, potranno relativamente accelerare l’assegnazione degli appalti e la conseguente erogazione dei fondi Pnrr ma, di certo, non sono adatte a garantire un corretto utilizzo dei fondi e a tutelarsi dalle infiltrazioni criminali, che anzi da questa situazione potrebbero trarre ulteriore giovamento.

Si tratta di un malfunzionamento del nostro sistema economico o di una sua caratteristica intrinseca? Per Bruxelles sembrerebbe essere la seconda opzione: criticando la precedente normativa italiana per i limiti imposti al subappalto a cascata, la Commissione ha direttamente contribuito a ispirare il nuovo Codice dei contratti pubblici8.

NOTE

1 G. Meloni, Intervista riportata su «Ansa» del 5 Agosto 2024, https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/08/05/meloni-italia-prima-in-ue-per-obiettivi-e-importi-pnrr_2d861c75-3a43-4445-b943-447e0f754216.html

2 https://www.europarl.europa.eu/thinktank/infographics/RRF/recovery-resilience-facility/?lang=it#intro

3 Commissione Europea, Comunicato stampa del 2 Luglio 2024, https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/la-commissione-approva-la-valutazione-preliminare-della-quinta-richiesta-di-pagamento-dellitalia-2024-07-02_it

4 Consiglio dell’Unione europea, Comunicato stampa del 19 Settembre 2023, https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/09/19/recovery-fund-council-greenlights-italy-s-targeted-amendment-of-its-national-plan/

5 Cfr. L. Rizzo, R. Secomandi, A. Zanardi, Spagna batte Italia «a Pnrr», «lavoce.info», 03 Ottobre 2023.

6 E. Gentili, F. Giusti, S. Macera, Attraversando il Pnrr. Parte I (II), «Machina», 28 Febbraio 2024, https://www.machina-deriveapprodi.com/post/attraversando-il-pnrr-ii

7 Ibidem.

8 Cfr. D. Lgs. 36/2023, art. 119.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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