Vincitrice della cintura WBO dei pesi minimosca femminili, Nguyễn Thị Thu Nhi ha ottenuto un risultato mai conquistato prima dalla boxe vietnamita.

Già in occasione dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 avevamo segnalato come stesse aumentando l’interesse per il pugilato in Vietnam. Nell’edizione giapponese, infatti, il Paese del sud-est asiatico è tornato a partecipare al torneo a cinque cerchi della nobile arte dopo 33 anni grazie alla qualificazione di Nguyễn Văn Đương nei pesi piuma maschili e di Nguyễn Thị Tâm nella categoria dei pesi mosca femminili, con il primo che è riuscito ad ottenere anche una vittoria ai danni di Tayfur Aliyev, rappresentante dell’Azerbaigian.
Oltre alla boxe dilettantistica, anche quella professionistica sta ottenendo sempre più riscontri da parte del pubblico vietnamita, soprattutto grazie ad alcuni buoni risultati ottenuti di recente dagli atleti locali. Questo ha permesso a ben tre pugili vietnamiti di partecipare alla kermesse internazionale che si è tenuta sabato 23 ottobre al Wadong Gymnasium di Ansan, in Corea del Sud, organizzata dal promoter Kim Sang-bum.
Il match clou del programma metteva in palio il titolo mondiale WBO dei pesi minimosca femminili, con la sfida tra la campionessa mondiale in carica, la giapponese Etsuko Tada, e la sfidante vietnamita Nguyễn Thị Thu Nhi. Tada vantava 19 vittorie, tre sconfitte e tre pareggi, ed aveva conquistato il titolo una prima volta nel 2018 strappandolo alla connazionale Kayoko Ebata, e successivamente nel 2020 ai danni di un’altra nipponica, Ayaka Miyao. Inoltre, aveva già vinto la cintura IBF della stessa categoria nel 2015. Il suo palmarès e la sua esperienza, dall’alto dei suoi quarant’anni, dunque, facevano di lei la netta favorita.
All’angolo opposto, la venticinquenne Nguyễn Thị Thu Nhi si presentava con un bagaglio d’esperienza molto meno importante, ma la consapevolezza di poter diventare la prima vietnamita di sempre a vincere un titolo mondiale, considerando tutte le categorie maschili e femminili sia dilettantistiche che pro. In carriera, Nhi aveva disputato solo quattro incontri, ma si presentava da imbattuta. L’atleta nativa della provincia di An Giang si era guadagnata il diritto a sfidare la campionessa del mondo grazie alla vittoria ottenuta l’anno scorso contro la thailandese Kanyarat Yoohanngoh per la cintura WBO Asia Pacific di categoria.
Le due atlete hanno iniziato l’incontro in modo prudente, dando vita ad una lunga fase di studio per due riprese sulle dieci in programma. Nel terzo round, Nhi ha iniziato a utilizzare in modo efficace il gancio, la sua arma prediletta, mettendo in difficoltà l’avversaria nipponica. Dopo una serie di riprese a vantaggio della vietnamita, la giapponese Tada ha iniziato a reagire, e nel corso del nono round è riuscita a ferire l’arcata sopraccigliare la sfidante. Nhi è apparsa in difficoltà anche nella decima ripresa, ma il vantaggio accumulato nei precedenti round le ha permesso di vincere ai punti per decisione unanime dei giudici.
“Dedico questa vittoria in particolare alla mia famiglia, ai tifosi vietnamiti che mi hanno seguito e sostenuto finora“, ha detto la neocampionessa iridata dopo l’incontro. “Ho portato l’entusiasmo del popolo vietnamita nei dieci round contro l’avversaria giapponese“. Nhi ha anche ricordato che questa vittoria è arrivata dopo due lunghi mesi di duri allenamenti tra le montagne dell’Uzbekistan, dopo che l’incontro, inizialmente previsto in Vietnam, era stato rinviato a causa della pandemia di Covid-19.
Nhi, che pratica la boxe dall’età di 14 anni, ha in questo modo regalato una pagina storica a tutto lo sport vietnamita. Originaria, come detto, della provincia di An Giang, Nhi si è trasferita da piccola ad Hồ Chí Minh City, dove è stata cresciuta dalla nonna. Oltre a dedicarsi all’attività sportiva, ha lavorato come commessa e come venditrice di biglietti della lotteria per sostenere economicamente la sua famiglia. Dopo aver tentato l’approccio con le armi marziali vietnamite, ha scoperto la boxe grazie ai consigli del suo allenatore, conquistando tre titoli nazionali nel 2015, nel 2017 e nel 2018. Questi risultati hanno impressionato il promoter sudcoreano Kim Sang-bum, che ha deciso di metterla sotto contratto. Evidentemente questi ci aveva visto lungo, visto che oggi Nhi è detentrice sia della cintura WBO Asia Pacific che del titolo mondiale.
Proprio Kim, che ha lavorato per ventuno anni in Vietnam, ha preso a proprio carico lo sviluppo della boxe professionistica vietnamita, inserendo nel proprio team, denominato Cocky Buffalo, diversi atleti del Paese dell’Asia sud-orientale. “Aiuterò il Vietnam a diventare una potenza della boxe“, ha promesso, aggiungendo che “il Vietnam è un Paese con molti atleti di talento“. “Attraverso la boxe voglio aiutare i giovani vietnamiti in generale e i miei atleti in particolare a creare uno stile di vita sano e ad evitare di cadere nel male. Garantisco che il Vietnam avrà pugili inestimabili. I pugili vietnamiti hanno talento, sono intelligenti, agili e laboriosi. Sono come gemme grezze da scoprire“. Kim Sang-bum, che organizza anche tornei di kick-boxing e di MMA, è subito diventato un punto di riferimento per gli appassionati vietnamiti, che lo paragonano a Park Hang-seo, il commissario tecnico della nazionale di calcio, anche lui sudcoreano, che negli ultimi anni ha ottenuto risultati storici.
Nelle altre due sfide che hanno visto protagonisti i pugili vietnamiti, Sẳm Minh Phát è stato sconfitto per KO tecnico alla settima ripresa dal filippino ArAr Andales nell’incontro che metteva in palio il titolo vacante WBO Oriental dei pesi minimosca maschili, mentre Đinh Hồng Quân ha battuto per KO al secondo round il sudcoreano Kim Dong-hee, in un match della categoria dei superleggeri.
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