In occasione del recente vertice del G20, il primo ministro vietnamita Nguyễn Xuân Phúc ha proposto nuove forme di cooperazione internazionale, compreso un piano per la condivisione del vaccino contro il Covid-19.

Tra il 20 ed il 22 novembre, il primo ministro vietnamita Nguyễn Xuân Phúc ha preso parte a due importanti vertici internazionali online, quello del Forum di Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), che include ventuno membri tra i quali gli Stati Uniti e la Cina, e quello del G20, nel quale sono riuniti i Paesi che rappresentano il 90% dell’economia globale.
Intervenendo al vertice del G20 nella giornata di sabato 21 novembre, il premier Phúc ha chiesto ai delegati delle principali economie mondiali di raggiungere un accordo condioviso per la produzione e la distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 su scala globale. Nello specifico, il capo del governo vietnamita ha proposto nuove forme di trasferimento tecnologico con protezione della proprietà intellettuale, e soprattutto ha posto l’accento sulla necessità di garantire un accesso equo e prezzi adeguati per i vaccini e i farmaci contro il Covid-19.
Nguyễn Xuân Phúc ha aggiunto che tutta la comunità internazionale dovrà impegnarsi al fondo per rilanciare l’economia globale, invitando i Paesi a cooperare sotto nuove forme nelle politiche globali all’insegna del multilateralismo. Il premier ha portato come esempio il sistema di cooperazione messo in piedi dal Vietnam in seno all’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico. Nel corso della presidenza vietnamita dell’associzione, sono state implementate misure comuni per la prevenzione del Covid-19 e per avviare la ripresa economica.
Il capo dell’esecutivo vietnamita ha poi tenuto un secondo intervento domenica 22 novembre, esortando ancora una volta i Paesi del G20 a creare una nuova base per lo sviluppo per superare le sfide globali e colmare i divari di sviluppo. “Le economie del G20 e le istituzioni globali come le Nazioni Unite, la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio dovrebbero creare tali basi passando alle economie digitali e circolari e concentrandosi sulla crescita verde, dove la crescita economica è alimentata dalle risorse naturali ottenute in modo sostenibile”, ha affermato il premier.
“La pandemia da Covid-19 ha ricacciato indietro lo sviluppo del mondo di decenni, e costretto decine di milioni di persone nella povertà”, ha detto. “Le sfide globali come malattie, disastri naturali, disuguaglianze e inquinamento ambientale non potrebbero essere superate da nessun singolo Paese. Per superare tali sfide, le nazioni devono cooperare, creare fiducia e condividere le responsabilità per andare verso uno sviluppo sostenibile nel quale nessun Paese o persona sarà lasciato indietro”.
Il primo ministro vietnamita ha posto l’accento anche sulla questione ambientale, che rappresenta la vera sfida del nostro secolo: “È necessaria una cooperazione rafforzata nella risposta ai cambiamenti climatici e nella riduzione dell’inquinamento, in particolare per la sostenibilità del suolo, la protezione delle barriere coralline, la riduzione dei rifiuti di plastica e la gestione delle fonti d’acqua”. Nguyễn Xuân Phúc ha sottolineato che il Vietnam si impegna a rispettare gli accordi presi a Parigi di ridurre le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 del 9%, cifra che potrà raggiungere il 27% con gli aiuti internazionali per la riconversione energetica.
Infine, Phúc ha sottolineato la necessità di promuovere un modello di relazioni internazionali imperniato sul multilateralismo, e non sull’egemonia di poche grandi potenze: “Pace, stabilità e cooperazione per lo sviluppo reciproco sono I prerequisiti per lo sviluppo sostenibile e potranno essere raggiunti solo quando le relazioni internazionali saranno mantenute attraverso un sistema multilaterale basato su regole, in base al quale i Paesi si rispettano, comunicano, cooperano e si fidano gli uni degli altri”.
Nel frattempo, il Vietnam ha anche offerto un esempio sul campo, continuando a promuovere la cooperazione tra i Paesi asiatici per combattere la pandemia da Covid-19. Lương Ngọc Khuê, uno degli esperti del Ministero della Sanità di Hà Nội è recentemente intervenuto ad un forum internazionale tenutosi all’Università di Singapore. Il numero due della task force anti Covid-19 ha affermato che “il successo iniziale del Vietnam nella prevenzione, nel trattamento e nel controllo della malattia si deve agli sforzi precoci e aggressivi del sistema politico e dell’intera società“.
All’evento, al quale hanno partecipato funzionari provenienti da Bangladesh, India, Indonesia, Filippine, Singapore, Taiwan e Thailandia, Khuê ha spiegato e condiviso nei dettagli le misure adottate dal governo vietnamita per combattere l’epidemia, e che ha permesso al Paese di superare gli ottanta giorni consecutivi senza la registrazione di casi locali di Covid-19. Il funzionario del Ministero della Sanità ha affermato che il Vietnam continuerà a concentrarsi sia sul contenimento della pandemia che sull’economia, privilegiando lo sviluppo di una rete di telemedicina per migliorare la qualità dei servizi medici e utilizzare la tecnologia dell’informazione nella prevenzione, nel controllo e nel trattamento delle malattie.
Grazie ai risultati ottenuti nella lotta contro il Covid-19, il Vietnam è anche stato scelto come unico rappresentante asiatico al World Economic Forum all’interno della Partnership for Global Health System Sustainability and Resilience (PHSSR), recentemente creata dal WEF con la partecipazione della London School of Economics e dell’azienda biofarmaceutica AstraZeneca. Questa partnership mira ad aiutare i sistemi sanitari a prevedere, prevenire e adattarsi alle sfide sanitarie globali avviando sforzi congiunti multisettoriali. Il Vietnam avrà l’onore di essere l’unico partecipante extraeuropeo in questa prima fase della partnership, che include anche Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Russia e Spagna.
Il team vietnamita sarà guidato dal dottor Trần Thị Mai Oanh ed è stato scelto per le sue “esperienze e competenze uniche del sistema sanitario, inclusa la sua efficace risposta al Covid-19“, come si legge nel comunicato rilasciato dall’ambasciata britannica ad Hà Nội. “Il Vietnam condurrà due casi di studio riguardanti il sistema medico del Paese, concentrandosi sulla qualità della gestione ospedaliera durante l’epidemia da Covid-19 e sulla fornitura di assistenza sanitaria a livello di base”, ha affermato Oanh. “Gli studi aiuteranno a mettere in luce le lezioni e l’esperienza del Vietnam e a condividerle con altri Paesi. Aiuteranno anche a identificare le lacune in cui potrebbero esserci margini di miglioramento. Sulla base dei risultati degli studi, potrebbero essere formulate raccomandazioni politiche”, ha aggiunto.
Articolo pubblicato su www.lacittafutura.it
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