Dopo le dimissioni di Annegret Kramp-Karrenbauer, in Germania si è aperta la corsa per trovare il successore di Angela Merkel alla guida dell’Unione Cristiano-Democratica, il partito più grande del Paese.

Mentre la Turingia si appresta a votare un nuovo ministro-presidente in seguito alle dimissioni del neoeletto Thomas Kemmerich, la crisi politica causata dalle elezioni del Land dell’ex Germania Est si stanno facendo sentire anche a livello federale, soprattuttto all’interno del partito della cancelliera Angela Merkel, l’Unione Cristiano-Democratica di Germania (Christlich Demokratische Union Deutschlands, CDU). In seguito all’elezione di Kemmerich con il sostegno dell’estrema destra di Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, AfD), lo scorso 10 febbraio ha infatti rassegnato le proprie dimissioni Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della CDU ed erede designata di Merkel alla carica di capo del governo tedesco.
Kramp-Karrenbauer ha vissuto come un fallimento della propria linea il voto congiunto di CDU e AfD in favore di Kemmerich in Turingia, ed ha così rinunciato alla guida del partito ed alla propria candidatura in vista delle prossime elezioni politiche, previste per il 2021, ma ha mantenuto la propria posizione di ministro della difesa all’interno del governo Merkel IV. Le faccende della Turingia hanno portato anche ad un voto di fiducia all’interno del partito di Kemmerich, il Partito Liberale Democratico (Freie Demokratische Partei, FDP), dove tuttavia il leader nazionale Christian Lindner ha ottenuto la conferma.
Alle elezioni in Turingia, hanno fatto seguito quelle della città-stato di Amburgo, dove la CDU ha accusato il colpo della propria crisi interna, scendendo al minimo storico dell’11.2%, e piazzandosi solamente al terzo posto.
La lotta per la leadership della CDU si è dunque riaperta appena quattordici mesi dopo l’incoronazione di AKK, come viene spesso chiamata Annegret Kramp-Karrenbauer. Il 25 febbraio, due candidati si sono presentati formalmente a Berlino: Friderich Merz, già battuto da AKK nella votazione dello scorso anno, e Armin Laschet, il ministro presidente del Land della Nord Reno-Westfalia, il più grande stato federato della Germania. In precedenza, aveva già avanzato la propria candidatura Norbert Röttgen, già ministro dell’ambiente nel secondo governo Merkel.
Merz, il più critico nei confronti della leadership di Angela Merkel, è considerato come il candidato dell’ala conservatrice del partito: secondo la sua posizione, politiche più marcatamente di destra potrebbero riportare verso la CDU parte dell’elettorato che si è recentemente rivolto agli estremisti di AfD. Laschet è invece il candidato più vicino all’attuale cancelliera, sostenuto dalla corrente “modernista” del partito e dal ministro della sanità, Jens Spahn, che ha rinunciato alla propria candidatura per spalleggiare Laschet. Röttgen, infine, è un candidato molto apprezzato fuori dai confini tedeschi per il suo attivismo in politica estera, ma sembra godere di poco sostegno tra le fila del partito. Resta poi da capire se a questi nomi si annuncerà la candidatura di Markus Söder, attuale ministro presidente della Baviera.
In attesa delle elezioni interne alla CDU, che dovrebbero avere luogo il 25 aprile, la crisi politica interna potrebbe rimandare l’appuntamento con il ritiro dalla vita politica da parte di Angela Merkel. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, Merkel avrebbe potuto rassegnare le proprie dimissioni già quest’anno, senza attendere le elezioni del 2021, per lasciare la carica ad Annegret Kramp-Karrenbauer. Vista la situazione attuale, questa soluzione appare impraticabile, anche perché la Germania ha bisogno di stabilità proprio quando si appresta ad assumere la presidenza dell’Unione Europea, nel secondo semestre del 2020.
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