San Marino: il PDCS studia la formazione del governo

Prima forza in occasione delle elezioni politiche dell’8 dicembre, il Partito Democratico Cristiano Sammarinese (PDCS) sta sondando il campo tra gli altri partiti per formare il nuovo governo della piccola repubblica.

Lo scorso 8 novembre si sono tenute le elezioni politiche della Repubblica di San Marino, che hanno rinnovato la composizione dei sessanta seggi del parlamento, dando vita alla XXX legislatura. L’affluenza alle urne ha fatto registrare un calo di quasi quattro punti percentuali rispetto alla tornata del 2016.

Le elezioni di quest’anno sono state anche le prime organizzate dopo il referendum dello scorso giugno, che ha apportato delle significative modifiche alla legge elettorale. I provvedimenti presi in seguito al referendum prevedono in particolare l’introduzione della possibilità di formare nuove coalizioni di governo in seguito al primo turno di votazione, qualora nessuna coalizione abbia raggiunto la maggioranza assoluta dei voti, al fine di evitare il secondo turno di ballottaggio.

Tale eventualità si è puntualmente verificata al termine dello spoglio. Il partito con più consensi è risultato essere il Partito Democratico Cristiano Sammarinese (PDCS), che tuttavia non ha raggiunto la maggioranza assoluta, fermandosi al 33.35% delle preferenze ed eleggendo ventuno deputati sui sessanta scranni disponibili. Non inserito in nessuna coalizione, il PDCS dovrà ora sondare il campo per trovare delle forze disponibili a formare il nuovo esecutivo.

Il partito guidato da Gian Carlo Venturini (in foto) dovrebbe aver già incassato il sostegno della coalizione Domani in Movimento, composta dai socialdemocratici del Movimento Civico R.E.T.E. e da Domani Motus Liberi. In totale, i due partiti hanno eletto quindici deputati, dunque permetterebbero al prossimo governo di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. I democristiani vorrebbero però rafforzare l’esecutivo venturo permettendo l’ingresso nel governo anche di un’altra lista, da scegliere tra Libera San Marino, che dispone di dieci seggi, e Noi per la Repubblica, che con i suoi otto seggi rappresenta la maggioranza dei partiti di centro-sinistra. Ad ogni modo, il PDCS ha escluso la possibilità di un governo delle larghe intese a 54 seggi, dunque almeno una delle due liste citate dovrà restare esclusa dalla squadra di governo. Completa il quadro dei partiti presenti nel parlamento sammarinese Repubblica Futura, con sei eletti.

Secondo la stampa sammarinese, il nuovo governo a guida democristiana dovrebbe formarsi nei primi giorni del 2020. Nel 2016, invece, le elezioni erano state vinte da una coalizione di centro-sinistra composta da tre liste: Sinistra Socialista Democratica, Repubblica Futura e Movimento Civico10.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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