Il Vietnam guidato da una donna per quattro settimane

HỒ CHÍ MINH CITY – Il 21 settembre, il Vietnam è stato scosso dalla notizia della morte del presidente della Repubblica, Trần Đại Quang. Sessantunenne, Trần Đại Quang era stato eletto dal XII Congresso del Partito Comunista del Vietnam (Đảng Cộng sản Việt Nam) nel gennaio del 2016 e confermato nell’aprile dello stesso anno dal voto dell’Assemblea Nazionale della Repubblica Socialista del Vietnam (Quốc hội nước Cộng hoà xã hội chủ nghĩa Việt Nam).

Il 2 aprile 2016, Trần Đại Quang entrava dunque ufficialmente in carica per succedere a Trương Tấn Sang, mentre, cinque giorni dopo, Nguyễn Xuân Phúc assumeva la carica di primo ministro. Malato, il capo di Stato aveva iniziato a ridurre le proprie uscite pubbliche già nel 2017, sparendo dalla scena per alcuni mesi. Ricoverato presso l’ospedale militare della capitale Hà Nội, Trần Đại Quang muore il 21 settembre a causa di alcune complicazioni sopraggiunte. Alla sua morte, i media hanno rivelato che, nel corso della malattia, si sarebbe recato per ben sei volte in Giappone, invano.

Nel momento stesso della morte del presidente, la costituzione vietnamita prevede che sia il vicepresidente a subentrargli. È stato così che, per ventotto giorni, il Vietnam si è trovato per la prima volta nella storia sotto la presidenza di una donna, Đặng Thị Ngọc Thịnh. La prassi degli ultimi anni, infatti, prevede che sia una donna a ricoprire la carica di vicepresidente, nel caso in cui il presidente sia un uomo, e viceversa. La cinquantottenne è inoltre divenuta la prima donna ad essere presidente di un Paese comunista dopo Soong Ching-ling, che tra il 1976 ed il 1978 aveva guidato la Repubblica Popolare Cinese, condividendo la carica con Dong Biwu.

Il 3 ottobre, il Comitato Centrale del Partito Comunista ha però comunicato la scelta all’unanimità di Nguyễn Phú Trọng come nuovo capo di Stato, decisione che è entrata in vigore il 23 ottobre con il voto dell’Assemblea Nazionale. Il settantaquattrenne ricopre già l’incarico di segretario generale del Partito Comunista, e diventerà dunque il terzo uomo a ricoprire in contemporanea le due cariche dopo il leader storico Hồ Chí Minh e Trường Chinh. Con ogni probabilità, Đặng Thị Ngọc Thịnh tornerà invece a ricoprire la carica di vicepresidente.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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