Olimpiadi Pechino 2022: la Cina è il centro del mondo, Giochi su neve artificiale

Con una vittoria per quarantaquattro voti a quaranta ai danni della kazaka Almaty, Pechino si è garantita l’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali del 2022. La capitale cinese, dopo il grande successo dell’edizione estiva del 2008, diventerà dunque la prima città ad organizzare entrambe le versioni della competizione a cinque cerchi.

La vittoria di Pechino dimostra ancora una volta il ruolo centrale che la Cina ricopre nel mondo di oggi, per le sue capacità organizzative, per le sue possibilità economiche e soprattutto per il suo enorme peso politico, capace di superare anche quello di un Paese fortemente emergente come il Kazakistan. Il verdetto è stato favorevole a Pechino nonostante la presentazione finale di Almaty sia stata la più apprezzata dagli addetti ai lavori. Il comitato organizzatore kazako ha puntato fortemente sulle proprie piste di neve naturale, ma la tecnologia cinese ha superato anche questa problematica: neve artificiale ed infrastrutture modernissime per permettere i collegamenti tra la capitale e le piste, distanti poco più di un’ora di treno nonostante gli oltre duecento chilometri in linea d’aria. “Una scelta che va sul sicuro grazie all’esperienza di Pechino”, ha dichiarato il presidente del CIO, il tedesco Thomas Bach, “sappiamo che la Cina rispetterà i suoi impegni”.

La Cina rappresenta anche un nuovo grandissimo mercato per gli sport invernali, con un totale stimato di circa trecento milioni di praticanti ed un potenziale ancora più elevato, mentre il Kazakistan può vantare appena sedici milioni di abitanti complessivi. Una differenza che ha fatto mettere da parte la bellezza delle montagne kazake, ed un progetto olimpico che aveva davvero pochi difetti, con tutti i siti di gara concentrati attorno alla città di Almaty e dei costi certamente più contenuti rispetto al progetto cinese, nonostante Pechino abbia puntato sul riutilizzo delle strutture dell’edizione 2008. Tant’è che anche Liu Peng, il presidente del comitato olimpico cinese, si è complimentato con i rivali: “Il voto è stato equilibrato, a dimostrazione che entrambe le candidature avevano i propri vantaggi”, ha dichiarato.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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