Grecia, nuove ambiguità nel governo: conflitto tra Tsipras e Skourletis?

Di linee politiche differenti all’interno del governo greco attuale se ne sono già viste: a tutti è noto il caso dell’ormai ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis, entrato in contrasto con la Realpolitik di Alexis Tsipras nel tentativo di restare più fedele a quello che era il programma elettorale della sinistra ellenica. Le recenti scelte di Tsipras, poi, hanno creato ulteriori spaccature all’interno di SYRIZA(ΣΥΡΙΖΑ, Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς – Synaspismós Rizospastikís Aristerás), mettendo a repentaglio, quanto meno in alcune fasi, l’esistenza stessa del governo di sinistra. Le notizie delle ultime ore sembrano mostrare ulteriori ambiguità all’interno delle scelte del governo, con il primo ministro che sembra fortemente intenzionato a chiedere un nuovo prestito al Fondo Monetario Internazionale (FMI), mentre il ministro dell’energia Panos Skourletis si oppone alla privatizzazione dell’ente nazionale dell’energia elettrica. Ma facciamo un po’ d’ordine.

Nuovo fedelissimo di Tsipras dopo il “rimpasto” di governo successivo alla fuoriuscita dal governo di Varoufakis, il ministro dell’economia Efklidis Tsakalotos ha chiesto un nuovo aiuto nella giornata di venerdì, che contrasta con le intenzioni iniziali del governo di Atene, determinato a rinunciare a nuovi aiuti internazionali per non sottostare alle misure di austerità dettate dalle organizzazioni internazionali. Invece, la lettera inviata da Tsakalotos alla francese Christine Lagarde, direttrice generale del FMI, sottolinea proprio l’impegno della Grecia a sottomettersi alle politiche economiche scaturite dagli accordi con la Troika, chiedendo un terzo piano di aiuti, nonostante il Paese debba ancora restituire, nei mesi di agosto e settembre, più di tre miliardi alla Banca Centrale Europea ed 1,5 miliardi allo stesso Fondo Monetario Internazionale. Il nuovo prestito chiesto da Tsakalotos dovrebbe prevedere un ammontare complessivo pari a circa 82 miliardi di euro.

Ma cosa c’entra tutto questo con le posizioni del ministro Skourletis? La richiesta di un nuovo aiuto finanziario da parte del governo di Tsipras è implicitamente sinonimo di un’accettazione ulteriore delle misure imposte dalle istituzioni internazionali, tra le quali figurano le privatizzazioni degli enti pubblici. Proprio per questo, l’opposizione del ministro dell’energia alla privatizzazione della società PPC sembra essere in contrasto con la linea che stanno assumendo Tsipras e Tsakalotos, sempre più pronti a sottostare ai dettami della Troika. Skourletis ha proposto di mettere in atto delle misure alternative, con PPC che resterebbe in mano al settore pubblico, anche se in questo caso il governo dovrebbe aprire alla concorrenza di imprese private. Va detto che la privatizzazione dell’energia elettrica aveva avuto inizio con i precedenti governi, ma Tsipras aveva bloccato il processo dopo la sua vittoria elettorale. Ora, però, il nuovo prestito firmato FMI potrebbe obbligare lo stesso Tsipras a procedere con la privatizzazione del settore energetico: non dimentichiamo, infatti, che lo stesso premier ellenico ha presentato un punto riguardante le privatizzazioni all’interno delle sue proposte indirizzate alla Troika (clicca qui per saperne di più).

In conclusione, il nuovo prestito richiesto al FMI e l’eventuale privatizzazione della rete elettrica potrebbero rappresentare i prossimi passi del governo Tsipras verso una totale sottomissione alla volontà della Troika, in netto contrasto con quello che doveva essere il ruolo di rottura di SYRIZA nei confronti della dittatura economica europea ed internazionale che ha portato il Paese sul baratro. La coalizione di sinistra guidata da Tsipras sta assumendo sempre più la sagoma di una sinistra funzionale al mantenimento del sistema economico vigente, magari con qualche aggiustamento che lo renda più “vivibile”, piuttosto che quella di una sinistra antagonista dello stesso, forma sotto la quale aveva invece tentato di presentarsi prima della vittoria elettorale.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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