Irlanda: legge antidroga incostituzionale, l’ecstasy diventa legale

Alcune droghe pesanti sono diventate momentaneamente legali dopo una decisione della Corte d’appello.

Una decisione della Corte d’appello ha creato una situazione senza precedenti in Irlanda, legalizzando, di fatto, il possesso di droghe pesanti come l’ecstasy, la ketamina, i funghi allucinogeni, le benzodiazepine e le metanfetamine. Il tutto è accaduto ieri, martedì 10 marzo, quando l’organo di giustizia ha dichiarato incostituzionale una parte della legge sulle droghe del 1977, in quanto sarebbe stata approvata senza essere sottoposta al voto del parlamento.

Di conseguenza, tutta una serie di sostanze che sono state proibite dal 1977 ad oggi attraverso nove decreti del governo sono divenute legali, visto che l’incostituzionalità della legge del 1977 ha fatto decadere tutte le leggi istituite successivamente che si appoggiavano sul corpus della prima. Ciò non riguarda altre sostanze come l’eroina, la cocaina e la cannabis, perché le leggi che riguardavano queste droghe erano già state promulgate ben prima di quella incriminata.

Al momento, siamo già al secondo giorno consecutivo nel quale il possesso delle suddette droghe è legale. Restano comunque illegali la vendita, l’acquisto, l’importazione o l’esportazione delle stesse sostanze, materie regolate da altri provvedimenti legislativi. La camera bassa del parlamento si è comunque riunita quest’oggi nel tentativo di porre rimedio all’anomalia legislativa che si è venuta a creare dopo la sentenza della Corte d’appello: già questa mattina, i deputati hanno formulato un nuovo testo per andare a coprire le lacune lasciate dall’invalidazione della legge del 1977.

Questo dovrà essere successivamente approvato dalla camera alta e poi firmato dal presidente della Repubblica d’Irlanda, Michael D. Higgins, per poter entrare in vigore.

Dopo che l’iter legislativo sarà completato, e l’uso delle droghe momentaneamente “liberalizzate” tornerà ad essere illegale, il governo proporrà anche un nuovo provvedimento che renda possibile il divieto dell’uso di droghe attraverso dei decreti legislativi, proprio come previsto in precedenza dalla legge del 1977.

Nella situazione attuale, invece, le due camere parlamentari dovrebbero essere chiamate ad esprimersi per ogni nuova sostanza da bandire, allungando quindi i tempi ed aumentando i lavori a carico dell’organo legislativo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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