La Florida nega il riscaldamento globale

Al ministero della protezione ambientale è vietato l’utilizzo stesso di alcuni termini connessi al clima.

La Florida, per via della sua posizione geografica, rappresenta una delle aree degli Stati Uniti più esposte ad uragani, tempeste tropicali e fenomeni climatici estremi in generale. Ma, secondo quanto emerso da un’inchiesta pubblicata dalla testata britannica The Guardian, le sue massime autorità negherebbero addirittura la veridicità del fenomeno del riscaldamento globale, tanto da vietare l’utilizzo stesso di questo termine da parte del ministero della protezione ambientale, assieme ad altre parole come “sostenibilità” e “cambiamento climatico”.

Un divieto che, a questo punto, rende quasi inutile l’esistenza di un ministero preposto alla protezione dell’Ambiente.

A quanto pare, l’ordine arriverebbe direttamente dal governatore dello stato, il repubblicano Rick Scott, grande oppositore di Barack Obama, nonché strenuo difensore della pena di morte (la Florida è lo stato che vanta il record di esecuzioni capitali, ben ventotto negli ultimi cinque anni) e negazionista in materia di influenza delle attività umane sul clima mondiale.

Un’importante testimonianza arriva proprio da un ex impiegato del ministero, tale Christopher Byrd, che racconta di aver ricevuto la comunicazione di non utilizzare più i termini incriminati nel 2011, sotto forma di consiglio. Secondo le sue parole, Byrd si sarebbe rifiutato di piegarsi al volere dei piani alti, fatto che ne avrebbe provocato il licenziamento nel 2013. Altri impiegati, inoltre, raccontano che tra i termini proibiti ci sarebbe addirittura “innalzamento del livello del mare”, da sostituire imperativamente con “fattore d’inondazione”. 

Tra coloro che si sono scagliati contro le direttive dello stato della Florida, vanno segnalate le parole del professor Harlold Wanless, docente di scienze geologiche presso l’Università di Miami, secondo il quale le autorità governative si starebbero comportando in modo criminale negando l’esistenza di questi fenomeni climatici: “In Florida, sarà difficile proporre una soluzione al cambiamento climatico, se non lo si può nemmeno nominare”, ha dichiarato.

Da parte sua, il governatore Rick Scott ha più volte ripetuto di non poter affermare l’esistenza di una connessione tra l’attività umana ed il clima planetario, giustificandosi con l’affermazione “non sono uno scienziato”. Ma, proprio per questa ragione, non sarebbe forse il caso di ascoltare coloro che scienziati lo sono?

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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