Lesotho: Pakalitha Mosisili torna al governo

Già primo ministro del Lesotho dal 1998 al 2012, Pakalitha Mosisili è tornato al governo del piccolo Paese africano retto dal monarca Letsie III dopo solamente tre anni di interruzione, nei quali ha dovuto svolgere il ruolo di capo dell’opposizione contro Tom Thabane, che nel frattempo è stato anche costretto a lasciare l’incarico per un tentativo di colpo di stato. Costretto ad abbandonare il Paese, Thabane è riuscito a tornare in patria solamente con l’appoggio del Sudafrica, del quale il Lesotho rappresenta una enclave.

Mosisili, leader del Democratic Congress ha infatti raccolto con il suo partito il 38.76% delle preferenze nelle elezioni dell scorso 28 febbraio, ottenendo 47 dei 120 seggi dell’Assemblea Nazionale. Per ottenere la maggioranza, Mosisili ha dovuto stringere un’alleanza con il Lesotho Congress for Democracy (LCD), che invece ha guadagnato dodici parlamentari con il 10.01%. La curiosità sta proprio nel fatto che il primo ministro aveva fondato il Democratic Congress a causa di alcuni contrasti con il Lesotho Congress for Democracy, del quale ha fatto parte fino al 2012.

L’alleanza ha comunque permesso di estromettere dal governo Thabane, che pure ha ottenuto un ottimo risultato con l’All Basotho Convention (ABC), altra forza politica nata da una scissione del LCD. Per l’ormai ex primo ministro sono arrivati solamente 3.500 voti in meno di quelli raccolti dal partito di Mosisili, equivalenti al 38.13% dei suffragi, con quarantasei parlamentari eletti, solamente uno in meno rispetto a quelli della prima forza politica del Paese e ben sedici in più rispetto all’ultima consultazione elettorale. Allora, però, il Lesotho Congress for Democracy aveva deciso di appoggiare la formazione del governo Thabane, mentre questa volta il suo sostegno è venuto meno, e neanche i sette seggi conquistati dall’alleato Basotho National Party hanno potuto contribuire ad ottenere la maggioranza dei parlamentari.

La composizione del parlamento del Lesotho è completata da due deputati del Popular Front for Democracy, due del Reformed Congress of Lesotho ed uno a testa per National Independent Party, Marematlou Freedom Party, Basutoland Congress Party e Lesotho People’s Congress.

Gli osservatori internazionali, a partire dall’Unione Africana e dall’ONU, hanno testimoniato il regolare svolgimento del processo democratico, ma resta comunque il fatto che solamente il 46.61% dei circa 1,2 milioni di aventi diritto si sia recato alle urne.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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