
Il 6 agosto 1945, gli Stati Uniti sganciavano la prima bomba nucleare sulla città giapponese di Hiroshima. Solamente tre giorni dopo, fu la volta dell’ordigno atomico di Nagasaki. In seguito a questi due eventi, il Giappone si arrese con la firma dell’atto di capitolazione del 2 settembre 1945, ponendo fine alla seconda guerra mondiale. Tra l’altro, in pochi sanno che la USAAF (United States Army Air Forces) aveva già pronto un terzo ordigno per colpire Tokyo nel caso in cui i nipponici avessero deciso di continuare la guerra.
Al di là degli eventi bellici, ciò che colpì di quegli episodi furono le gravi conseguenze che si verificarono sulla popolazione civile. Già nel 1948, furono proprio dei ricercatori statunitensi i primi a mettere in evidenza gli effetti delle radiazioni tra coloro che erano sopravvissuti al disastro nucleare. In particolare, la ABCC (Atomic Bomb Casualty Commission) riportò degli aumenti di malformazioni alla nascita tra i figli dei superstiti, soprattutto difetti riguardanti il cervello (microcefalia o addirittura anencefalia, cioè assenza totale dell’encefalo), con tassi di 2.75 volte superiori rispetto a quelli delle aree non colpite. Ad aumentare negli anni successivi fu anche il tasso di morti per cancro, compresa la leucemia, con almeno 1.900 decessi direttamente riconducibili all’esposizione alle radiazioni, come riportato dalla RERF (Raditation Effects Research Foudation).
Se due bombe atomiche possono causare questi effetti sulla popolazione sopravvissuta, cosa può accadere quando un territorio è sottoposto a bombardamenti a tappeto con armi chimiche? Per saperlo, basta vedere quanto si è verificato dopo la guerra del Vietnam, al termine di un decennio (1961-1971) nel quale gli Stati Uniti si sono ostinati ad utilizzare armi chimiche, in particolare defolianti come l’Agente Arancio, contenente diossine, e gli altri “Erbicidi Arcobaleno” (Agente Rosa, Agente Verde, Agente Porpora, Agente Blu e Agente Bianco), con la scusa di stanare i Viet Cong che si rifugiavano tra le piante. Al di là alla distruzione di gran parte della vegetazione della foresta tropicale, si è verificato un netto aumento delle malattie e delle malformazioni alla nascita, effetti che continuano a verificarsi ancora oggi. Inoltre, le sostanze tossiche hanno distrutto o avvelenato gran parte delle coltivazioni, entrando dunque nella catena alimentare sia degli animali che degli esseri umani. Secondo i dati del governo di Hanoi, sono almeno quattro milioni i civili morti per avvelenamento da diossina, senza dimenticare che, in alcune aree del Paese, la concentrazione di questa sostanza è tutt’ora di cento volte superiore rispetto al normale.
In questo caso, però, non solo le conseguenze le subirono i vietnamiti, ma anche i soldati statunitensi che presero parte alle operazioni militari di questa lunga e sanguinosa guerra: i veterani hanno sofferto di numerose forme di tumori, diabete ed altre malattie, con tassi ben oltre la norma registrati anche tra i bambini di questi stessi soldati, spesso affetti da problemi neuropatici e spina bifida.
Veniamo infine ai giorni nostri, ed alla guerra in Iraq. Nel 2004, l’esercito statunitense bombardò la città di Fallujah utilizzando diverse armi comprese quella al fosforo bianco. Secondo alcuni ricercatori britannici, solamente un’esposizione ad agenti mutanti e radioattivi può spiegare i dati allarmanti di questa città: i casi di cancro sono quadruplicati rispetto al passato, mentre i casi di tumori nei bambini si sono addirittura moltiplicati di quattordici volte, senza dimenticare l’incremento esponenziale della mortalità infantile e del tasso delle malattie congenite. I dati sono stati raccolti in uno studio intitolato “Cancer, Infant Mortality and Birth Sex-Ratio in Fallujah, Iraq 2005-2009“, nel quale si paragonano le conseguenze dei bombardamenti di Fallujah con quelle che si sono verificate ad Hiroshima e Nagasaki. La conclusione? Quanto sta accadendo nella città irachena sarebbe ancora peggiore rispetto a ciò che è successo in Giappone: gli incrementi delle malattie sono addirittura superiori e, proprio come nelle città colpite dalle bombe nucleari, i difetti e le morti premature colpiscono sopratutto i bambini di sesso maschile, stravolgendo quello che dovrebbe essere un sex ratio equilibrato tra maschi e femmine all’interno della popolazione.
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