
Cinquantuno anni, nato a Barcellona da padre catalano e madre svizzera di lingua italiana, Manuel Valls è il nuovo Primo Ministro francese nominato da François Hollande che dal 31 marzo scorso ha preso il posto di Jean-Marc Ayrault. Ma chi è davvero Manuel Valls, il socialista tanto amato dalla destra?
Sin dal suo ingresso in politica, ancora prima di aver ottenuto la cittadinanza francese nel 1982, Valls è stato un esponente dell’ala destra del Parti Socialiste. Tanto che, dopo la sua proclamazione come capo del governo, ad esultare sono state più le opposizioni che i socialisti, per non parlare delle critiche piovute dalla sinistra francese.
Un immigrato contro le immigrazioni.
Immigrato, seppur giovanissimo, in Francia, Valls non sembra avere una grande comprensione per chi, come accadde alla sua famiglia, si trasferisce in Francia da un Paese estero. Già nel 2008, infatti, fece notizia quando si proclamò favorevole all’introduzione delle quote di immigrazione per limitare il numero di immigrati ammessi nel Paese. Successivamente, si rese protagonista di una triste campagna contro i Rom in qualità di Ministro dell’Interno: “La situazione è divenuta intollerabile, bisogna far rispettare la legge smantellando il maggior numero possibile di campi Rom insalubri“, affermò in occasione di un’intervista a Le Figaro, accusando questa minoranza di “essere all’origine dei problemi di coabitazione che assumono delle forme a volte inquietanti“.
Un socialista liberale…
Valls ha dichiarato in più occasioni che il suo obiettivo politico è quello di “conciliare la sinistra con il pensiero liberale“. La sua linea politica si ispira a quella del governo di Lionel Jospin, che fu Primo Ministro socialista sotto una presidenza di destra, quella di Jacques Chirac, ma anche al modello della socialdemocrazia tedesca. Valls, inoltre, non ha mai nascosto una certa ammirazione per l’ex Presidente Nicolas Sarkozy, tanto da essere più volte soprannominato in Francia il “Sarkozy della sinistra”, e da essersi meritato i complimenti dello stesso Sarko.
… con slanci nazionalistici.
Nel 2003, Valls fu uno dei pochi socialisti a schierarsi (ed a votare) nettamente a favore della legge che prevedeva l’introduzione del reato di “oltraggio alla bandiera tricolore ed all’inno nazionale”. Secondo l’attuale Primo Ministro, il Partito Socialista non dovrebbe infatti lasciare il campo della difesa dei valori nazionali alle destre. Una posizione ancora una volta in disaccordo con la sua vita personale, visto che dopo l’acquisizione della cittadinanza francese Valls ha voluto conservare anche quella spagnola.
Un (ex) massone.
Valls è stato a lungo un membro della massoneria, in particolare della loggia “Grande Oriente di Francia” (Grand Orient de France), che promuove i valori laici e repubblicani. Nel 2007, il politico affermò di non essere più un membro attivo della loggia (ammettendo quindi in forma implicita di averne fatto parte almeno in passato). Nel 2011, inoltre, ammise di aver preso parte a delle riunioni del gruppo Bilderberg, criticandolo per includere solo membri provenienti da Paesi occidentali, ed affermando che anche la sinistra dovrebbe dotarsi di organizzazioni simili.
Contro la cannabis.
Nel 2009 Valls si schierò contro la legge proposta dal suo compagno di partito Daniel Vaillant, che aveva come obiettivo la depenalizzazione della cannabis. In particolare, si disse “totalmente in disaccordo“, richiamando un rischio della “fine dei divieti” ed ai “danni considerevoli della droga nei quartieri popolari“.
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