Australia, esempio di alternanza democratica. Assange non viene eletto

La chiamano “alternanza democratica” e, perlomeno secondo i canoni dell’ideale di democrazia occidentale, sarebbe un importante indice della democraticità di uno stato: quest’alternanza, infatti, consiste nel continuo scambio si ruoli tra maggioranza ed opposizione, che si alternano più o meno ad ogni legislatura alla guida del governo. Come esempi di alternanza democratica sono spesso citati gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, infatti l’ideale di alternanza democratica proviene soprattutto dal mondo anglosassone. E tra i Paesi anglosassoni c’è anche l’Australia, che non fugge alla regola, e che è anche uno dei Paesi in cui vige ancora l’obbligatorietà del voto.

A suggellare quest’alternanza sono state le ultime elezioni, che hanno decretato la fine del governo laburista di Kevin Rudd in favore di una maggioranza liberale, che ha a sua volta dato vita al nuovo governo guidato da Tony Abbott, leader della Liberal/National Coalition e già Ministro del Lavoro (1998-2003) e della Sanità (2003-2007). Abbottè entrato in carica come Primo Ministro quest’oggi, 18 settembre 2013. L’affluenza alle urne è stata del 77,26%.

Dei 150 seggi dell’Australian House of Representatives, 91 sono stati vinti dai liberali, mentre i laburisti si sono dovuti accontentare di 54 rappresentanti. Questo nonostante l’Australian Labor Partysia risultato essere la prima forza politica del Paese, con il 33,83% dei consensi. Decisiva, in favore delLiberal Party of Australia, è stata la coalizione formata con le alte forze di centro-destra (Liberal National PartyNational Party of Australia e Country Liberal Party), chiamata appuntoLiberal/National Coalition. Entrano nella House of Representatives, che resterà in carica fino al 2016, anche un rappresentante a testa per gli Australian Greens, il Palmer United Party ed il Katter’s Australian Party, principale forza della sinistra alternativa, oltre a due deputati indipendenti.

Sono stati riassegnati anche 40 dei 76 seggi che compongono il Senato australiano. La Coalizione Liberal/Nazionale ne ha raccolti 17, portando la propria quota a 33, contro i 25 dei laburisti, che in questa elezione ne hanno ottenuti 12. Importante risultato per i Verdi, che con i quattro rappresentanti conquistati nell’ultima tornata raggiungono quota 10 senatori. Resta in Senato Nick Xenophon, unico rappresentante del gruppo che porta il suo nome, così come il Democratic Labor Party, mentre entrano per la prima volta cinque nuove forze: il Palmer United Party con due seggi e, con un seggio a testa, il Liberal Democratic Party, il Family First Party, l’Australian Motoring Enthusiast Party e l’Australian Sports Party.

In seguito alle elezioni, l’ex Primo Ministro Kevin Rudd si è dimesso dal suo ruolo di leader dei laburisti, annunciando che non concorrerà più per questa carica.

Da notare anche l’elezione della prima donna aborigena, Nova Peris, ex campionessa olimpica di hockey ad Atlanta 1996, il che le valse già il primato di prima aborigena campionessa olimpica. Ha invece sfiorato l’ingresso al Parlamento, senza riuscirci, Julian Assange, il fondatore di WiliLeaks, con il suo WikiLeaks Party, che ha raccolto lo 0,62% dei consensi.

I primi provvedimenti del nuovo governo sono già stati annunciati, e non promettono nulla di buono: eliminazione della carbon tax, una tassa introdotta l’anno scorso dal governo laburista per le entità troppo inquinanti; diminuzione degli aiuti internazionali rivolti verso i Paesi poveri. Ma è la “sacrosanta” legge dell’alternanza democratica…

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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