Pakistan, Mamnoon Hussain è il nuovo Presidente

È Mamnoon Hussain il nuovo Presidente del Pakistan. Il 73enne è stato infatti eletto come successore di Asif Ali Zardari il 30 luglio scorso, a discapito dell’altro candidato Wajihuddin Ahmed, del partito Tehreek-e-Insaf, ed è appena entrato in carica come dodicesimo Presidente del Pakistan.

Hussain, membro della Lega Musulmana del Pakistan (Nawaz), ha incassato 432 voti nell’elezione indiretta per la scelta del capo dello stato, contro i 77 di Ahmed. All’elezione indiretta partecipano il Senato, l’Assemblea Nazionale e le Assemblee Provinciali delle quattro entità federate (Punjab, Sindh, Balochistan e Khyber-Paktunkhwa) Questa scelta rappresenta una svolta a destra rispetto al quinquennio della presidenza Zardari. Hussain ed il suo partito, infatti, incarnano l’ala conservatrice e liberista del mondo islamico pakistano, che si oppone proprio alla socialdemocrazia del Partito Popolare Pakistano (PPP) di Zardari.

La tensione politica che si respira nel Paese hanno portato Zardari a rinunciare ad un secondo mandato, che gli sarebbe stato concesso dalla costituzione. Il PPP aveva inizialmente deciso di candidare il sentore Raza Rabbani, ma ha successivamente deciso di boicottare le elezioni presidenziali, spianando così la strada alla vittoria di Hussain. Tra le forze che hanno boicottato le elezioni, anche il Partito Nazionale del Balochistan (Mengal) ed il Partito Nazionale Awami, storica forza della sinistra pakistana.

Dall’altro lato, gli aspetti positivi di questa elezione sono le origini indiane di Hussain (nativo di Agra), che potrebbero fungere da base per un riavvicinamento con il nemico storico del Pakistan, ma soprattutto il fatto che il Paese è riuscito ad arrivare a nuove elezioni senza interruzioni dovute a colpi di stato da parte dei militari, un evento assai frequente nella storia del Pakistan, come nel celebre caso della giunta guidata da Pervez Musharraf. L’elezione di Hussain rafforza anche il governo del Primo Ministro Nawaz Sharif, a sua volta membro e leader della Lega Musulmana, lasciando presagire che i civili continueranno a governare il Pakistan anche in futuro.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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