Il difficile rapporto tra politica e sport

In Italia, è ormai notorio, il rapporto tra politica è sport non è sempre dei più facili. Troppo spesso, infatti, chi amministra la cosa pubblica ignora un settore socialmente importante come quello sportivo, per poi salire sul carro dei vincitori in caso di successi nelle competizioni più importanti. È anche vero, però, che lo sport non è l’unico campo fortemente trascurato dalla politica italiana: questo ha infatti compagni eccellenti come la sanità o l’istruzione. A questo punto, l’unica conclusione possibile è che la scarsa considerazione di cui gode lo sport in seno alla politica italiana, sia dettata non tanto da una scelta coscienziosa, ma piuttosto da una incapacità generale di gestire tutto ciò che rientra negli interessi dei cittadini.

Anche se non dovrebbe esservene bisogno, vogliamo ricordare ai nostri politici che lo sport, oltre a garantire il benessere fisico di chi lo pratica, svolge delle funzioni fondamentali dal punto di vista sociale, favorendo l’integrazione delle minoranze, il rispetto dell’altro, la lealtà, la prevenzione della criminalità e tanti altri valori che troppo spesso vengono a mancare nella società contemporanea.

Eppure, altrove nel mondo lo sport gode di grande prestigio ed interesse nel mondo della politica, sia perché rappresenta una vetrina che ogni Paese può offrire per mettersi in luce davanti al resto del mondo, sia perché può garantire, soprattutto per i giovanissimi, quelle funzioni che scuola e famiglia non sempre riescono a ricoprire.

Di esempi ne abbiamo già fatti in tanti articoli precedenti. Abbiamo infatti parlato della Francia, dove il connubio tra scuola e sport, partito naturalmente da iniziative del mondo politico, ha ormai raggiunto il suo massimo livello, garantendo a tutti la possibilità di praticare sport. Ma la Francia eccelle anche per il sostegno dato agli sportivi di alto livello, ai quali viene concessa la possibilità di continuare la propria attività affiancando ad essa lo studio, oltre che per la tutela della trasmissione dei principali eventi sportivi in chiaro, come vetrina per la promozione delle principali discipline.

Il ruolo sociale dello sport è stato evidente in Sud Africa, dove ha contribuito a superare le barriere imposte da decenni di apartheid, contribuendo alla realizzazione del progetto di integrazione voluto da Nelson Mandela, e che ancora prosegue tutt’oggi.

Lo sport rappresenta anche una dimostrazione della propria importanza nello scacchiere mondiale delle potenze: i Paesi emergenti, come CinaRussia e Brasile, si sono accaparrati l’organizzazione dei grandi eventi sportivi per avere una vetrina promozionale importante davanti al mondo, sebbene questo comporti non pochi problemi.

E lo sport, mantenuto nella sua forma più genuina, costituisce anche uno dei cardini della vita sociale di Cuba, dove è considerato uno dei tre settori principali assieme all’istruzione e alla sanità, in qualità di fondamento di una società sana e giusta.

Ogni Paese, quindi, interpreta l’essenza dello sport a suo modo, ma quasi tutti sono concordi nell’assegnargli un ruolo importante, che sia dal punto di vista geopolitico, economico o sociale. In Italia, invece, aspettiamo ancora che la sfera politica si renda conto dell’importanza che lo sport può ricoprire in tutti questi ambiti.

Articolo pubblicato su http://www.oasport.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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