Malaysia: Razak resta al governo, ma qualcosa sta cambiando

È cambiato molto poco in Malaysia dopo le elezioni del 5 maggio. Najib Tun Razak, leader del partito Fronte Nazionale (Barisan Nasional) è infatti rimasto al governo. Il suo partito, che si attesta su posizioni nazionaliste e conservatrici, ha infatti ottenuto il 47% dei consensi, in una tornata elettorale che ha visto quasi l’85% degli aventi diritto recarsi alle urne. Per il partito di governo del Paese  i seggi in seno al Parlamento (Dewan Rakyat) saranno 133 sui 222 a disposizione. La piccola flessione di circa tre punti percentuali rispetto al 2008, non impedirà quindi al Fronte Nazionale di governare.

Sconfitta, ma in forte crescita, è invece la principale forza di opposizione, Alleanza Popolare (Pakatan Rakyat). La coalizione, formata da tre partiti di centrosinistra, ha ottenuto in realtà la maggioranza dei voti (il 50,87%), con una crescita del 4%. Ma la Malaysia è uno stato federale, ed i seggi vengono attribuiti sulla base dei 13 sultanati che compongono il Paese: per questo il PR avrà una rappresentanza di 89 parlamentari, comunque 7 in più rispetto alle scorse elezioni.

Un verdetto particolare, quindi, quello delle tredicesime elezioni generali della Malysia (si sono infatti svolte anche le elezioni dei singoli sultanati, con l’eccezione del Sarawak). Per il partito al governo si tratta comunque di una delle peggiori elezioni della storia da quando la Malaysia è divenuta indipendente. Il Fronte Nazionale sta perdendo voti ad ogni tornata elettorale, mentre le opposizioni si avvicinano sempre più. La sua forza, per ora, sta nel mantenere saldamente alcune circoscrizioni strategiche, ma il futuro sembra favorire l’ulteriore ascesa delle forze socialdemocratiche.

La perdita di voti del Fronte Nazionale aveva già causato le dimissioni dell’ex Primo Ministro Abdullah Ahmad Badawi, sostituito da Razak nel 2009. La debolezza del governo ha portato poi allo scioglimento delle camere il 3 aprile di quest’anno ed alle successive elezioni. Per il leader dell’opposizione, Anwar Ibrahim, invece, questi avvenimenti rappresentano piccole vittorie che messe insieme potranno un giorno portare la sua coalizione al governo.

La campagna elettorale e le votazioni sono stati caratterizzate da non pochi incidenti, inclusi alcuni tentativi di attentati, che hanno portato all’arresto di diverse persone, Questo ha portato l’opposizione a protestare fortemente dopo l’annuncio del verdetto. Il leader Anwar Ibrahim ha annunciato due giorni di proteste: “Si tratta della peggior frode elettorale della nostra storia. Chiamo tutto il popolo della Malaysia ad unirsi alla nostra reazione ed al nostro disgusto verso una frode elettorale senza precedenti commessa da Najib Razak e dalla Commissione Elettorale”, ha affermato.

In Malaysia, il voto si riduce troppo spesso ad un’opposizione di gruppi etnici, vista la composizione molto varia della popolazione. Ma soprattutto il ceto cittadino è oramai stanco di questi vecchi schemi e vuole partecipare più attivamente alla vita politica. Sicuramente l’ascesa delle opposizioni è anche frutto di questa volontà di cambiamento.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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