
Nicolás Maduro Moros, 51 anni, è il successore di Hugo Chávez alla presidenza del Venezuela. Maduro ha assunto l’incarico il 5 marzo scorso, in seguito alla morte di Chávez, in qualità di vicepresidente. Con le elezioni del 14 aprile è stato confermato alla guida della repubblica sudamericana per i prossimi 6 anni.
Fedele compagno del comandante Chávez sin dai tempi della fondazione del Movimiento V República, negli anni ’90, Maduro era entrato nel governo il 9 agosto 2006, assumendo l’incarico di Ministro degli Esteri. Il 13 ottobre 2012, in seguito alle elezioni presidenziali, è divenuto vicepresidente e, con la formazione del nuovo governo, ha lasciato il posto di Ministro degli Esteria ad Elías Jaua, un altro dei collaboratori più stretti di Chávez.
La sua attività politica è iniziata molto presto, come rappresentante degli studenti e successivamente come sindacalista, quando era un autista di bus. L’ingresso nelle istituzioni statali è invece avvenuto per la prima volta nel 2000, quando fu eletto in parlamento. Sin dagli inizi della sua carriera politica, Maduro ha sempre dimostrato grandi capacità, che gli sono valse la fiducia di Chávez.
La stima di Chávez nei confronti di Maduro ha avuto una conferma negli ultimi giorni di vita del leader della rivoluzione boliviariana, che invitò esplicitamente i venezuelani a votare Maduro come presidente, nel caso in cui non avesse potuto continuare a ricoprire quell’incarico.
Un interessante dibattito è quello riguardante l’orientamento ideologico di Maduro: di famiglia cattolica, sin da giovane si è avvicinato alle idee comuniste, un connubio tutt’altro che raro nel continente latinoamericano. Allo stesso tempo, l’ideologia di Maduro è caratterizzata da un forte attaccamento alla patria ed ai sentimenti nazionalisti, elementi che sono considerati tipici della destra. Ma anche in questo caso, bisogna sempre tenere conto del particolare contesto dell’America Meridionale, dove il richiamo alla patria serve a giustificare e rinforzare una divisione in stati che non ha reali ragioni storiche e culturali.
Non poche polemiche ha suscitato un’affermazione di Maduro, avvenuta durante la campagna elettorale, in cui ha apostrofato gli avversari chiamandoli “mariconzones” (“frocioni”). In seguito alla protesta di alcune organizzazioni per i diritti omosessuali, Maduro ha posto ufficialmente le sue scuse, ricordando che sin dal 1999 il governo di Chávez ha sempre difeso i diritti LGBT e lottato contro la discriminazione.
CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.