Venezuela: la vittoria di misura di Maduro

Dopo la morte di Hugo Chávez, una scelta si imponeva al popolo venezuelano: continuare sulla linea della rivoluzione bolivariana, votando il naturale successore del comandante Chávez, Nicolás Maduro, oppure una svolta a destra, scegliendo il candidato dell’opposizione Henrique Capriles Radonski.

Il 14 aprile, con un’affluenza alle urne del 79,78%, i venezuelani hanno premiato Maduro, dimostrando una forte fiducia nella rivoluzione, che va al di là del personaggio carismatico che era Hugo Chávez. Certo, la morte del leader storico del PSUV (Partido Socialista Unido de Venezuela) è stata pagata con una leggera perdita di voti, e Capriles si è avvicinato alla vittoria molto di più di quanto non avesse fatto qualche mese fa contro Chávez. Ma il leade di PrImiero Justicia (PJ) si è fermato al 48,95% dei consensi, contro il 50,78% di Maduro, eletto nuovo presidente del Venezuela (anzi, confermato, visto che aveva assunto la carica ad interim). Nelle precedenti elezioni, invece Capriles aveva ottenuto 11 punti percentuali in meno del vincitore.

Capriles si è rifiutato di accettare il responso delle urne, parlando di irregolarità. I suoi sostenitori sono stati protagonisti di disordini di piazza, nonché di omicidi di alcuni sostenitori del PSUV. Una reazione violenta che non può essere considerata altrimenti se non come una manifestazione di grande frustrazione per l’ennesima sconfitta, anche ora che l’avversario non ha più l’appeal di Chávez. Si tratta inoltre di una continuazione della violenza verbale che ha caratterizzato la campagna elettorale, in cui i due candidati non si sono risparmiati accuse ed offese: ora, però, terminate le consultazioni elettorali, la violenza si sta espandendo in strada.

Per il PSUV e la coalizione del Grande Polo Patriottico si tratta invece di una nuova vittoria, che permetterà a Maduro di continuare le politiche di Chávez che, nonostante le affermazioni dei detrattori internazionali, hanno fino ad ora portato importanti progressi dal punto di vista sociale, soprattutto nell’alfabetizzazione.

La commissione elettorale ha dichiarato i risultati validi ed “irreversibili”, nonostante le proteste di Capriles e dei suoi sostenitori.

Torneremo ad aggiornarvi sulla situazione venezuelana con i prossimi articoli.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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